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09 . 02 . 2018
StefanoPisani

Un lampo gamma… fatto in casa

Per la prima volta, un gruppo di scienziati è riuscito a riprodurre in laboratorio un mini Gamma Ray Burst, le esplosioni di raggi gamma, intensi fenomeni che rappresentano gli eventi più luminosi ed energetici dell'Universo e che durano da qualche secondo a pochi minuti. La creazione di una versione in piccolo di un GRB apre la strada a un nuovo modo di studiare le loro proprietà, finora poco conosciute, e quelle dei buchi neri.

Notizie lun.
22 . 01 . 2018
This new Hubble image shows NGC 1566, a beautiful galaxy located approximately 40 million light-years away in the constellation of Dorado (The Dolphinfish). NGC 1566 is an intermediate spiral galaxy, meaning that while it does not have a well defined bar-shaped region of stars at its centre — like barred spirals — it is not quite an unbarred spiral either (heic9902o). The small but extremely bright nucleus of NGC 1566 is clearly visible in this image, a telltale sign of its membership of the Seyfert class of galaxies. The centres of such galaxies are very active and luminous, emitting strong bursts of radiation and potentially harbouring supermassive black holes that are many millions of times the mass of the Sun. NGC 1566 is not just any Seyfert galaxy; it is the second brightest Seyfert galaxy known. It is also the brightest and most dominant member of the Dorado Group, a loose concentration of galaxies that together comprise one of the richest galaxy groups of the southern hemisphere. This image highlights the beauty and awe-inspiring nature of this unique galaxy group, with NGC 1566 glittering and glowing, its bright nucleus framed by swirling and symmetrical lavender arms. This image was taken by Hubble’s Wide Field Camera 3 (WFC3) in the near-infrared part of the spectrum. A version of the image was entered into the Hubble’s Hidden Treasures image processing competition by Flickr user Det58.
 

Una nuova ipotesi per il mistero delle galassie a spirale  

Le braccia che avvolgono il nucleo di questa interessante formazione celeste infrangono la terza legge di Keplero per cui la velocità orbitale decresce con la distanza dal centro. Per spiegare questo fenomeno si ipotizzano la materia oscura o una correzione della seconda legge di Newton. Un team internazionale composto da ricercatori dell’Isc-Cnr e del Laboratoire de Physique Nucleaire et de Hautes Energies di Parigi apre la strada a ipotesi diverse, dimostrando come sia possibile simulare al computer la nascita di una galassia a spirale. Lo studio è pubblicato su The Astrophysical Journal

This new Hubble image shows NGC 1566, a beautiful galaxy located approximately 40 million light-years away in the constellation of Dorado (The Dolphinfish). NGC 1566 is an intermediate spiral galaxy, meaning that while it does not have a well defined bar-shaped region of stars at its centre — like barred spirals — it is not quite an unbarred spiral either (heic9902o). The small but extremely bright nucleus of NGC 1566 is clearly visible in this image, a telltale sign of its membership of the Seyfert class of galaxies. The centres of such galaxies are very active and luminous, emitting strong bursts of radiation and potentially harbouring supermassive black holes that are many millions of times the mass of the Sun. NGC 1566 is not just any Seyfert galaxy; it is the second brightest Seyfert galaxy known. It is also the brightest and most dominant member of the Dorado Group, a loose concentration of galaxies that together comprise one of the richest galaxy groups of the southern hemisphere. This image highlights the beauty and awe-inspiring nature of this unique galaxy group, with NGC 1566 glittering and glowing, its bright nucleus framed by swirling and symmetrical lavender arms. This image was taken by Hubble’s Wide Field Camera 3 (WFC3) in the near-infrared part of the spectrum. A version of the image was entered into the Hubble’s Hidden Treasures image processing competition by Flickr user Det58.
PietroGreco

La Luna, sorella o sorellastra?

Dopo il forte sisma in Nuova Zelanda, avvenuto alla vigilia della Superluna, uno studio di un gruppo di sismologi giapponesi pubblicato su 'Nature Geoscinces' ripropone l'ipotesi che l'attrazione gravitazionale del nostro satellite e del Sole influenzi la dinamica delle placche terrestri. Non ci sono prove a riguardo e molti sismologi ritengono non conclusive l’interpretazione dei dati proposta dal team giapponese. Ma se anche fosse così, la Luna si dimostrerebbe per questo una perfida sorellastra della Terra? Nulla di tutto questo. Anche dal punto di vista geofisico la Luna resterebbe una grande amica – una vera sorella – della Terra.

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