Ripensare il progetto Human Technopole aprendo un bando di concorso internazionale. Questa la strada che la ricercatrice e senatrice a vita Elena Cattaneo indica al governo Renzi. «Spero che il governo stia analizzando la situazione. Spero si possa ripensare il progetto, il tempo c’è. Altrimenti il rischio è di fare per la ricerca italiana una cattedrale di cristallo».
L’appello di Cattaneo viene lanciato da Milano in occasione del convegno “Mind the gap – il finanziamento della ricerca in Italia” in cui la comunità scientifica si è interrogata sul futuro della politica della ricerca del nostro Paese. Nel suo intervento, Elena Cattaneo ha messo in luce come il metodo utilizzato dal Governo per l’assegnazione del progetto per il dopo Expo all’Istituto italiano di tecnologia (IIT), manchi del requisito fondamentale: una gara, un concorso di idee in cui far competere diversi progetti non solo italiani. Unico strumento attraverso cui rendere possibile l’ottimizzazione del finanziamento pubblico.

Al contrario, «opacità, discrezionalità e discriminazione, disuguaglianza e antimeritocrazia» sono i principi che secondo Elena Cattaneo caratterizzano la gestione di Human Technopole (HT), che fin qui il governo Renzi ha portato avanti con l’assegnazione diretta a IIT del progetto e dei primi finanziamenti, argomento su cui da tempo la senatrice richiama l’attenzione anche in parlamento.
A febbraio il premier Matteo Renzi, intervenuto a Milano alla presentazione del progetto HT, aveva dichiarato di voler vedere il cantiere sull’area Expo attivo entro la fine di maggio 2015, avendo già approvato, attraverso decreto legge, i primi finanziamenti. Dichiarazioni che avevano portato parte della comunità scientifica a denunciare come il progetto per il dopo Expo fosse stato assegnato attraverso una phone call senza alcuna trasparenza e libera competitività.
Sulla stessa scia, lo scorso 4 maggio la senatrice Cattaneo aveva depositato un report per fare luce su ciò che lei reputa una «assegnazione continuativa di ingenti somme di denaro pubblico a centri come l’ente beneficiario in questione, che si sottraggono alle rendicontazioni pubbliche e all’amministrazione trasparente», denunciando come la vicenda HT sia contraddittoria e in contrasto con la deontologia della ricerca scientifica e, per questo motivo, fonte di disorientamento per la comunità scientifica e minaccia per l’etica della scienza.

LA REPLICA DI IIT SUL FINANZIAMENTO PER HUMAN TECHNOPOLE
La denuncia e le domande sull’assegnazione del progetto e dei primi fondi a IIT senza alcun concorso di idee sono rivolte da Elena Cattaneo al governo italiano. Ma IIT ha voluto rispondere in prima persona, pubblicando sul proprio sito una replica al report depositato in parlamento, affermando che «i fondi attribuiti dal Governo – 80 milioni di euro – sono per la realizzazione del progetto HT», dunque vincolati a tale scopo e non nelle disponibilità dell’ente. IIT non sarebbe, quindi, beneficiario di nessun finanziamento, ma esclusivamente l’ente che, su esplicita richiesta del Governo, ha concepito l’idea scientifica, sottoposta in seguito al giudizio di esperti internazionali e indipendenti. «Le risorse, se ci saranno, verranno assegnate dopo la consegna del progetto – sottolinea l’IIT – e la sua valutazione internazionale da parte di un panel di esperti indipendenti scelti dallo Stato.»
Quindi sarebbe «improprio parlare di Iit come “beneficiario” di alcun finanziamento», in quanto l’ente si sarebbe semplicemente messo a disposizione dello Stato italiano a seguito di una richiesta per il progetto scientifico sul sito di Expo. Chiamata che non prevede finanziamenti ma solo la «doverosa e responsabile» risposta di «mettersi a disposizione e lavorare al meglio delle proprie possibilità», dichiarano dall’IIT.

MAGGIORE TRASPARENZA SUI FINANZIAMENTI PUBBLICI
Il convegno “Mind the gap – il finanziamento della ricerca in Italia”, organizzato dall’Università Statale di Milano, è partito anche dal caso HT, con l’intenzione di immaginare possibili scenari futuri nella gestione della distribuzione delle risorse pubbliche per la ricerca scientifica in Italia. Tra le diverse idee presentate emerge quella del consorzio di ricerca, ossia una rete di strutture di ricerca basata sui principi di accessibilità e competitività.

Problema, quello della distribuzione dei fondi pubblici per la ricerca che Elena Cattaneo solleva ancora contro Iit in merito ai finanziamenti elargiti dallo Stato, questa volta, ancor prima del progetto HT. Infatti, su tutti i finanziamenti ricevuti da Iit, risulterebbero circa 430 milioni di euro di fondi inutilizzati ma non ridistribuiti ad altri enti. Elena Cattaneo definisce tutto ciò «un ingente accantonamento e non investimento di fondi targati ricerca».

Assume così ancora più significato la necessità per il nostro Paese di munirsi di un’Agenzia per la ricerca, così come sottolineato dal convegno di Milano, a cui affidare la gestione dei finanziamenti e la valutazione delle ricerche a cui elargirli. Infatti, una delle preoccupazioni di Elena Cattaneo sulla vicenda HT nasce proprio da questa mancanza, ritenendo che l’IIT possa trasformarsi da ente per il trasferimento tecnologico a una sorta di agenzia sui generis re-distributrice di ricerca pubblica nella realizzazione del progetto. L’IIT ribadisce al contrario che «la decisione su come e se farlo, e soprattutto con quale forma e organizzazione verrà realizzato, sarà frutto di una scelta compiuta dallo Stato e non da un singolo soggetto».

LA VALUTAZIONE DI IIT FIRMATA ANCHE DA ELENA CATTANEO
Il report depositato da Elena Cattaneo in parlamento non si focalizza solo sull’assegnazione del progetto e dei fondi di partenza a IIT da parte del governo, ma entra nel merito delle performance dell’istituto di Genova, ritenuto, tra l’altro, non competente su alcuni temi centrali del progetto HT.
L’IIT chiude la sua replica sottolinenando proprio come molte delle critiche sulla produzione scientifica dell’ente e della capacità di trasferimento tecnologico siano in realtà in contrasto coi fatti. IIT, infatti, ricorda inoltre che proprio la Senatrice Elena Cattaneo aveva partecipato come membro del Comitato di Valutazione alla stesura nel 2012 del corposo rapporto di valutazione in cui furono analizzati tutti gli aspetti finanziari, organizzativi e scientifici dell’ente diretto da Roberto Cingolani.
In quel frangente la senatrice Cattaneo aveva avuto totale accesso per 14 mesi continuativi a tutte le informazioni scientifiche e amministrative su IIT. Condizione che avrebbe potuto fare emergere le presunte contraddizioni all’interno dell’ente genovese ancor prima della vicenda Human Technopole. Al contrario, il panel di valutatori aveva definito l’IIT un «network eccellente», «modello da prendere ad esempio per le altre istituzioni di ricerca e l’intero sistema della ricerca italiana». Inoltre, profeticamente, aveva anche consigliato l’ente di porre maggiore attenzione alla comunicazione esterna «in modo che nessuno potesse strumentalizzarlo e dire che IIT operasse da agenzia».