Fabio Mariottini e Sara Minciaroni intervistano Walter Ganapini

Il 30 maggio si festeggia la fine dei lavori di ristrutturazione del complesso monastico dell’isola Polvese, che la Giunta Provinciale di Perugia ha deliberato di concedere ad Arpa Umbria come sede del Centro di Ricerche Cambiamento climatico e biodiversità in ambienti lacustri ed aree umide” .

Come nasce l’interesse suo e di Arpa per l’isola Polvese?
Nella giovinezza, per me il Trasimeno erano San Feliciano e l’Isola Maggiore: il primo perché luogo dove mi ospitava l’amico carissimo Giancarlo Ambrosetti, archeologo di grande vaglia e poi ri-animatore delle istituzioni museali della mia Reggio Emilia, la seconda come luogo ideale per camminare e riflettere (e rifocillarsi da “Sauro”).
L’attenzione all’isola Polvese deriva invece da una intuizione del mio predecessore Svedo Piccioni, che ne aveva la visione di ‘isola/scatola di pensiero’ sui temi della complessità; condivisi questa intuizione iniziale con Daniela Riganelli, Alessandra Paciotto (Legambiente) ed Anna Rita Cosso (Cittadinanzattiva) per dare forza sociale all’idea di progettare la valorizzazione sostenibile delle peculiari valenze di un così importante crocevia di storia, bellezza ed unicità naturalistiche, ‘monumenta’ di architettura religiosa, culture materiali .
Per sottrarre ‘la perla del Trasimeno’ ai ricorrenti appetiti da ‘entertainment district’, il gruppo iniziale , arricchito dai contributi e dalla adesione della Cooperativa dei Pescatori del Trasimeno, di Confcooperative, LegaCoop, Arci, Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali, di promotori culturali da Psiquadro a Plestina a CEA Polvese, ha in pochi mesi elaborato un programma, preliminarmente portato all’approvazione dei Sindaci della allora nascente Unione dei Comuni del Lago e poi risultato vincente al termine di una gara espletata dalla Amministrazione Provinciale di Perugia.
Un ‘Protocollo d’Intesa’ condiviso da Regione dell’Umbria, Provincia di Perugia, Unione dei Comuni-Città del Trasimeno ed Arpa Umbria costituisce la cornice istituzionale di riferimento del programma .
In tale contesto, Arpa ha concentrato le proprie risorse sulla creazione all’interno del Monastero di un Centro Ricerche Cambiamento climatico e biodiversità in ambienti lacustri ed aree umidecandidabile a livello internazionale come Focal Point tematico, al pari di quelli già esistenti in Europa sugli ambienti deltizi fluviali e su quelli forestali, proponendo l’Umbria come laboratorio che può mettere in rete dal Trasimeno a Piediluco, da Alviano a Corbara fino a Colfiorito.
La strumentazione scientifica necessaria per condurre gli studi in programma è già stata acquisita da Arpa, una volta ottenuto il consenso alla iniziativa anche da parte della Regione, e verrà rapidamente installata e messa in funzione nelle prossime settimane.

Quali sono i rapporti con Università ed altri Istituti di ricerca?
L’idea scientifica iniziale del Centro è stata validata dai maggiori scienziati italiani in materia di Ecologia, dall’Accademico dei Lincei Prof. Enrico Alleva al Prof. Alberto Basset dell’Università del Salento ed al Prof. Riccardo Santolini dell’Università di Urbino, ed è ora nota e apprezzata anche dall’Agenzia Europea dell’Ambiente.
Arpa non solo è conscia dei propri limiti strutturali, ma anche tesa a non oltrepassare mai il perimetro della propria missione istituzionale; il nostro compito è di fungere da catalizzatore/aggregatore e così abbiamo integrato il team scientifico con ricercatori della Università di Perugia e del CNR, dalle Scienze biologiche ed agronomiche alla Economia ambientale: per tutti desidero citare il Prof. Bruno Granetti, già docente presso l’ateneo di Perugia, che 50 anni fa avviò gli studi sulle diatomee nel Trasimeno e oggi lavora con noi per aggiornare il quadro conoscitivo circa un bioindicatore così importante e mai studiato su di un arco temporale così ampio.
Sono già in corso anche progettazioni comuni con accedemici che collaborano con la Fondazione Cucinelli in tema di analisi delle popolazioni di chironomidi nei canneti ripariali, così come con micologi e naturalisti.
Nasce così, d’intesa con il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Franco Moriconi, l’idea che il Monastero della Polvese possa anche ospitare attività della Summer School dell’Università di Perugia: spazi, strutture e servizi tecnologici sono adeguati a tale scopo.

E a livello internazionale?
Il fascino della Polvese si è rivelato un grande attrattore, ovviamente coniugato a un progetto scientifico riconosciuto come originale ed interessante.
In pochi mesi la Polvese ha visto Arpa Umbria ospitare stage di docenti ed allievi delle prestigiose Texas&AM University e Loyola University of Chicago.
Tra poco ospiteremo la York University , mentre i rapporti istituiti presso l’Università per Stranieri di Perugia grazie al Prof. Filippo Ubertini, WaterChair UNESCO, ed al Rettore Giovanni Paciullo ci stanno aprendo a una intensa progettazione in ambito UE ed UNEP.
D’intesa con il Dr. Franco Calzini di Umbrò, Valter Sembolini e Aurelio Cocchini della Cooperativa dei Pescatori del Trasimeno ed il Dr. Andrea Sisti, confidiamo di ospitare una presenza costante di ricercatori stranieri sulla Polvese, e collaboreremo con i promotori culturali citati all’inizio per dare continuità ad iniziative quali ‘L’Isola di Einstein’ e ai Corsi di Educazione Ambientale che tanto entusiasmo hanno già suscitato tra docenti e studenti degli Istituti umbri ospiti dell’isola.

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