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La biologia evolutiva è una disciplina in costante evoluzione, proprio come l’argomento di cui si occupa, e la Sintesi Moderna è considerata da molti il paradigma dominante di questo campo di studi. Il progredire della ricerca ha consentito di integrare la teoria con le nuove conoscenze acquisite in diversi campi della biologia. Vediamo quali sono alcuni degli argomenti più interessanti emersi negli ultimi anni.

  • Nel corso dello sviluppo embrionale entrano in gioco diversi processi che influenzano l’attività dei geni e le forme degli individui, in maniere che possono essere anche indipendenti dalla selezione naturale. Il cambiamento di questi processi di sviluppo nel corso delle generazioni ha una forte influenza sull’evoluzione delle specie.
  • Organismi con lo stesso corredo genetico possono sviluppare tratti fisici, fisiologici o comportamentali diversi, in risposta a cambiamenti ambientali. Per esempio, ci sono animali il cui ciclo riproduttivo cambia da asessuale a sessuale in base alla stagione. Questa caratteristica si chiama plasticità fenotipica.
  • Diversi organismi sono in grado di intervenire sull’ambiente in cui vivono, influendo quindi sullo sviluppo e sull’evoluzione dei loro discendenti. Questo è uno dei tanti esempi di costruzione della nicchia, cioè della capacità degli organismi di non limitarsi a subire gli effetti della selezione naturale, ma di essere in grado di modificare alcune caratteristiche biologiche ed ecologiche dell’ambiente circostante.
  • Diverse caratteristiche fisiche, fisiologiche e comportamentali possono essere ereditate indipendentemente dalla trasmissione di determinate sequenze di DNA. Questo tipo di eredità, chiamata epigenetica, può avvenire grazie a particolari molecole che si legano al DNA, ormoni e feromoni assimilati dagli embrioni durante lo sviluppo, sostanze chimiche trasmesse attraverso la placenta o il latte materno, fino all’insegnamento di determinati comportamenti.

Molti ricercatori vedono questi, e altri, temi come ulteriori sviluppi del Neodarwinismo, che non cambiano l’interpretazione corrente dei processi fondamentali del cambiamento evolutivo. Ma, negli ultimi vent’anni, un numero crescente di studiosi ha messo in discussione questo approccio. Essi sostengono che per interpretare queste nuove conoscenze è necessaria una revisione della teoria dell’evoluzione. Questa revisione, chiamata Sintesi Estesa, non rinuncia al cuore darwiniano della teoria né alle tante conquiste del Neodarwinismo, ma propone un diverso approccio all’interpretazione di diversi fenomeni.

Ci sono opinioni molto diverse sul modo in cui questo nuovo approccio dovrebbe venir integrato nella teoria dell’evoluzione. C’è chi sostiene la necessità di un cambiamento radicale rispetto al Neodarwinismo e chi invece ritiene che questi nuovi scenari possano venir incorporati nella versione attuale della teoria, modificando alcuni suoi concetti fondamentali senza però stravolgerne l’impostazione. Al momento, la Sintesi Estesa non può ancora essere definita un’alternativa solida al Neodarwinismo, ma ne evidenzia comunque i limiti e incoraggia i ricercatori a considerare l’evoluzione come il risultato di una pluralità di cause diverse, senza limitarla a un processo guidato principalmente dai geni e dalla selezione naturale. Il dibattito scientifico che ne deriva non è, come alcuni insinuano, un segno di crisi dell’approccio darwiniano all’evoluzione. Al contrario, è un chiaro segno della vitalità della biologia evoluzionistica, che rimane aperta alle nuove conoscenze e non rimane aggrappata ai propri presupposti.