Al bando il bisfenolo A. Ma siamo più sicuri?

Con l’inizio del 2020 è entrato in vigore il divieto da parte dell’Unione Europea di utilizzare il bisfenolo A nella carta termica. Un provvedimento dovuto alle continue preoccupazioni  per la salute derivanti dall'esposizione di questa sostanza. Ora, però non bisogna abbassare la soglia di attenzione e mettere sotto la lente d'ingrandimento anche i due sostituti più impiegati, i bisfenoli S e F (BPS e BPF).
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Unità di Epidemiologia ambientale e registri di patologia, IFC CNR, Pisa
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Istituto Fisiologia Clinica Cnr - Pisa

Con l’inizio del 2020 è entrato in vigore il divieto da parte dell’Unione Europea di utilizzare il bisfenolo A (BPA) nella carta termica. A partire dal 2 gennaio la sostanza non può essere legalmente immessa nella carta termica in concentrazione maggiore o uguale allo 0,02% in peso (). La carta termica è una carta fine rivestita con uno sviluppatore fotografico – spesso BPA – che cambia colore quando esposta al calore. È comunemente utilizzata nelle stampanti termiche, in registratori di cassa e terminali per carte di credito. La restrizione è arrivata dopo che un crescente numero di articoli scientifici ha rafforzato l’evidenza sul ruolo del BPA nella patogenesi di disturbi endocrini comprendenti infertilità maschile e femminile, pubertà precoce, tumori ormoni-dipendenti (tumore di seno e prostata), iperplasia dell’endometrio, aborti ricorrenti (Tomza-Marciniak et al, 2018; Mínguez-Alarcón et al, 2016), resistenza all’insulina, diabete e obesità (Bertoli et al, 2015). Concentrazioni più elevate di BPA nelle urine sono state inoltre correlate con la malattia polmonare ostruttiva cronica (Erden et al, 2014), malattie cardiovascolari (Han and Hong, 2016) e disturbi neurocomportamentali, come la sindrome daiperattività e deficit di attenzione (Rochester et al, 2018).

Nel dicembre 2016, la Commissione Europea (CE) aveva già pubblicato un regolamento che aggiungeva il BPA all’allegato XVII – l’elenco delle sostanze soggette a restrizioni – del regolamento REACH, mentre l’anno seguente il BPA era entrato a far parte dell’elenco delle sostanze estremamente preoccupanti per le sue proprietà tossiche sull’apparato riproduttivo. A seguire, nell’ottobre dello scorso anno, l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche ha raccomandato alla CE di includere il BPA all’interno dell’allegato XIV – l’elenco delle autorizzazioni – del REACH.

CHE COS’È IL BISFENOLO A
Il BPA è un composto chimico sintetizzato per la prima volta alla fine del 1800, ed è impiegato nella produzione delle plastiche in policarbonato utilizzate nei recipienti per uso alimentare, e nelle resine epossidiche che compongono il rivestimento protettivo interno presente nella maggior parte delle lattine per alimenti e bevande (Geens et al, 2011). Gli usi in campo non alimentare del BPA comprendono apparecchi elettrici ed elettronici, dispositivi odontoiatrici, carta termica.
Già alla fine degli anni ’90 iniziava ad emergere che il BPA era in grado di percolare dalla plastica, costituendo un potenziale pericolo per l’uomo, tuttavia la produzione cresceva senza sosta e nel 2008 la produzione mondiale si attestava attorno ai 5 milioni di tonnellate (Arnold et al, 2013). Il BPA appartiene alla categoria di composti noti come “interferenti endocrini”, è in grado quindi di interagire con il recettore per gli estrogeni (Welshons et al, 2006), mentre ha attività antagonistica verso i recettore per gli androgeni (Xu et al, 2005) e per gli ormoni tiroidei (Pearce and Bravemann, 2009). Le vie di esposizione dell’uomo al BPA sono l’ingestione, la inalazione, e l’assorbimento transdermico, e, per quanto la sostanza non sia persistente nell’ambiente, l’esposizione sembra essere continua. L’esposizione umana principale è attraverso gli alimenti, ed è stato dimostrato che i livelli urinari di BPA possono aumentare fino al 1200% in seguito al consumo di alimenti in scatola (Carwile et al, 2011). La via non alimentare contribuisce tra l’1 e il 5% dell’esposizione complessiva, con molta variabilità tra ed entro sottogruppi di popolazione (Loganathan and Kannan, 2011).
La dose media di BPA assorbito per via transdermica dopo il contatto per 5 secondi con carta termica, è pari a 1,1 µg per dito, efino a 10 volte maggiore se le dita sono bagnate o unte (Biedermann et al, 2010).
Il risultato delle preoccupazioni crescenti per la salute derivanti dall’esposizione a BPA ha determinato un utilizzo progressivamente maggiore di suoi analoghi, come BPS e BPF. Il BPS, in particolare, è stato considerato come il sostituto d’elezione del BPA in molti prodotti di consumo, e il suo impiego nella carta termica è quasi raddoppiato tra il 2016 e il 2017 ). Un’indagine precedente, d’altra parte, aveva stimato che nel triennio 2014-2016 l’uso del BPA era diminuito dal 65 al 59% mentre quello di altre sostanze era passato dal 32 al 37%. Va detto che studi in vivo hanno rilevato che BPS e BPF presentano attività estrogenica e anti-androgenica con effetti paragonabili a quelli associati all’esposizione al BPA (Rosenmai et al, 2014), oltre ad essere sospettati di citotossicità e genotossicità (Lee et al, 2013).
Sul piano legislativo è degno di nota che la Svizzera sia diventata il primo paese in Europa a vietare l’uso sia del BPS sia del BPA nella carta termica. La decisione, in base alla quale l’uso delle due sostanze sarà proibito nella carta termica a una concentrazione pari o superiore allo 0,02% in peso, è entrata in vigore il 1° giugno 2019 e impone alle aziende di conformarsi entro il 1° giugno di quest’anno. Tale segnale è di estrema importanza non solo per limitare l’esposizione della popolazione ma anche nei confronti delle industrie come stimolo a investire in composti alternativi anche a BPS e BPF che, ad oggi, non possono essere considerati sicuri per la salute umana.

 

Bibliografia

  • Arnold SM, Clark KE, Staples CA, Klecka GM, Dimond SS, Caspers N, Hentges SG. Relevance of drinking water as a source of human exposure to bisphenol A. J Expo Sci Environ Epidemiol. 2013;23:137-44.
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  • Biedermann S, Tschudin P, Grob K. Transfer of bisphenol A from thermal printer paper to the skin. Anal Bioanal Chem. 2010;398:571-6.
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  • Lee S, Liu X, Takeda S, Choi K. Genotoxic potentials and related mechanisms of bisphenol A and other bisphenol compounds: A comparison study employing chicken DT40 cells. Chemosphere 2013;93:434–40.
  • Loganathan SN, Kannan K. Occurrence of bisphenol A in indoor dust from two locations in the eastern United States and implications for human exposures. Arch Environ Contam Toxicol. 2011;61:68-73.
  • Mínguez-Alarcón L, Hauser R, Gaskins AJ. Effects of bisphenol A on male and couple reproductive health: a review. Fertility and Sterility 2016;106:864–70.
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