Ambiente, OMS lancia l’allarme

Nel mondo la morte di 1,7 mln di bambini ogni anno è attribuibile a cause ambientali, dall’inquinamento all’igiene inadeguata. Lo afferma l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha stilato due rapporti dai titoli emblematici, “Ereditare un ambiente sostenibile” e “Non inquinate il mio futuro”.
Tina Simoniello, 15 Marzo 2017
Micron
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Micron
Giornalista freelance

Un milione e 700mila bambini tra 0 e 5 anni perdono la vita ogni anno nel mondo a causa dell’inquinamento ambientale; di questi 570mila solo per la qualità dell’aria e per il fumo passivo. Altri 361mila di decessi sono dovuti invece a malattie legate al mancato accesso all’acqua potabile e alla scarsità di igiene. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità in due nuovi report:“Ereditare un ambiente sostenibile” e “Non inquinate il mio futuro”, in cui si indicano anche gli interventi possibili per ridurre questo tributo.
Secondo questi studi, nel 2015, la maggior parte delle morti tra i bambini è dovuta principalmente a polmonite, complicanze legate al parto, sepsi neonatale, anomalie congenite, diarrea, lesioni e malaria. Molte  di queste patologie, che colpiscono soprattutto e in alcuni casi esclusivamente i Paesi poveri, sono direttamente o indirettamente, causate dalle condizioni ambientali. Patologie che potrebbero essere evitate però con interventi che riducano i rischi ambientali: soprattutto, accesso all’acqua potabile e utilizzo di combustibili puliti per la cottura dei cibi.
“I bambini sono più vulnerabili quando vivono in un ambiente inquinato perché il loro organismo e il loro sistema immunitario sono ancora in fase di sviluppo “, ha dichiarato Margaret Chan, direttore generale dell’OMS.

IL RISCHIO OVUNQUE, ANCHE A TAVOLA
Le esposizioni ad agenti dannosi possono iniziare nel corso della gravidanza aumentando il rischio di un parto prematuro. Immediatamente dopo la nascita, l’allattamento al seno, che comunque va implementato – sottolineano all’OMS – è una fonte di potenziale esposizione. Nei neonati l’inquinamento dell’aria, esterna e indoor e il fumo passivo, aumentano sensibilmente il rischio di ammalarsi di polmonite nel corso dell’infanzia, e di malattie respiratorie croniche, per esempio di asma e anche di patologie cardiache, di ictus, e infine di cancro, per tutta la vita. E, in proporzione alle loro dimensioni, i bambini respirano più aria degli adulti. E ingeriscono più cibo e bevono più acqua.

Fonte: Report “Don’t pollute my future!”

Chi vive poi in abitazioni prive di acqua potabile e di servizi igienici sono a rischio di contrarre malattie diarroiche e polmonite, soprattutto a causa dell’aria domestica inquinata dal carbone e dallo sterco utilizzati come combustibili per cucinare e riscaldarsi.
Infine, i bambini nella fascia tra 0-5 anni hanno comportamenti più a rischio: giocano in terra, all’aperto, mettono le mani e gli oggetti in bocca. Ebbene, tutto questo espone i bambini, decisamente più che non gli adulti, agli effetti di un ambiente inquinato.
Un altro elemento da tenere in considerazione è l’alimentazione dei nostri bambini. Sostanze chimiche come fluoro, piombo e mercurio, pesticidi, composti organici persistenti così come altre sostanze presenti nei manufatti finiscono infatti nella catena alimentare. E anche se la benzina con piombo è stata abbandonata in quasi tutti i Paesi del mondo, questo elemento, che se ingerito può compromettere il corretto sviluppo del sistema nervoso centrale, è ancora ampiamente presente nelle vernici.

L’INQUINAMENTO DA RAEE
Come se quelli tradizionali non bastassero, l’Organizzazione mondiale della sanità, indica anche nuovi rischi come quello provocato dai rifiuti elettrici ed elettronici (Raee). Parliamo dei telefoni cellulari usati, pile di computer, oppure frigoriferi, elettrodomestici smaltiti non correttamente, come avviene di regola nei paesi poveri e smontati dai bambini vittime del lavoro minorile. Ebbene questi oggetti rilasciano sostanze nocive in grado di compromettere le abilità cognitive, provocare deficit di attenzione, danni ai polmoni, e il cancro nei più piccoli.

INVESTIRE PER RENDERE SICURI TUTTI I LUOGHI…
“Se investiamo in modo da eliminare i rischi ambientali (….) i benefici per la salute saranno notevoli”, ha detto Maria Neira, direttore del Dipartimento di sanità pubblica, sociale e determinanti ambientali della salute dell’OMS.
I governi dovrebbero investire e lavorare contemporaneamente su più fronti e insieme. Ecco secondo l’OMS i settori dove intervenire.
Abitazioni: garantendo l’utilizzo di combustibili puliti per il riscaldamento e la cottura dei cibi e l’assenza di muffe o parassiti e con la rimozione di materiali da costruzione pericolosi e di vernici al piombo.
Scuola: fornendo servizi igienico-sanitari e assicurando l’igiene, eliminando il rumore e l’inquinamento e garantendo una buona alimentazione (in molti paesi il pasto consumato a scuola è l’unico completo).
Istituzioni sanitarie: garantendo l’accesso all’acqua pulita, ai servizi igienici.
Urbanistica: con la costruzione di spazi e sentieri più verdi e piste ciclabili sicure.
Trasporti: riducendo le emissioni e aumentando l’offerta e la qualità del trasporto pubblico.
Agricoltura: evitando l’uso di pesticidi nocivi e eliminando il lavoro minorile.
Industria: con la corretta gestione dei rifiuti pericolosi.
Settore sanitario: Monitorando lo stato di salute, avviando programmi di educazione e prevenzione.

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