Cancro e virus, un rapporto complicato che studiamo da tempo

Sono 7 i virus a noi conosciuti le cui infezioni sono causa di circa il 20% dei tumori dell'uomo. Due di questi sono stati scoperti al Moore-Chang Lab dell'Università di Pittsburgh. Abbiamo incontrato uno dei responsabili di queste ricerche, il virologo Patrick Moore, per comprendere meglio la connessione tra virus e tumore umano.
Giuseppe Nucera, 25 Settembre 2018
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La trasformazione è, nelle cellule eucariotiche, quel complesso processo che, passaggio dopo passaggio, porta alla nascita di cellule incapaci di inibizione da contatto, in continua proliferazione e sempre più indifferenziate: le cellule tumorali. Ci sono infinite cause della trasformazione cellulare: l’inquinamento, il fumo, agenti chimici, tutte queste cause, e molte altre, hanno in comune la capacità di interferire con il DNA o con il ciclo cellulare, cambiando il normale svolgimento dei processi di replicazione e mitosi (o anche interferendo con l’apoptosi), oppure dannegiando fisicamente l’acido nucleico.
Esistono molti virus che interagendo con il ciclo cellulare o con il DNA riescono a causare tumori
Nel 1842 il medico veronese Domenico Rigoni-Stern compie una delle prime indagini statistiche epidemiologiche sul cancro. Rigoni-Stern analizza i dati di mortalità per cancro in maniera sistematica, suddividendoli per fasce di età, sesso e occupazione. Ne risulta che: l’incidenza dei tumori aumenta con l’età; il cancro è più frequente tra gli abitanti delle città che tra quelli delle campagne.
Rigoni Stern è il primo ad avanzare l’ipotesi di una causa infettiva per un tumore: egli osserva che il cancro al seno colpiva molto più le suore rispetto alle donne sposate, ma al contrario di queste esse non sviluppavano mai il tumore dell’utero. Secondo Rigoni Stern l’insorgenza del tumore poteva essere legata a qualche forma di contagio legata all’attività sessuale.
70 anni più tardi, nel 1911, Francis Peyton Rous dimostra per la prima volta come una sostanza esogena di origine biologica potesse generare un tumore maligno in un animale.
Aveva scoperto l’RSV, il virus del sarcoma di Rous: primo oncovirus scoperto al mondo, causa di un sarcoma, ossia un tumore dei tessuti connettivi, che colpisce i polli.
Per quanto riguarda i primi oncogeni umani, alcune ricerche importanti sul ruolo del papillomavirus umano in patologie che possano virare in senso maligno le fece Stefania Jablonska, negli anni Cinquanta, sull’epidermodisplasia verruciforme. Ma è stato Zur Hausen, solo 20 anni dopo, il primo a identificare e isolare i ceppi Hpv16 e 18, scoprendo il papilloma virus come causa del cancro della cervice uterina. Scoperta meritevole del Premio Nobel per la medicina nel 2008.
I virus associati a tumori dell’uomo tuttora conosciuti sono: il poliomavirus e adenovirus, il papillomavirus (HPV), il virus di Epstein-Barr, l’Herpes simplex di tipo 1 e 2, i virus epatitici HBV e HCV ed il virus dell’immunodeficienza umana di tipo 1 e 2 (HIV-1 e HIV-2).

Tra gli agenti patogeni di forma virale e che inducono tumore nell’uomo, i due scoperti più di recente, ossia il virus dell’herpes associato al sarcoma di Kaposi (KSHV) e il poliomavirus delle cellule di Merkel (MCV) sono stati trovati dai ricercatori del programma Hillman Cancer Virology dell’Università di Pittsburgh. Il virologo Patrick Moore, con la moglie Yuan Chang, dirige il laboratorio al centro del programma.
Il laboratorio di Moore e Chang ha due aree di missioni particolari: trovare nuovi modi per identificare i virus del cancro umano, compresa la genomica e la proteomica ad alto rendimento, studiare gli oncogeni virali per capire come agiscono nella trasformazione di una cellula sana in una cellula cancerosa.

Poiché i virus del cancro contengono le informazioni genetiche necessarie per provocare il cancro, sono stati fondamentali per capire come si formano e sviluppano le cellule tumorali, anche per quei tumori che non sono causati dall’infezione. Molte proteine cellulari cruciali nell’oncogenesi e nella soppressione dei tumori sono state scoperte per la prima volta studiando proprio i virus tumorali.
Nel corso degli ultimi decenni, lo studio dei virus tumorali ha portato a importanti scoperte sull’identificazione di numerose oncoproteine, ossia proteine codificate da un gene alterato che funzionano da acceleratori dello sviluppo neoplastico, o onco-sopressori mutati, geni che sarebbero un “freno” per il tumore ma che essendo mutati rimangono disattivati; entrambi sono dunque, con ruoli diversi, fattori che entrano in gioco nello sviluppo di un cancro.

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