Come contrastare l’erosione genetica della varietà e delle razze autoctone

Torna il nostro appuntamento dedicato alle specie aliene. Questa volta vi raccontiamo alcuni progetti sviluppati in Umbria allo scopo di diffondere il materiale genetico autoctono nei territori di origine.
27 Marzo 2020
Micron

di Luciano Concezzi, Mauro Gramaccia, Livia Polegri, 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria e Tiziano Gardi, Università degli Studi di Perugia

Il ruolo più significativo che ha la biodiversità in agricoltura è quello di aumentare la resilienza dell’agroecosistema nel suo insieme. Essa conferisce infatti una certa plasticità di reazione agli effetti sempre più aggressivi dei cambiamenti climatici e permette di costruire “barriere” ecologiche che possono ostacolare la progressione incontrollata di razze di patogeni di nuova introduzione. Riduce inoltre la pressione selettiva nei confronti dei patogeni e dei microrganismi del sistema aria-suolo-coltura, contribuendo a mantenere gli equilibri ecologici necessari ad influire positivamente sullo stato di benessere generale della coltura stessa, limitando così la necessità di ricorrere ad input esterni. 

La Regione Umbria, attraverso 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria (3A-PTA), in attuazione del Testo Unico Regionale sull’Agricoltura (LR 12/2015 capo IV) “Tutela delle Risorse Genetiche Autoctone di Interesse Agrario”, ha iscritto nel Registro regionale delle Risorse Genetiche Autoctone 53 varietà e razze a rischio di erosione genetica. 

Allo scopo di diffondere il materiale genetico autoctono nei territori di origine, 3A-PTA ha dato origine alla Casa dei Semi del Trasimeno, un sistema nato con lo scopo di restituire alla comunità rurale del Trasimeno le sementi locali conservate nella Banca del Germoplasma Regionale e in quella dell’Università di Perugia, raccolte sul territorio in momenti diversi a partire dai primi anni ’90 del secolo scorso. Il sistema della Casa dei Semi comprende: un’azienda “perno” dove vengono moltiplicate le sementi, altre aziende del territorio del Trasimeno che coltivano le varietà in collezione con diverse funzioni a seconda della specificità aziendale e il coordinamento da parte di 3A-PTA. 

Il secondo caso-studio riguarda l’iscrizione al Registro Regionale delle Risorse Genetiche Autoctone di interesse Agrario delle popolazioni umbre di Ape Ligustica autoctona, Apis mellifera ligustica (Spinola, 1806). L’ape ligustica autoctona presenta peculiari caratteristiche che la rendono molto adatta all’allevamento, tanto da essere stata oggetto di continue esportazioni in tutto il mondo e aver ottenuto nel tempo l’appellativo di Golden Bee: nonostante questo, negli ultimi decenni in Italia sono state effettuate ibridazioni sistematiche con altre razze/sottospecie estere di api da miele al solo scopo di incrementare le produzioni, provocando una grande erosione genetica delle popolazioni autoctone. 

La successiva reimportazione della ligustica dall’estero, che ormai aveva perso le sue caratteristiche di adattabilità ai nostri climi e territori, ha creato ulteriori minacce, che hanno portato come conseguenza la recrudescenza di certe patologie apistiche che la Ligustica Autoctona, per il suo innato istinto igienico e per le sue caratteristiche di rusticità, è sempre riuscita ad evitare o a contenere. 

Dai campionamenti effettuati nell’ambito di un progetto in corso in collaborazione tra Università di Perugia, CREA e altri partner europei, emerge come le popolazioni umbre di ligustica abbiano mantenuto alcuni caratteri ancestrali che la differenziano da popolazioni di altre regioni confinanti. L’iscrizione al Registro Regionale delle popolazioni umbre (primo caso in Italia) è un segnale importante per focalizzare l’attenzione dei decisori politici sull’urgenza di tutelare questa importante risorsa genetica. 

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