Coronavirus: aiutiamo a far circolare la buona comunicazione

La storia del COVID19 che noi tutti stiamo vivendo mette in luce la necessità di migliorare gli strumenti di trasmissione delle conoscenze, di comunicazione e di interazione con i cittadini. Per comprendere la crisi attuale e le responsabilità di ciascuno è importante far circolare conoscenza di buona qualità, di facile lettura che non banalizzi i problemi e faccia comprendere le diverse dimensioni coinvolte. Molti articoli scientifici in questo periodo mostrano come COVID19 non si possa comprendere davvero senza conoscere il tema dei cambiamenti climatici e lo stato di inquinamento di diverse aree del nostro pianeta.  
Liliana Cori, 15 Marzo 2020
Micron
Micron
Istituto di Fisiologia Clinica del CNR a Pisa

La storia del COVID19 che noi tutti stiamo vivendo mette in luce la necessità di migliorare gli strumenti di trasmissione delle conoscenze, di comunicazione e di interazione con i cittadini. Per comprendere la crisi attuale e le responsabilità di ciascuno è importante far circolare conoscenza di buona qualità, di facile lettura che non banalizzi i problemi e faccia comprendere le diverse dimensioni coinvolte. Molti articoli scientifici in questo periodo mostrano come COVID19 non si possa comprendere davvero senza conoscere il tema dei cambiamenti climatici e lo stato di inquinamento di diverse aree del nostro pianeta.

La EHL, Environmental Health Literacy, alfabetizzazione su ambiente e salute, è da tempo argomento di pubblicazioni scientifiche, e un libro del 2019 ha raccolto diverse metodologie e approcci per provare a darne una definizione comune (S Finn e L O’Fallon, Environmenal Health Literacy, Springer, 2019).
Symma Finn e Liam O’Fallon, del Population Health Branch del National Institute of Environmental Health Science di Durham, in USA, definiscono la EHL come un tipo specifico di alfabetizzazione, che include i principi chiave e gli approcci metodologici di comunicazione del rischio, alfabetizzazione sanitaria, scienza ambiente e salute, ricerche in comunicazione e educazione”. La traduzione è particolarmente critica per le environmental health sciences, che sono state definite nel 1999 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, come “quegli aspetti della salute umana e delle malattie che sono determinati da fattori presenti nell’ambiente. Si riferisce anche alla teoria e pratica di valutare e controllare i fattori nell’ambiente che possono influenzare la salute umana”. Qui decidiamo di tradurre come “scienza ambiente e salute”.

In ogni caso, i problemi ambiente-salute si riferiscono in modo specifico a rischi collettivi e l’alfabetizzazione su ambiente e salute ha l’obiettivo di migliorare la comprensione delle comunità colpite da particolari rischi ambientali, di contribuire a migliorare la salute pubblica e di prevenire i rischi ambientali. Per questo si differenzia sia come finalità che come risultati dagli strumenti classici dell’alfabetizzazione sanitaria, health literacy, perché non si occupa di rischi individuali né della gestione di particolari patologie.
È interessante però comprendere i concetti di base dell’alfabetizzazione sanitaria, e capire come si possono trasferire dalla dimensione individuale a quella collettiva.

L’alfabetizzazione sanitaria si articola in tre livelli: l’acquisizione delle nozioni di base, la conoscenza del corpo e delle malattie; il secondo livello prevede che le persone imparino a gestire i concetti, capire le informazioni sui corretti stili di vita, sulle cure, e siano in grado di applicarli; il terzo livello è quello che gli inglesi chiamano empowerment, cioè la conoscenza che serve per essere pienamente consapevoli e prendere decisioni in autonomia.

Le diseguaglianze e le differenze di formazione, così come sono presenti all’interno delle comunità, esistono tra diverse comunità, e spesso si constata che le maggiori pressioni ambientali si verificano in aree maggiormente deprivate dal punto di vista socio-economico, con un effetto moltiplicativo. E’ chiaro che, così come i singoli individui, le comunità colpite da pressioni ambientali sono molto diverse e vanno conosciute: c’è bisogno di una grande sensibilità e di strumenti adeguati a intercettare le necessità informative di diversi settori e gruppi della popolazione.

Le prime esperienze in alfabetizzazione su ambiente e salute risalgono agli anni Sessanta e Settanta, quando già si manifestavano preoccupazioni per l’ecosistema nell’opinione pubblica e nei media, e negli Stati Uniti si affacciavano i movimenti ambientalisti. Negli anni le esperienze e le ricerche si sono sviluppate con il moltiplicarsi delle ricerche su ambiente e salute, quando è emersa la necessità di restituire alle comunità i risultati degli studi, e man mano c’è stato un sempre maggiore coinvolgimento delle comunità negli studi che le riguardavano. Le esperienze illustrate nel testo di Finn e O’Fallon si riferiscono soprattutto a ciò che è avvenuto oltre oceano, ma ci sono molti elementi che si possono applicare nel nostro paese, soprattutto ora che comunicazione e partecipazione cominciano a trovare terreno favorevole anche nelle istituzioni italiane.

L’emergere dell’alfabetizzazione su ambiente e salute è legata anche al crescere della scienza dei cittadini, citizen science, associazioni e persone che decidono di costruirsi una competenza e produrre conoscenze con propri mezzi, che a volte confluiscono in ricerche scientifiche o entrano in dialogo con esse. La disponibilità di strumenti informatici, di dispositivi portatili di misura e di dosimetri individuali hanno consentito un salto di qualità in questo senso, e semplificato sia l’apprendimento che la diffusione delle informazioni.

L’uso degli strumenti informatici e dei social media fornisce la possibilità di illustrare le informazioni, di scegliere tra diversi formati interagendo con gli utenti: questo tipo di sviluppo conferisce allo strumento educativo una caratteristica nuova e consente un maggiore coinvolgimento. La possibilità di andare a cercare in autonomia le informazioni, di avere a disposizione flussi in continuo e poterli utilizzare per produrre altre notizie in formati originali è importante per sviluppare l’autonomia e la circolazione tra pari.

Nello stesso tempo la formazione deve poter fornire gli strumenti di base per distinguere le informazioni corrette da quelle false. Non si tratta di un percorso facile, però anche in questo caso si può lavorare per gradi, a partire dalla condivisione del metodo scientifico nella costruzione del ragionamento, per passare alla consultazione di diverse fonti informative, a comprendere la provenienza delle informazioni, alla possibilità di svelare conflitti di interesse o informazioni selezionate ad arte per sostenere una certa posizione apparentemente scientifica. Ci sono strumenti da mettere a punto e ragionamenti da condividere per comprendere se le informazioni (o le immagini) che circolano sono mirate a suscitare indignazione o far infuriare le persone, se gettano la responsabilità su qualcuno o fanno appello a colpi di stato o regimi autoritari. Ci sono diverse chiavi di lettura che aiutano a smascherare i messaggi che possono creare stigma sociale o morale su determinate categorie di persone. Per questo tipo di lavoro possono aiutare diversi siti web di informazione scientifica su cui vengono presentate diverse posizioni, illustrate senza giudicarle o banalizzarle, discusse e spiegate in modo articolato.

La comprensione assieme alle comunità di situazioni di forte impatto ambientale sulla salute ha confermato nella maggior parte dei casi l’esistenza di diseguaglianze nell’accesso alle conoscenze e quindi minore possibilità di modificare la propria realtà, o di incidere sulle decisioni pubbliche. Di conseguenza si sono create alleanze con movimenti che si battono per la giustizia ambientale, gli Environmental Justice movements, e per la promozione di ricerche cui partecipano le comunità, le community based participatory research, CBPR.

In Italia l’alfabetizzazione su ambiente e salute non solo è possibile, grazie alle competenze disponibili e a molte ricerche che possono confluire in questa direzione, ma sarebbe doverosa da parte delle istituzioni competenti, anche perché una corretta alfabetizzazione può essere a tutti gli effetti considerata un determinante di salute. Negli ultimi anni infatti sono circolate informazioni di qualità su ambiente e salute e i cittadini delle aree più inquinate sono pronti a fare la loro parte, e a contribuire alle bonifiche dei territori.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X