É tornato lo scoiattolo rosso

Per i suoi rilevanti impatti sulla biodiversità forestale, lo scoiattolo grigio è incluso nell’elenco di 100 delle specie alloctone invasive più pericolose a livello europeo e mondiale. In Umbria la presenza questo animale stava portando, a causa della competizione per lo spazio e le risorse alimentari, alla scomparsa dello scoiattolo rosso, più piccolo e più specializzato del “cugino” americano. Ma quali sono i meccanismi che portano alla sostituzione tra le due specie?
28 Giugno 2020
Micron

di Valentina La Morgia, Daniele Paoloni, Lucilla Carnevali 

Passeggiando lungo i viali e sentieri del Percorso Verde di Pian di Massiano a Perugia, lo scorgiamo tra i rami intento a “pescare” noci da una mangiatoia; un fruscio tra le foglie e i rami che ondeggiano e, ancora, resti di pigne rosicchiate ai piedi di un albero. Sono questi i segni che possono rivelare la sua presenza. Perché lo scoiattolo comune europeo (Sciurus vulgaris Linnaeus, 1758), più comunemente noto come scoiattolo rosso, è tornato, e incontrarlo a Pian di Massiano, il parco urbano più importante del capoluogo umbro, non è più un evento così raro come lo era diventato da qualche anno ad oggi. 

Nel 2015, infatti, le densità della specie nell’area di Perugia erano ridotte al minimo, mentre molto abbondante risultava la popolazione locale dello scoiattolo grigio nordamericano (Sciurus carolinensis Gmelin, 1788), una specie aliena invasiva in grado di instaurare un rapporto di forte competizione con lo scoiattolo autoctono. La maggior parte degli scoiattoli grigi era allora distribuita in una zona di 3,4 km2, in prossimità di Monte Malbe, ma, complessivamente, la sua presenza si estendeva su circa 35 km2 e interessava una parte rilevante dell’area urbana della città. 

Nelle zone di co-presenza, il rapporto tra le due specie era totalmente sbilanciato (13:1) a favore dello scoiattolo grigio, che in alcune aree, specialmente quelle più antropizzate, era arrivato a sostituire lo scoiattolo rosso. La presenza della specie alloctona generava sentimenti contrastanti tra i cittadini, che si dividevano tra chi sosteneva la sua presenza, anche tramite foraggiamento artificiale, e chi al contrario ne auspicava la rimozione, sia per la questione conservazionistica, sia, più frequentemente, per i danneggiamenti arrecati agli orti e alle piante da frutto. 

Per i suoi rilevanti impatti sulla biodiversità forestale, lo scoiattolo grigio è incluso nell’elenco di 100 delle specie alloctone invasive (IAS, Invasive Alien Species) più pericolose a livello europeo e mondiale e, più recentemente, è stato inserito nell’elenco di IAS di rilevanza unionale, ai sensi del Regolamento Europeo n. 1143 del 2014. In Italia, in seguito all’entrata in vigore del Dlgs. n. 230/2017, vige un obbligo di eradicazione rapida dei nuovi nuclei della specie. In effetti, come avvenuto nelle isole britanniche e nel nord Italia (in particolare in Piemonte), anche in Umbria la presenza dello scoiattolo grigio stava portando, a causa della competizione per lo spazio e le risorse alimentari, alla scomparsa dello scoiattolo rosso, più piccolo e più specializzato del “cugino” americano. Quali sono i meccanismi che portano alla sostituzione tra le due specie? Lo scoiattolo comune e lo scoiattolo grigio occupano una nicchia ecologica simile: entrambi sono arboricoli e diurni, consumano le stesse risorse e producono un numero simile di piccoli (mediamente 3-4 per parto) negli stessi periodi dell’anno. Inevitabilmente, una sovrapposizione quasi completa del “modo di vivere” (o, più tecnicamente, della nicchia ecologica), comporta che una specie soccomba all’altra. Il grigio ha la capacità di localizzare e “rubare” le risorse invernali immagazzinate dal rosso, che rappresentano una fonte primaria di sostentamento per il successivo processo riproduttivo. 

Se la femmina di rosso non si alimenta adeguatamente, non va in estro e non si riproduce, oppure, nel caso riesca a riprodursi, dà alla luce meno piccoli che potrebbero subire, tra l’altro, una più elevata mortalità giovanile. 

A questo si aggiunge poi la capacità da parte del grigio di consumare ghiande in abbondanza (cosa che il rosso non può fare per le elevate concentrazioni di tannini), di muoversi a terra (fattore che permette un accumulo di grasso maggiore e, quindi, una migliore riproduzione) e una fortissima adattabilità che lo porta a vivere anche all’interno di ambienti fortemente antropizzati. Lo scoiattolo grigio ha poi anche una spiccata capacità di vivere ad alte densità di popolazione, determinando la saturazione dello spazio disponibile. Considerate le caratteristiche sia geografiche (il cuore della penisola) sia ecologiche (l’ampia continuità forestale) dell’Umbria, l’espansione dello scoiattolo grigio al di fuori dei confini regionali era, inoltre, considerata molto probabile. 

Per questi motivi la Commissione Europea ha finanziato il progetto LIFE U-SAVEREDS (LIFE13 BIO/IT/000204, Management of grey squirrel in Umbria: conservation of red squirrel and preventing loss of biodiversity in Apennines ), il cui obiettivo, nel periodo 2014-2018, è stato quello di far fronte alla minaccia cui era sottoposto lo scoiattolo comune europeo in Umbria. Dopo una prima fase di acquisizione di dati sulla consistenza e distribuzione delle due specie di scoiattolo, dal 2016 il progetto LIFE, coordinato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), ha avviato le azioni concrete di conservazione, con la rimozione degli scoiattoli grigi e la realizzazione di attività a supporto diretto (ripopolamento) e indiretto (riqualificazione ambientale tramite la piantumazione di noccioli e apposizione di mangiatoie) alle popolazioni di scoiattolo rosso, al fine di favorire la ricolonizzazione delle aree dopo la rimozione dello scoiattolo grigio. L’azione del progetto ha dato risultati oltremodo tangibili. Oggi la popolazione di scoiattolo grigio risulta sostanzialmente ridotta rispetto ai livelli iniziali: da una densità iniziale media di 3,37 individui/ha, si è passati, nel 2017, a una densità di 0,31 individui/ha e nel 2018, a fine progetto, l’area di presenza della specie aliena è risultata ulteriormente ridotta, passando dai circa 35 km2 iniziali ad appena 3 km2. Le popolazioni di scoiattolo rosso hanno dato chiari segni di ripresa e, soprattutto, sono aumentate le occasioni di avvistamento, anche da parte della cittadinanza. Le osservazioni di scoiattolo rosso si stanno susseguendo anche in aree nelle quali la specie mancava da più di 10 anni. 

Ma il progetto LIFE non si è limitato alla gestione delle popolazioni di scoiattoli. Le attività sulle specie alloctone, soprattutto quando riguardano mammiferi carismatici come lo scoiattolo grigio, richiedono che sia prestata particolare attenzione alla comunicazione, e l’informazione diventa elemento fondamentale nei contesti urbani o peri-urbani, come in Umbria. Qui, la gestione dello scoiattolo grigio è avvenuta anche grazie al coinvolgimento attivo di parte della cittadinanza ed è proprio alla diffusione di una corretta informazione sulle IAS che punta un altro progetto coordinato dall’ISPRA, il progetto LIFE ASAP (LIFE15 GIE/IT/0010139 Alien Species Awareness Program – www.lifeasap.eu), anch’esso finanziato dall’Unione Europea. LIFE ASAP, tutt’ora in corso, ha l’obiettivo di ridurre l’introduzione delle IAS in Italia e mitigarne gli impatti. Aumentare la consapevolezza e la partecipazione attiva dei cittadini sul problema e promuovere la corretta ed efficace gestione delle specie aliene da parte degli enti pubblici preposti, dando piena attuazione al regolamento europeo in materia di specie aliene invasive (EU 1143/2014), sono passaggi chiave per prevenire l’ulteriore diffusione delle IAS. LIFE ASAP ha per questo sviluppato un’articolata campagna di comunicazione, con azioni mirate a diversi gruppi target identificati: dagli amministratori pubblici, ai viaggiatori, dagli alunni delle scuole ai veterinari, ai vivaisti esportatori (solo per citarne alcuni). Sono stati realizzati corsi in e-learning, laboratori interattivi, sentieri ad hoc negli orti botanici, bioblitz nei parchi, la campagna “Informati, pensa, viaggia” per i viaggiatori e quella “Informarti, scegli e prenditene cura” per coloro che desiderano un animale da compagnia e molti altri materiali divulgativi comprese le sintesi tradotte in italiano di tutti i “Codici di condotta” volontari elaborati a livello europeo. Al Percorso Verde di Pian di Massiano, oggi, sono presenti diversi scoiattoli rossi, alcuni dei quali giovani dell’anno, testimonianza dell’avvenuta riproduzione e di una ritrovata vitalità di questa storica popolazione. Un risultato che è stato raggiunto soprattutto tramite le attività di conservazione attiva, ma per evitare nuovi rilasci della specie alloctona e, più in generale, fermare l’espansione delle IAS e mitigarne gli impatti, è quanto mai fondamentale la collaborazione di tutti. 

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