Giovani e scienziati uniti per il clima

Inizia oggi il viaggio di Greta Thunberg in Italia, dove incontrerà il Papa e i rappresentanti delle istituzioni per poi partecipare venerdì a Roma alla manifestazione di Fridays For Future Italia. Per conoscere meglio il movimento nel nostro paese, abbiamo parlato con alcuni attivisti in occasione della prima assemblea nazionale che si è tenuta a Milano.
Simona Re, 17 Aprile 2019
Micron
Micron
Giornalista scientifica

Sono state due giornate di fermento, quelle del 12 e 13 aprile, per il movimento Fridays For Future Italia. A un mese di distanza dal global climate strike del 15 marzo, che ha visto scendere in piazza quattrocentomila studenti in oltre centottanta piazze italiane, l’Università Statale di Milano ha ospitato il primo incontro dei manifestanti con importanti esperti del clima e, a seguire, la prima assemblea nazionale del movimento.
Secondo l’accordo di Parigi, i governi di 194 Paesi sono tenuti ad agire per mantenere il riscaldamento globale “ben al di sotto di +2°C rispetto ai livelli pre-industriali”. E fare sforzi per fermarsi a +1,5°C. Come ha evidenziato l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), per rispettare questo obiettivo è necessario l’azzeramento delle emissioni di gas serra entro il 2050. La via di fuga, dunque, esiste. Ma per raggiungere obiettivi tanto ambiziosi è necessario agire subito, con azioni politiche decisive e con una radicale trasformazione del nostro sistema economico. In quest’ottica, la costruzione di un’alleanza tra giovani e scienziati, e il consolidamento del movimento nazionale di FFF, potrebbero rappresentare due importanti fattori di innesco per accrescere il consenso della società civile e contrastare il generale immobilismo delle istituzioni rispetto alla lotta al cambiamento climatico.

FRIDAYS FOR FUTURE INCONTRA GLI SCIENZIATI
Dall’Inghilterra alla Germania, dalla Svezia alla Nuova Zelanda. Come riporta un articolo su Nature, le dichiarazioni diffuse in sostegno dei manifestanti portano la firma di migliaia di ricercatori da tutto il mondo. In Italia, lo scorso 27 marzo, in una lettera pubblicata su La Stampa, diversi docenti e ricercatori hanno rivolto importanti parole di supporto e solidarietà ai giovani scioperanti, invitandoli a unire le forze per “tentare assieme di persuadere la classe politica”. In risposta all’appello, gli studenti di FFF hanno presto annunciato la prima assemblea nazionale del movimento del 12-13 aprile, invitando tutti a partecipare. Il convegno scientifico ad apertura dell’assemblea ha visto l’intervento di diversi tra i ricercatori firmatari.
Da Antonello Pasini, fisico e climatologo del CNR, a Mario Salomone, Segretario Generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC (World Environmental Education Congresses), a Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici al Politecnico di Milano e socio fondatore di Italian Climate Network. Presenti, rispettivamente sui temi dell’energia e dell’agricoltura, anche Gianluca Ruggieri, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università dell’Insubria, e Francesca Ventura, fisico e agrometeorologo dell’Università di Bologna e Presidente dell’AIAM (Associazione Italiana di Agrometeorologia).
Sono stati oltre cinquecento i partecipanti al convegno, per la maggior parte giovani studenti, provenienti da ogni parte d’Italia.
temi trattati: gli scenari futuri del riscaldamento globale, l’impegno dei diversi paesi rispetto agli accordi internazionali sul clima, la necessità di adattamento e innovazione dell’agricoltura, le potenzialità di conversione del sistema energetico e, non da ultimo, l’importante legame tra giustizia climatica e giustizia sociale. Questo primo evento simbolico testimonia l’impegno e la volontà dei manifestanti a difendere e promuovere il ruolo della ricerca e della comunicazione scientifica. Come afferma Salomone, «molti ricercatori universitari vivono in una sorta di bolla, e la comunicazione dei mass media risulta spesso carente e incostante. Ma dobbiamo ricordarci che la scienza non è neutrale. La ricerca scientifica è figlia del suo tempo: del contesto sociale in cui opera, dei finanziamenti e delle direzioni politiche. È la società a decidere quale piega deve prendere la ricerca, ed è nostro dovere, come scienziati, quello di trasmettere il sapere e metterlo a disposizione di tutti per il bene comune». Prosegue Salomone: «l’unione di movimento Fridays For Future e scienziati non solo è fondamentale, ma rappresenta piuttosto ciò che dovrebbe essere la normalità».

LA PRIMA ASSEMBLEA NAZIONALE DEI FRIDAYS FOR FUTURE
Come riferiscono i rappresentanti del movimento, l’assemblea nazionale del 13 aprile ha visto la partecipazione di cinquecento attivisti da più di cento città italiane. Con questo evento, FFF Italia entra nella sua fase costituente. Nel report di sintesi dell’assemblea, i manifestanti si dichiarano ufficialmente un movimento globale, pacifico e apartitico. Ribadiscono inoltre la necessità di muoversi su un duplice fronte, ovvero la condivisione dei principi espressi durante l’assemblea nazionale e, al contempo, il rispetto della completa autonomia dei gruppi locali nella lotta ai conflitti ambientali territoriali.
Come afferma Miriam Martinelli, giovane attivista di FFF Milano, definita dai media ‘la Greta italiana’, «l’evento è andato molto bene. È stata una bellissima collaborazione. Per l’organizzazione abbiamo avuto dei tempi un po’ ristretti. Ma nonostante ciò, grazie all’aiuto dell’università, degli scienziati che hanno accettato di partecipare al convegno con così poco preavviso, e grazie al supporto delle centinaia di persone arrivate da tutta Italia, ci siamo organizzati molto bene. L’assemblea è stata rispettosa: ognuno è riuscito a dire la propria senza essere interrotto, c’era qualche moderatore e degli addetti che stilavano il report». Le richieste di FFF Italia sono la messa in campo di azioni per contenere il riscaldamento globale entro +1,5°C e il rispetto dei principi della giustizia climatica e sociale. Per fare questo, i portavoce del movimento chiedono alle istituzioni la dichiarazione dell’emergenza climatica, un rapido processo di decarbonizzazione, la protezione degli ecosistemi e la creazione di modelli alternativi di sviluppo economico, ponendo l’accento sulla necessità di prevedere importanti investimenti nei settori dell’istruzione, della ricerca, e in efficaci piani di conversione energetica. I prossimi grandi eventi di FFF Italia saranno lo sciopero globale del 24 maggio e, a settembre, la seconda assemblea nazionale del movimento, che si terrà a Napoli.

IL RAPPORTO CON LE ISTITUZIONI
Le richieste dei manifestanti italiani, come quelle del movimento internazionale, puntano all’urgente necessità di una reazione da parte dei decisori politici rispetto all’emergenza climatica. Proprio ai politici si è rivolta in questi mesi Greta Thunberg, giovane leader dei Fridays For Future, intervenendo alla COP24 di Katowice, al World Economic Forum di Davos e nel suo appuntamento al Parlamento Europeo a Strasburgo. La stessa Greta, recentemente proposta al Nobel per la Pace, si appresta ora a incontrare il Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, nella giornata del 18 aprile, e i manifestanti italiani di Piazza del Popolo a Roma, il 19 aprile. Questi appuntamenti saranno preceduti, nella giornata di oggi, dall’incontro con Papa Francesco.
Rispetto all’urgenza della questione climatica, tra i politici italiani manca ancora la necessaria presa di posizione. Nonostante i complimenti rivolti ai manifestanti da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal premier Giuseppe Conte, il clima in Italia si ritrova oggi a fare i conti con un piano energetico 2030 definito dagli scienziati un piano “da bocciare”. A dichiararlo sono stati alcuni esperti di università e centri di ricerca italiani – riuniti nel comitato Energia per l’Italia – in un recente articolo pubblicato su Scienza In Rete. Secondo i portavoce del movimento italiano, i politici “devono guadagnare la nostra fiducia tramite azioni concrete e lungimiranti, non tramite dichiarazioni”.
FFF Italia, reduce in questi giorni dal primo confronto dal vivo tra i manifestanti di tutto il Paese, non riporta ulteriori dichiarazioni in merito all’apertura di un possibile dialogo diretto con le istituzioni. La strategia è quella di promuovere l’informazione e le iniziative di mobilitazione nelle piazze italiane, al fine di generare un crescente consenso nella popolazione. «Siamo un movimento di persone che si rivolge a tutta la società» affermano i portavoce di FFF Italia. «Siamo studenti, universitari, siamo figli, genitori, nonni, siamo cittadini e siamo persone», e aggiungono «i gruppi locali devono aprirsi a tutte e tutti».
«L’ultimo rapporto dell’IPCC sul 1,5°C lo dice molto chiaramente: la svolta che dobbiamo mettere in atto è molto ambiziosa, e non ha precedenti in passato.
Serve agire con coraggio, e quando parliamo di coraggio non intendiamo certo quanto fatto per lo sviluppo sostenibile negli ultimi trent’anni; così, se va bene, arriviamo a 3°C. Dobbiamo renderci conto che c’è da mettere davvero un’altra marcia» afferma Stefano Caserini, e prosegue: «Gli obiettivi degli scienziati e quelli degli studenti corrispondono agli impegni che 194 capi di Stato hanno già sottoscritto a Parigi. Italia inclusa. E gli impegni andrebbero rispettati. Quello che manca è un dibattito politico e sociale necessario a rendere questi obiettivi centrali nel nostro Paese. I numeri li abbiamo già, per fare tantissime cose che non stiamo facendo».
La risposta all’emergenza climatica è oggi nelle mani di tre grandi attori: scienziati, classe politica e società civile. I primi chiedono ai governanti di essere ascoltati; sul clima, e non solo. Alla lettera rivolta ai manifestanti e alle dichiarazioni del gruppo Energia per l’Italia, si aggiunge infatti la recente petizione lanciata da un gruppo di ricercatori e giornalisti scientifici per la costituzione di un comitato indipendente di consulenza scientifica per il Parlamento.
Sul tema del clima, afferma Caserini, «queste tematiche non possono più essere marginalizzate.
Serve una sterzata. Abbiamo bisogno di azioni drastiche e profonde, e abbiamo bisogno di un consenso diffuso. Questo è qualcosa che i ragazzi hanno iniziato a capire. Purtroppo, a oggi, non posso dire lo stesso dei nostri politici».  Oltre ai ragazzi di FFF Italia scendono in piazza, da lunedì 15 aprile, anche gli attivisti del movimento internazionale Extinction Rebellion Italia. I movimenti nel mondo stanno crescendo, e mirano alla progressiva sensibilizzazione dei politici e dell’opinione pubblica. L’augurio in questi giorni è che l’arrivo in Italia di Greta possa aiutare scienziati e manifestanti a smuovere la coscienza e la volontà della nostra politica. D’altronde, come afferma Aristotele e come ricordano alcuni studenti nell’assemblea del 13 aprile, “politica” significa l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti. La determinazione di uno spazio pubblico, al quale tutti i cittadini partecipano.

Molte altre lotte sono legittime. Ma se questa verrà persa, nessun’altra potrà essere condotta (Le Monde, 3 settembre 2018).

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