Goodnight, sleep tight, don’t let the bedbugs bite

Una decina di anni fa la cimice dei letti era un insetto pressoché sconosciuto. Effetto dell’uso del DDT. L’utilizzo smodato degli insetticidi ha però contribuito a selezionare i geni della resistenza, accelerando il processo di selezione e originando così una “super cimice”. Una cimice 2.0, che oggi rappresenta purtroppo un problema a livello sanitario.
11 Aprile 2020
Micron

di Paolo Masini, Roberto Romani, Sara Zampetti 

La cimice dei letti è un insetto ectoparassita ematofago del-l’uomo, delle dimensioni di 5-6 cm, che vive in aggregazioni di centinaia o migliaia di individui.
Due specie sono denominate “cimice dei letti”: Cimex lectularius (Linnaeus, 1758) e Cimex hemipterus (Fabricius, 1803). La prima è diffusa prevalentemente nelle aree geografiche a clima temperato, mentre la seconda in quelle con clima tropicale. Essendo un insetto ad abitudini notturne, durante il giorno vive nascosto in anfratti e fessure di ogni tipo, in prossimità degli ambienti frequentati dall’uomo durante le ore notturne.
È proprio di notte che questo insetto, dal corpo appiattito e privo di ali, fuoriesce dai propri nascondigli e morde l’uomo per nutrirsi del suo sangue (Masini, 2013). Negli Stati Uniti, alcuni anni fa, augurando la buona notte ai figli le mamme hanno cominciato a recitare una inedita filastrocca: goodnight, sleep tight, don’t let the bedbugs bite!”, che tradotta in italiano recita più o meno così: “buona notte, dormi bene, non farti mordere dalle cimici dei letti!”. Nel film Cattivissimo me è il protagonista del cartone a recitare questo lugubre scioglilingua alle sue tre bimbe. 

La cimice dei letti è così entrata a pieno titolo nell’immaginario collettivo dei nostri tempi, declinata in vari modi: articoli di giornale, pubblicazioni scientifiche, film, libri e così via. Anche in passato la situazione non era molto diversa. Le prime testimonianze sulla presenza della cimice dei letti risalgono al 1350 a.C., al tempo dei faraoni egizi (Panagiotakopulu & Buckland, 1999). Il commediografo Aristofane, vissuto nell’antica Grecia nel V secolo a.C., scriveva commedie in cui i suoi personaggi venivano morsi senza tregua dalla cimice dei letti. Anche allora questo insetto era talmente diffuso da finire in una in una delle sue più famose opere teatrali dell’epoca: la commedia “Le Nuvole” (Aristofane, 2001). In realtà la storia di questo formidabile insetto è alquanto più vetusta. Secondo recenti studi di tipo genetico e paleo archeologico sembra che l’intero gruppo delle cimici ectoparassite (famiglia Cimicidae) esistesse già al tempo dei dinosauri, nel Cretaceo. La successiva radiazione della famiglia ha poi nel tempo portato alla differenziazione di circa un centinaio di specie diverse di cimici, parassite di pipistrelli, uccelli e uomo (Booth, 2019). Quindi, a differenza di quello che gli studiosi sostenevano fino all’anno scorso, le due specie di cimice dei letti non sono nate quando hanno scelto l’uomo come ospite d’elezione. Sembra invece che sia C. lectularius che C. hemipterus fossero già presenti dai 5 ai 10 milioni prima che i primi ominidi comparissero sulla faccia della terra. Molto probabilmente la loro peculiarità di ectoparassiti “generalisti” ha permesso a questa famiglia di adattarsi diverse volte durante la loro storia evolutiva a ospiti diversi, uomo compreso (Booth, 2019). 

Una decina di anni fa la cimice dei letti era un insetto pressoché sconosciuto. Per la precisione, dagli anni ‘40 del XX secolo il parassita dell’uomo più diffuso e conosciuto dagli albori dell’umanità fino a quel tempo improvvisamente scompare. Solo a partire dagli anni ’90 la cimice dei letti torna alla ribalta, finendo nuovamente sotto i riflettori e, quindi, sotto la lente d’ingrandimento degli studiosi. Questo apparente periodo di assenza sembra sia dovuto all’introduzione negli anni ’40 di un insetticida che è stato poi ritirato in tutto il mondo a causa della sua pericolosità: il para-diclorodifeniltricloroetano, o DDT. Sembra che l’uso massiccio di questo insetticida abbia determinato, in quel periodo, un forte arresto alla diffusione della cimice dei letti (Busvine, 1957). Sfortunatamente dopo alcune decine di anni, a seguito della messa al bando del DDT in gran parte del pianeta, le cimici dei letti sono ricomparse. Il motivo di questa nuova ascesa mondiale è probabilmente dovuta a una serie di cause, di cui la più importante è lo sviluppo di una resistenza di tipo fisiologico della cimice dei letti nei confronti degli insetticidi in commercio (Dang, Doggett, Veera Singham, & Lee, 2017).
Il costante ed imponente flusso di viaggi internazionali ha inoltre permesso una diffusione a macchia d’olio dei “geni della resistenza” attraverso incroci di popolazioni provenienti da luoghi diversi. Nel 2014, il numero di viaggiatori internazionali ha raggiunto gli 1,1 miliardi (i turisti rappresentavano il 53%) e si stima che si raggiungerà gli 1,8 miliardi entro il 2030 (Organization, 2015). L’utilizzo smodato degli insetticidi ha poi contribuito a selezionare i geni della resistenza a livello di popolazione (Dang, Doggett, Veera Singham, & Lee, 2017), accelerando questo processo di selezione e originando così una “super cimice”. Una cimice che potremmo definire versione 2.0. 

Ecco perché in tutto il mondo le cimici dei letti sono ricomparse e si stanno diffondendo a un ritmo vertiginoso. È stato stimato che la popolazione globale di cimici dei letti incrementi del 100-500% ogni anno (Bai, Mamidala, Rajarapu, Jones, & Mittapalli, 2011). L’impatto economico che questo insetto ha avuto nel mondo è notevole. Il costo stimato per la disinfestazione di una casa e la sostituzione degli oggetti infestati, come vestiti e biancheria da letto, è di circa $2.500,00 – $3.000,00 (Davies, Field, & Williamson, 2012). Per le strutture ricettive le infestazioni possono costare fino a milioni di dollari (Reinhardt & Siva-Jothy, 2007). Le cimici dei letti sono veicolate in questi ambienti dalle persone. Si tratta tecnicamente di trasporto passivo o “foresia”. In sostanza le cimici sono trasportate in un nuovo ambiente attraverso oggetti che hanno sostato in un luogo infestato. Il veicolo di infestazione più frequenti sono i bagagli (Masini, 2013). I luoghi più colpiti sono quelli maggiormente frequentati dall’uomo durante la notte. Quindi possono infestare qualsiasi mezzo di trasporto a lunga percorrenza (treni, aerei, navi, autobus ecc.) o alberghi di ogni tipo: dal 5 stelle extra lusso agli ostelli o rifugi di montagna. La cimice dei letti è, infatti, un insetto molto democratico, la pulizia o il prestigio non contano, la statistica è l’unica cosa rilevante. Tutto si traduce in un discorso di probabilità. Più un ambiente è frequentato da persone, maggiori sono le probabilità che una di esse porti inconsapevolmente con sé le cimici. 

Il concetto di immigrazione, così attuale ai giorni nostri, coinvolge anche questo piccolo parassita dell’uomo. Fino a pochi anni fa si riteneva che la distribuzione geografica delle due specie di cimice dei letti fosse piuttosto rigida e seguisse una divisione di tipo climatico: nelle aree temperate C. lectularius, mentre in quelle tropicali C. hemipterus (Usinger, 1966). I viaggi di tipo internazionale che vengono intrapresi da milioni di persone ogni giorno determinano una continua dispersione di popolazioni di cimici nel mondo. Il rimescolamento genetico a cui accennavamo prima riferendoci alla resistenza agli insetticidi significa anche nuove popolazioni di cimici che si spostano in continuazione nel pianeta. La presenza di nuove popolazioni di cimici dei letti in paesi con clima diverso da quello specifico è, ormai, una realtà.
Da alcuni anni, quindi, la cimice dei letti tropicale C. hemipterus è stata più volte segnalata in aree geografiche a clima temperato (Sud Africa, Inghilterra, Francia, Russia e Australia), mentre la nostra cimice dei letti, C. lectularius, in aree geografiche a clima tropicale. Quest’anno il nostro gruppo di lavoro ha per la prima volta segnalato, anche qui in Italia, la presenza della cimice dei letti tropicale, Cimex hemipterus. Avvalendoci del prezioso aiuto delle apparecchiature di microscopia elettronica a scansione messe a disposizione dallArpa Umbria siamo riusciti identificare e descrivere questa specie aliena in Italia. Il lavoro è stato pubblicato nel Journal of European Academy of Dermatology and Venereology.
Concludendo, la cimice dei letti può essere considerato un artropode emergente in sanità pubblica. La storia di questo insetto nasce milioni di anni fa, ma resta inesorabilmente attuale. Perciò non potevamo non concludere questo articolo con la filastrocca con cui con cui è iniziato: Goodnight, sleep tight, don’t let the bedbugs bite. 

Bibliografia
Aristofane. (2001). Le nuvole. Testo greco a fronte. (A. Grilli, A cura di) BUR Biblioteca Università Rizzoli.
Bai, X., Mamidala, P., Rajarapu, S., Jones, S., & Mittapalli, O. (2011). Transcriptomics of the bed bug (Cimex lectularius). PLoS One , 6, :e16336.
Booth, W. (2019). Evolution: Bedbugs Evolved before Their Assumed Ancestral Host. Current Biology , 29 (11), 413-415.
Busvine, J. (1957). Recent progress in the eradication of bed bugs. Sanitarian , 65, 365-369.
Dang, K., Doggett, S., Veera Singham, G., & Lee, C. (2017). Insecticide resistance and resistance mechanisms in bed bugs, Cimex spp. (Hemiptera: Cimicidae). Parasit Vectors , 10 (1), 318.
Davies, T., Field, L., & Williamson, M. (2012). The re-emergence of the bed bug as a nuisance pest: implications of resistance to the pyrethroid insecticides. Med Vet Entomol , 26, 241-254.
Masini, P. (2013). La cimice dei letti (Cimex lectularius): biologia, prevenzione, controllo. Veterinaria Italiana , 23, 93-139.Organization, U. N. (2015). Tourism Highlights.
Panagiotakopulu, E., & Buckland, P. (1999). Cimex lectularius L., the common bed bug from Pharaonic Egypt. Antiquity , 73, 908-911.
Reinhardt, K., & Siva-Jothy, M. (2007). Biology of the bed bugs (Cimicidae). Ann Rev Entomol , 52, 351-374.
Usinger, R. (1966). Monograph of Cimicidae. Entomological Society of America.

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