I Pfas in Umbria nel 2018

Gli effetti sulla salute di queste sostanze sono sotto indagine: al momento, sono considerati tra i fattori di rischio per un'ampia serie di patologie. Pubblichiamo l'analisi del Servizio Acqua di Arpa sulla situazione in Umbria nel 2018.
27 Marzo 2019
Micron

a cura di
Mirko Nucci, Responsabile Servizio Acqua – Arpa Umbria
con il contributo di
Fedra Charavgis, Alessandra Cingolani, Sonia Renzi, Arpa Umbria

Arpa Umbria ha effettuato due screening regionali delle sostanze perfluoroalchiliche  (PFAS) nelle principali aste fluviali regionali; il primo screening, eseguito nel mese di luglio 2017, aveva evidenziato positività sul Fiume Nestore, nel quale era stata riscontrata la presenza di PFPeA e PFOA in concentrazioni apprezzabili. Il secondo, promosso dal tavolo tecnico nazionale istituito nel 2017 dal MATTM ed effettuato nel mese di marzo 2018, aveva evidenziato positività per un unico composto (PFOS) in quattro punti: uno sul torrente Teverone (Valle Umbra) e tre localizzati rispettivamente alla chiusura del Fiume Nestore e nei suoi due principali tributari (Caina e Genna). Relativamente alle acque sotterranee, è stato effettuato un solo screening nella primavera 2018 ed era stata rilevata la presenza di alcune sostanze perfluoroalchiliche a catena lunga (PFOS) e corta (PFBA, PFPeA, PFHxA) in un sito della Conca Ternana. Nonostante le concentrazioni rilevate nelle acque superficiali e sotterranee fossero ampiamente inferiori agli standard di qualità ambientale e ai valori soglia indicati rispettivamente nel D.Lgs. 172/2015 e nel D.M. 06.07.16, le attività di monitoraggio sono state intensificate ed estese ad altri punti della rete.
Nel corso dell’anno 2018, a partire dal mese di agosto, Arpa Umbria ha effettuato una serie di monitoraggi su acque superficiali, sotterranee, discariche e scarichi di origine civile e industriale. Per quanto riguarda le acque superficiali, il monitoraggio è stato eseguito mensilmente nei corsi d’acqua interessati da positività negli screening precedenti. Inoltre, nel solo mese di novembre, il campionamento è stato esteso a tutte le stazioni a chiusura dei principali bacini umbri, per avere un quadro generale della situazione nella rete fluviale regionale. Relativamente alle acque sotterranee, il monitoraggio delle sostanze perfluoroalchiliche è stato effettuato nell’ambito della campagna autunnale in 51 punti appartenenti alla rete regionale; i punti sono localizzati in 13 corpi idrici appartenenti alle Alluvioni Vallive e alle Alluvioni delle Depressioni Quaternarie, che costituiscono le porzioni di territorio umbro a maggior impatto antropico.

Considerata l’assenza nel territorio umbro di siti industriali per la produzione di PFAS, è stato effettuato un controllo sui principali impianti di depurazione civili e industriali soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, individuati nell’ambito dell’analisi delle pressioni; ad essi sono stati aggiunti altri impianti di depurazione civile con capacità superiore a 40.000 A.E., al fine di completare il quadro sulle possibili fonti di emissione di tali sostanze; complessivamente, sono stati campionati 7 scarichi industriali, 8 discariche e 7 depuratori civili.

RISULTATI
Nelle acque superficiali, le sostanze perfluoroalchiliche prevalentemente riscontrate sono il PFOS (acido perfluoroottansulfonico) e il PFOA (acido perfluoroottanoico). Sono stati inoltre rilevati, in numero inferiore di casi, i seguenti acidi: PFPeA (perfluoro-pentanoico), PFBS (perfluoro-butansulfonico), PFHxA (perfluoro-esanoico) e PFBA (perfluoro-butanoico).

Le concentrazioni rilevate di PFOS sono risultate sempre inferiori agli standard di qualità ambientale espressi come concentrazione massima ammissibile (SQA-CMA, Tab. 1/A D.Lgs. 172/2015). In termini di concentrazione media annuale, invece, i valori di PFOS determinati nei torrenti Caina e Genna su cinque analisi mensili, hanno superato lo standard di qualità ambientale (SQA-MA) indicato inTab. 1/A del D.Lgs. 172/2015.

Nei corpi idrici campionati con frequenza mensile (Caina, Genna, Nestore e Teverone), le positività rilevate e le concentrazioni medie di PFAS totali sono maggiori nei mesi estivi; la causa va ricercata presumibilmente nella diminuzione stagionale delle portate fluviali, che rende sfavorevole il rapporto di diluizione.

Per quanto riguarda le acque sotterranee, le positività riscontrate sono riferibili prevalentemente a PFOA (acido perfluoroottanoico) e PFBA (acido perfluoro-butanoico). Sono stati inoltre rilevati, in numero inferiore di casi, i seguenti acidi: PFPeA (perfluoro-pentanoico), PFBS (perfluoro-butansulfonico), PFHxA (perfluoro-esanoico), PFHxS (perfluoro-esansulfonico) e PFOS (perfluoroottansulfonico).

Le positività sono state riscontrate solo in 4 corpi idrici ubicati in Valle umbra e Conca Ternana;  il maggior numero di positività e le maggiori concentrazioni medie di PFAS totali sono state riscontrate prevalentemente in Conca Ternana – Area Valliva. In ogni caso, le concentrazioni rilevate sono notevolmente inferiori ai valori soglia individuati in Tab. 3 del D.M. 06.07.16per la determinazione dello stato chimiconei corpi idrici sotterranei.

Lo screening effettuato sugli scarichi di aziende/attività che, potenzialmente, utilizzano PFAS nel ciclo produttivo oppure trattano materiali presumibilmente contaminati da tali sostanze, ha fornito risultati particolarmente interessanti. Sono stati individuati, in concentrazioni modeste, gli stessi acidi riscontrati nelle acque superficiali e sotterranee (PFBA, PFPeA, PFBS, PFHxA, PFHpA, PFOS, PFOA). Osservando le concentrazioni medie rilevate per tipologia di attività, appare evidente che l’impatto maggiore è fornito dalle cartiere e dalle aziende che trattano rifiuti, mentre i depuratori civili,  anche di grandi dimensioni (>40.000 A.E.), non contribuiscono significativamente al rilascio di PFAS. Per quanto riguarda le discariche monitorate nel territorio umbro, occorre sottolineare che le concentrazioni rilevate sono riferite al corpo idrico recettore, nel punto immediatamente a valle dell’immissione delle acque di ruscellamento e beneficiano pertanto di un rapporto di diluizione favorevole. In un solo caso è stato campionato lo scarico dell’impianto di trattamento del percolato (discarica di Pietramelina), con esito negativo.


CONCLUSIONI
Il monitoraggio delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) effettuato nel 2018 ha consentito di approfondire le conoscenza sulla presenza di questi composti nelle acque superficiali e sotterranee in Umbria. La situazione delle acque superficiali non presenta grandi criticità, sebbene in due corsi d’acqua (Genna e Caina) siano stati superati gli standard di qualità ambientale, espressi come concentrazioni medie annuali, fissati dal D.Lgs. 172/2015 per il PFOS; occorre sottolineare che la determinazione delle concentrazioni medie annuali è stata effettuata utilizzando i dati di 5 campionamenti mensili anziché 12, pertanto la situazione effettiva potrebbe essere alterata dal “peso” consistente delle determinazioni estive, caratterizzate da un rapporto di diluizione sfavorevole. Si ritiene pertanto opportuno proseguire il monitoraggio mensile dei quattro corsi d’acqua che hanno manifestato ripetute presenze di PFAS (Genna, Caina, Nestore, Teverone) ed estendere i campionamenti mensili anche al Fiume Topino e al Torrente Saonda, poiché nell’unico prelievo effettuato nel mese di novembre 2018, a chiusura di bacino, sono state rilevate alcune positività che non devono essere sottovalutate. Inoltre, sarà necessario effettuare un campionamento integrativo annuale, preferibilmente nei mesi con rapporto di diluizione sfavorevole (settembre o ottobre), sulle chiusure dei principali bacini umbri, per un controllo generale della rete fluviale regionale.
Per quanto riguarda le acque sotterranee, la situazione complessiva è buona, poiché non sono stati mai riscontrati superamenti dei valori soglia indicati nel D.M. 06.07.16; tuttavia, le positività diffuse rilevate in Conca Ternana e, in misura inferiore, in Valle Umbra, suggeriscono di monitorare semestralmente (monitoraggio operativo) le sostanze perfluoroalchiliche in tutti i punti dislocati nei corpi idrici denominati Conca Ternana Area Valliva, Conca ternana –Fascia Pedemontana dei Martani, Valle Umbra– settori di Petrignano e Foligno. Tutti gli altri corpi idrici, invece, saranno monitorati con frequenza sessennale (monitoraggio di sorveglianza), per avere periodicamente un quadro generale della situazione nell’intera regione.
Le contaminazioni riscontrate nelle acque superficiali non sembrano riconducibili ai depuratori civili, poiché tutte le analisi effettuate sui campioni compositi negli impianti con potenzialità superiore a 40.000 A.E. hanno dato esito negativo. Negli scarichi industriali recapitanti in corpo idrico superficiale, invece, sono state rilevate moderate concentrazioni di PFPeA, PFBS, PFHxA, PFOA e PFOS, soprattutto nelle cartiere e in alcuni impianti di trattamento rifiuti. La scarsa correlazione tra la presenza di PFAS negli scarichi delle attività potenzialmente impattanti e nei relativi corpi idrici recettori indica come tali sostanze siano ubiquitarie e quanto sia complesso determinarne l’origine nelle matrici ambientali.

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