Là dove corrono le particelle si costruisce la pace

“É come se fossi diventata il sindaco di una città di undicimila abitanti”, ha sentenziato Fabiola Gianotti che ha festeggiato il suo primo anno alla Direzione del Cern di Ginevra, prima donna in assoluto al vertice del più grande laboratorio di fisica del mondo. Per la Gianotti il Cern è un “patrimonio vivente dell'umanità”, non solo per la conoscenza e l'innovazione prodotta ma soprattutto in quanto luogo dove si mette in atto il più importante degli esperimenti: la collaborazione pacifica tra culture scientifiche di ogni parte del mondo.
Giuseppe Nucera, 03 Maggio 2017
Micron
Micron
Videomaker e Comunicatore della Scienza

22 Paesi membri, 16.000 dipendenti e una comunità scientifica che conta oltre 10.000 fisici provenienti da più di 110 nazioni del mondo. Questi i numeri che rendono il Cern il laboratorio scientifico più grande al mondo, ma non solo. Il centro di ricerca dislocato tra Francia e Svizzera, in cui si studia la fisica delle particelle, è stato definito da Fabiola Gianotti, prima donna nominata direttore generale del centro, come «un luogo che crea la pace attraverso la collaborazione su valori importanti quali la conoscenza». Un laboratorio in cui scienziati di tutto il globo lavorano insieme, uniti nella stessa missione: esplorare i segreti della materia e scoprire le forze che regolano l’universo.

PACE E GIOVANI TRA I PILASTRI DEL MANDATO DI FABIOLA GIANOTTI
Pochi mesi prima del suo incarico, Fabiola Gianotti aveva già definito il CERN un “patrimonio vivente dell’umanità”, non solo per la conoscenza e l’innovazione prodotta ma soprattutto in quanto luogo dove quotidianamente si mette in atto il più importante degli esperimenti: la collaborazione pacifica tra culture scientifiche di ogni parte del mondo e l’accrescimento delle conoscenze di migliaia studenti che ogni anno studiano al Cern. Subito dopo la nominata a direttore generale, Fabiola Gianotti aveva posto pace e giovani come chiavi fondanti per il suo mandato, affiancandoli a pilastri quali la fisica fondamentale e lo sviluppo tecnologico. In occasione di un incontro a Ginevra con l’Unione giornalisti italiani scientifici (UGIS), la fisica romana ha voluto tirare le somme del suo primo anno alla guida del Cern.

SCIENZA E UNIONE DEI POPOLI DA SEMPRE MISSIONI DEL CERN
La duplice natura del centro in quanto “laboratorio di scienza e contemporaneamente di pace” è il fil rouge degli oltre 60 anni di storia del CERN, fondato con la convenzione del 29 settembre del 1954. Il nome stesso del centro di ricerca, acronimo che in francese sta per Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire, nascerebbe in realtà come denominazione del consiglio di scienziati che nel 1952 furono riuniti da 12 Paesi europei, con lo scopo di consolidare, sotto un unico grande progetto scientifico, i legami di un’Europa ancora lacerata dalla seconda guerra mondiale.
Nel 1984 il direttore generale del Cern, Isidor Isaac Rabi, Nobel per la fisica nel 1944, in occasione dei 30 anni del Cern aveva dichiarato che gli scienziati del centro «rappresentano il risultato di secoli di ricerca e di studio per mostrare il potere dello spirito umano, quindi mi appello a loro affinché non si considerino tecnici, ma guardiani di questa fiamma dell’unità europea, così che l’Europa possa salvaguardare la pace nel mondo».

A 80 METRI SOTTO TERRA
Cuore pulsante del Cern di Ginerva è l’LHC, Large Hadron Collider, la macchina più grande al mondo: un acceleratore di particelle dal diametro di 27 km posto a circa 80 metri sottoterra tra Svizzera e Francia, un anello formato da 2000 magneti superconduttivi mantenuti ad una temperatura di -271°C.

LHC è una macchina formidabile, in cui si trova la temperatura più fredda dello spazio interstellare, -271°C appunto, ma anche il punto più caldo della nostra galassia. Quando avvengono le collisioni tra i protoni, lanciati in LHC a una velocità pari a 0,999999991 la velocità della luce, infatti, si raggiunge una temperatura 100.000 volte superiore a quella del cuore del Sole. LHC registra a regime un numero di 25 collisioni tra protoni ogni 25 nanosecondi (miliardesimi di secondo), cioè circa 1 miliardo di collisioni al secondo. LHC è anche la più grande fabbrica di informazione del mondo, producendo ogni anno dati pari all’equivalente di centomila DVD.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X