La storia del deposito nucleare di Yucca Mountain

Dal 1945 al 1992 è stata utilizzata per test atomici. Successivamente è diventata famosa in tutto il mondo per essere stata indicata come sito per un deposito di scorie nucleari, progetto poi bloccato. Ripercorriamo la storia della Yucca Mountain, in Nevada.
Valentina Buran, 06 Luglio 2017
Micron
Yucca Mountain Nuclear Waste Site
Micron
Comunicazione della scienza

Tag

Nevada, vicino al confine con la California, 100 miglia a nord-ovest di Las Vegas. Nata da potenti eruzioni vulcaniche terminate 12 milioni di anni fa, è stata utilizzata dal 1945 al 1992 per test atomici e ha visto l’esplosione di più di 900 bombe. Stiamo parlando di Yucca Mountain, una montagna alta 2000 metri diventata famosa in tutto il mondo per essere stata indicata come sito per un deposito di scorie nucleari. Ripercorriamo la sua storia.
Nel 1982 il Congresso aveva dato incarico al Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti di realizzare un sito sotterraneo di stoccaggio permanente delle scorie che potesse servire tutte le centrali (più di 100) della nazione. A questo scopo era stato creato il Nuclear Waste Fund che, con una tassa inserita nella bolletta elettrica dei cittadini americani, doveva servire a finanziare il progetto. L’obiettivo del governo americano era anche quello di ridurre i costi molto alti della gestione provvisoria delle scorie radioattive.
Nel solo anno 2000, infatti, per la gestione provvisoria dei rifiuti nucleari il dipartimento ha speso 6,4 miliardi di dollari. Al momento, sparse fra decine di depositi provvisori (e spesso anche nelle stesse centrali) ci sono più o meno 77.000 tonnellate di scorie radioattive.
Nel 2002 il Congresso ha varato lo “Yucca Mountain Development Act”, successivamente controfirmato da George W. Bush, in cui si prevedeva di creare il sito di stoccaggio nell’omonima montagna. Si tratta di un deposito per scorie ad alto livello di radioattività, con una vita di media di decine di migliaia di anni.
Il progetto prevedeva una rete di tunnel sotterranei, alla profondità di 300 km, disposti a spina di pesce per una lunghezza totale di 80 km. I tunnel verrebbero rivestiti da una lega di acciaio inossidabile e titano per impedire infiltrazioni d’acqua. Yucca Mountain è stata scelta perché si trova in una zona desertica (l’assenza o la bassa presenza di acqua è fondamentale per garantire la tenuta dei fusti contenenti le scorie) e perché il centro abitato più vicino, Beatty, con 1500 abitanti, si trova a circa 50 km di distanza.
A favore di Yucca Mountain gioca anche la vicinanza con il Nevada test site, dove venivano eseguiti i test nucleari, che porta con sé una grande quantità di rifiuti radioattivi, infrastrutture (soprattutto strade) adatte al trasporto di materiale nucleare e personale specializzato già in loco.
Coloro che sono contrari a questo deposito sostengono che, senza un adeguato sistema di raffreddamento, il calore sprigionato dai rifiuti radioattivi potrebbe danneggiare i fusti con  problemi per la sicurezza. Sotto Yucca Mountain scorre inoltre una faglia tettonica, la Bow Ridge fault, che porrebbe il sito a rischio di terremoti e fratture di origine geologica.
Uno studio dei geologi dell’Università di Graz, pubblicato su Geomorphology e ripreso da Nature, è arrivato alla conclusione che il rilievo di Yucca Mountain potrebbe essere spianato tra mezzo milioni di anni, raggiungendo il livello del deposito sotterraneo. Durante lo studio è stato creato un modello per l’erosione del luogo e, con questo, è stata simulata l’evoluzione del paesaggio.
Il presidente Barack Obama, dopo la sua elezione del 2008, habloccato il progetto. Non avendo il potere di revocarlo senza il parere del Congresso, Obama ha semplicemente bloccato i fondi a partire dalla primavera del 2011, con l’effetto di congelare il sito. La votazione è stata quasi un plebiscito con 85 voti a favore e solo 9 contrari.
L’amministrazione ha spiegato la decisione con il fatto che la costruzione del deposito è controversa (la comunità scientifica è ancora divisa sulle valutazioni di sicurezza) e che non sarebbero mai state superate le opposizioni locali. Nel marzo 2010 il dipartimento per l’Energia è stato condannato dalla corte federale a versare un risarcimento di 57 milioni di dollari alla società Energy Northwest per la mancata apertura del deposito.
La cifra del risarcimento comprende sia i costi necessari alla costruzione di un sito provvisorio dove contenere le scorie della centrale di Richland sia quelli di trasporto delle 122 tonnellate di materiale radioattivo.
Senza dubbio, indipendentemente se verrà creato oppure no il deposito di Yucca Mountain, gli Stati Uniti dovranno affrontare il modo serio il problema dello stoccaggio delle loro scorie radioattive. La conservazione attuale nelle vasche delle centrali e in altri depositi provvisori in superficie pone problemi di sicurezza, sanitari e di terrorismo.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X