L’altruismo del barbagianni

I pulcini di barbagianni sono altruisti. Possono cedere un po’ del loro cibo ai fratelli più affamati, oppure scambiarlo con favori. Cosa ci dice sull’evoluzione?  
Stefano Dalla Casa, 26 Giugno 2020
Micron
Micron
Giornalista scientifico

Di notte, un barbagianni porta al suo nido, dentro un fienile, l’ultima preda. Come la sua compagna ha un’intera nidiata a cui pensare, e in breve è di nuovo in volo. Non può sapere che in sua assenza anche i pulcini si danno da fare. Fratelli e sorelle negoziano per stabilire chi spetta il prossimo bottino, e i maggiori possono anche decidere di cedere una parte del pasto del ricevuto ad altri.
A spiare le loro contrattazioni c’erano i microfoni e le microcamere installate dal laboratorio del Professor Alexandre Roulin dell’Università di Losanna, in Svizzera. Lo studio è stato pubblicato a maggio sulla rivista American Naturalist.
“I pulcini di barbagianni non competono fisicamente tra loro. Quando i genitori sono a caccia, per decidere chi riceverà la preda successiva usano le vocalizzazioni. La nidiata lascia che sia il più affamato, e quindi urla di più, a farsi alimentare dal genitore. Ma a volte gli stessi fratelli dividono addirittura il cibo con gli altri. Volevamo capire meglio questo comportamento” racconta a micron Andrea Romano, docente di Etologia all’università di Milano che ha guidato la ricerca assieme alla dottoressa Pauline Ducouret.

PULCINI AL GRANDE FRATELLO
Il rapace, che nidifica nei fienili abbandonati, è un organismo modello per gli studi sul campo. Occupa facilmente le cassette nido predisposte dai ricercatori, semplificando le operazioni di monitoraggio. Per lo studio sono stati scelti 30 nidi sparsi nella Svizzera occidentale, ognuno monitorato da 4 microcamere, in modo da facilitare il riconoscimento degli esemplari. A ogni pulcino è stato anche messo un microfono fissato a una zampa. Ogni nido è stato osservato per due notti consecutive dagli scienziati. Una notte hanno fornito ai pulcini cibo in più, in modo da osservare più facilmente i comportamenti di condivisione.

Quasi sempre i donatori sono i più grandi, cioè quelli nati prima. C’è infatti una forte asincronia nelle schiuse: tra il pulcino più giovane e quello più vecchio possono esserci anche 10 giorni di differenza. Ma come fa un pulcino sazio a scegliere con chi condividere il pasto? Anche in questo caso, sembra che i più affamati abbiano la precedenza. In assenza dei genitori (anche diverse ore) il livello di fame è infatti proporzionale al volume e alla durata delle vocalizzazioni, che venivano registrate dai microfoni. In altre parole, ogni pulcino ha chiaramente un’idea di chi è più affamato.

Evolutivamente parlando, un comportamento di questo tipo si sarebbe fissato grazie alla selezione di parentela (kin selection). Significa che l’altruismo del piccolo barbagianni è in realtà il prodotto dell’egoismo dei geni. Secondo questo modello quando aiutiamo un parente, con cui ne condividiamo molti, aumentiamo la possibilità che si diffondano. Nel caso dei barbagianni, il costo sostenuto dai pulcini più grandi e sazi sembra essere più che compensato dalle aumentate chances di sopravvivenza del fratello più piccolo. Questo comportamento dei fratelli tende a redistribuire il cibo in un modo più efficiente rispetto a ai soli genitori, che portano al nido una preda indivisibile senza preoccuparsi di chi la riceve. “Infatti capita anche che il fratello più grande riceva dai genitori più cibo di quello che gli serve, ma in questo caso si comporta come una specie di figlio maggiore responsabile, che provvede a redistribuire ai fratelli”.

SCAMBIO DI FAVORI
Ma l’altruismo spesso è più complesso di un “semplice” investimento genetico. Ed è il caso anche dei barbagianni. “Nelle specie sociali gli individui si scambiano tra loro servizi, come cibo e pulizia. I servizi scambiato possono essere uguali (esempio cibo per cibo) oppure diversi (esempio cibo per pulizia)” spiega Romano. “Un esempio molto noto è il grooming nelle scimmie. Il servizio di pulizia ha una funzione immediata (controllo di parassiti), ma allo stesso tempo permette di ridurre lo stress sociale. Gli individui ricordano il servizio ricevuto e tendono a ricompensare l’individuo che lo ha offerto in un altro momento. Un comportamento che presuppone quindi il riconoscimento individuale”.

 “Abbiamo scoperto che la condivisione del cibo nei piccoli barbagianni è mediata anche da uno scambio di questo tipo. Negli uccelli non si parla di grooming, ma di preening, che è un analogo comportamento di pulizia, rivolto in particolare alle parti non raggiungibili dall’individuo che lo riceve (testa e collo). Nelle nostre nidiate i pulcini che ricevevano cibo erano preferenzialmente i più affamati, ma anche quelli che più spesso pulivano i fratelli.”

IL MERCATO DELL’EVOLUZIONE
Secondo gli autori i risultati dimostrano che l’altruismo osservato nei nidi è frutto di diverse interazioni. A seconda della quantità di cibo disponibile, i fratelli dello stesso nido si spartiscono le prede privilegiando i più bisognosi, ma anche quelli da cui ricevono favori sotto forma di preening. “A oggi, al di fuori dei primati, non era mai stata documentata una relazione così complessa in animali così giovani.” conclude Romano.

Ma non è finita qui. Gli scienziati hanno notato un altro comportamento che intendono approfondire. Alcuni pulcini rubano di bocca la preda ad altri, ma anche questo, dalle prime analisi, non sembra casuale. Come ha spiegato la dottoressa Pauline Ducouret, l’ipotesi è che i “ladri” in realtà siano quelli che si sono dati da fare lisciando le penne altrui, senza aver avuto ancora nulla in cambio. In pratica, vanno a prendersi da soli ciò che gli spetta.

A 161 anni dall’Origine delle specie, l’evoluzione del comportamento altruistico riserva ancora sorprese.

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