L’isola dell’antrace

Cosa fa più paura di un attacco nucleare? Una guerra combattuta a suon di armi batteriologiche. A dirlo è Il fondatore di Microsoft Bill Gates e il rischio, secondo il miliardario, è tangibile. Con la fine della seconda Guerra Mondiale, la guerra biologica entra di diritto nella politica mondiale ed è protagonista della 'guerra fredda'. La Gran Bretagna sviluppa un suo progetto, focalizzato proprio sulle spore di antrace e sul loro raggio di diffusione se lanciate con una bomba convenzionale. L'Isola Gruinard, al largo delle coste della Scozia, viene scelta come luogo degli esperimenti, ritenendo che fosse abbastanza distante per prevenire qualsiasi contaminazione della terraferma: ipotesi purtroppo sbagliata.
Micron
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Giornalista scientifico
Micron
Sociologia, Comunicazione della Scienza

Più a nord […] si trova l’isola di Gruinard, lunga più di un miglio, fitta di alberi, rifugio per ladri in fuga e per ribelli».
Donald Monro, “Description of the Western Isles of Scotland”, Hamilton, Adams & Co., Londra, 1884

La tensione tra la Corea del Nord, guidata da Kim Jong-un, e gli Stati Uniti di Donald Trump non pare destinata a distendersi neppure dopo il recente viaggio diplomatico del presidente USA in Asia. L’agenzia KCNA ha riportato la dichiarazione di un portavoce del Ministro degli Esteri nordcoreano che ha definito quello di Trump “il viaggio di un guerrafondaio” che intende privare la Corea della possibilità di dotarsi di armi nucleari. Intanto proseguono da mesi, e a ritmi serrati, i test atomici e balistici ordinati da Pyongyang.
Lo scorso febbraio, alla Munich Security Conference, Bill Gates disse che, mentre i governi occidentali sono soprattutto preoccupati della proliferazione di armi nucleari e chimiche, stanno trascurando la minaccia di una guerra biologica. I servizi di intelligence americani non escludono, infatti, che la Corea sia anche in possesso di un arsenale di armi batteriologiche, alcune a base di antrace. Una minaccia già segnalata nel 2016, quando il President’s Council of Advisors on Science and Technology (Pcast), il team di esperti scientifici consulenti della Casa Bianca per le questioni scientifiche e tecnologiche strategiche per gli Stati Uniti, ha inviato al Presidente un report dal titolo inequivocabile “Action Needed to Protect against Biological Attack”.
L’utilizzo dell’antrace come strumento bellico non è però una prerogativa esclusiva di Kim Jong-un. Proprio l’antrace, e una piccola isola scozzese, sono i protagonisti di una triste storia che ha ancora qualcosa da insegnare.
L’isola di Gruinard si trova di fronte alle coste nord occidentali della Scozia ed è compresa nell’arcipelago delle Ebridi nell’oceano Atlantico. La prima testimonianza storica dell’isola è opera dell’arcidiacono scozzese Donald Monro che nel volume “Description of the Western Isles of Scotland”, redatto nel 1549, ne descrisse in breve il paesaggio, la folta vegetazione boschiva e la posizione isolata. Secolo dopo secolo, le vicende di questa minuscola isola ai margini dell’Europa e della Storia non salirono mai alla ribalta delle cronache. I pochi abitanti presenti – sei, secondo il censimento del 1881 – la abbandonarono definitivamente all’inizio degli anni 20 del XX° Secolo. Oggi l’isola di Gruinard si presenta florida, di un verde intenso. Silenziosa e disabitata. Un piccolo angolo di paradiso. Nonostante queste apparenze, Gruinard nasconde le profonde cicatrici degli esperimenti militari che, tra il 1942 e il 1943, ne hanno contaminato il suolo rendendola inabitabile per oltre 50 anni.
L’isola venne infatti requisita nel 1942 dal Dipartimento della Guerra britannico per diventare il terreno di prova della Operation Vegetarian, un piano militare top secret con lo scopo di disseminare una moltitudine di trappole all’antrace su gran parte delle zone rurali della Germania. Il bestiame ne sarebbe stato irrimediabilmente contaminato per poi essere consumato dalla popolazione. L’obiettivo era di causare milioni di morti civili e cambiare il corso della Seconda Guerra Mondiale le cui sorti, nel 1942, erano ben più che incerte. Gruinard, denominata “X Base” nei documenti relativi agli esperimenti, divenne così un enorme laboratorio per lo studio sugli effetti delle armi batteriologiche sugli organismi viventi. I militari trasportarono sull’isola 80 capre e alcune bombe contenenti un ceppo di antrace particolarmente potente e virulento: il Vollum 14578. Il personale militare fece esplodere gli ordigni a distanza e filmò l’esperimento grazie ad alcune telecamere lasciate sull’isola. Nei filmati a colori, resi pubblici solo nel 1997, si possono osservare i devastanti effetti delle bombe sporche. L’esperimento fu un “successo”: tutte le capre morirono entro tre giorni dall’esposizione e i tentativi di decontaminare l’isola fallirono uno dopo l’altro. Erano i risultati che volevano ottenere i responsabili delle operazioni: la prova dell’efficacia sia sul breve che sul lungo periodo delle bombe all’antrace.
A guerra conclusa, però, l’isola era ancora del tutto contaminata dalle spore e i primi – goffi – tentativi di ripulire il terreno non andarono a buon fine. Il governo britannico corse ai ripari, acquistò l’isola per 500 sterline dai suoi proprietari privati e impose la quarantena a tempo indeterminato.
Lungo le coste vennero affissi numerosi cartelli per segnalare il pericolo e per vietare a chiunque l’approdo.
Nel 1979 alcuni scienziati della Chemical Defence Establishment (CDE) si recarono a Gruinard per analizzare la contaminazione del terreno e tornarono sulla terraferma con risultati sconfortanti: l’antrace ricopriva ancora le aree dove erano state fatte esplodere le bombe ben 37 anni prima. La notizia della persistente contaminazione trapelò al di fuori degli ambienti militari e nel 1981 un gruppo di ecoterroristi, il “Dark Harvest Commando of the Scottish Citizen Army”, mandò un ultimatum a Londra: se le autorità non avessero bonificato l’isola in tempi brevi avrebbero sparso sulle strade delle città britanniche 140 chili di terreno contaminato prelevato dall’isola. Le autorità ignorarono la minaccia e, di conseguenza, gli ecoterroristi passarono all’azione abbandonando alcuni campioni di terreno a Blackpool, fuori dalla sede del Partito Conservatore, e nei dintorni degli uffici del Chemical Defence Establishment di Porton Down. I due eventi non ebbero conseguenze gravi ma obbligarono il governo Thatcher a intervenire.
Nel 1986 venne avviata una enorme e costosa operazione di bonifica che comportò lo spargimento di 280 tonnellate di formaldeide diluite in acqua marina su tutta la superficie dell’isola. Quattro anni dopo, il 24 aprile 1990, il sottosegretario del Ministero della Difesa britannico, Michael Neubert, visitò l’isola e annunciò la fine della quarantena: Gruinard era di nuovo aperta al pubblico e raggiungibile con facilità in barca. Nonostante ciò ancora oggi gli abitanti delle coste vicine a Gruinard evitano di mettere piede sulla piccola isola, la cui fama di “zona pericolosa” rimarrà nell’immaginario collettivo per lungo tempo. Il caso di Gruinard rappresenta l’esempio perfetto delle numerose conseguenze sull’ambiente – naturale e sociale – causate dall’uso di questi armamenti. Alla luce di esperienze come quella di Gruinard, molte nazioni sono preoccupate dalla possibilità che simili armi vengano prodotte da governi dittatoriali e instabili come quello nordcoreano.
Il recente studio del Belfer Center della Harvard Kennedy School sostiene sia plausibile che, accanto al programma di sviluppo nucleare, Pyongyang possa puntare proprio sullo sviluppo di armi batteriologiche. Lo scorso febbraio, il fratello del leader nordcoreano Kim Jong-nam è stato assassinato in Malesia con il gas nervino VX. L’agente tossico sarebbe stato prodotto dall’Istituto biotecnologico di Pyongyang. L’intelligence sudcoreana ritiene che ci siano almeno tre possibili strutture di produzione di armi biologiche e sette centri di ricerca che cooperano al loro sviluppo.
«La prossima epidemia» ha aggiunto il patron di Microsoft alla convention tedesca, «potrebbe nascere dallo schermo di un computer di un terrorista che voglia usare l’ingegneria genetica per creare una versione sintetica del virus del vaiolo». Ottenere ceppi di virus geneticamente modificati è estremamente difficile ma non impossibile, il loro impiego spalancherebbe le porte a scenari catastrofici. In questo caso, diversamente da quanto avvenuto a Gruinard, bonificare sarebbe impossibile.

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