Nobel per la Fisica: “la fantascienza diventa realtà”

Il Nobel per la Fisica 2018 è stato assegnato alle ricerche che hanno aperto la strada alle applicazioni del laser in molti campi, compresa la biologia. Dopo sessant'anni una donna torna a vincere il più alto riconoscimento nel campo.
Francesco Aiello, 02 Ottobre 2018
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Biologia e Comunicazione della Scienza

Con qualche minuto di ritardo rispetto al rigido protocollo Göran K. Hansson, segretario generale dell’Accademia reale delle scienze svedese ha annunciato che Arthur Ashkin, e per metà Gérard Mourou Donna Strickland, per le loro “invenzioni rivoluzionarie nel campo della fisica dei laser” sono i vincitori del Premio Nobel per la Fisica 2018.

Lo statunitense Ashkin è stato premiato per l’invenzione delle pinzette ottiche, uno strumento scientifico che usa un impulso laser per spostare oggetti microscopici. Queste “pinzette” (in inglese “optical tweezers”) possono ad esempio afferrare oggetti piccolissimi, come i virus, senza danneggiarli. A suo nome sono registrati circa 50 brevetti.
Il francese Mourou e la canadese Strickland hanno ricevuto l’onorificenza invece per l’invenzione di un metodo per la generazione di impulsi ottici ultra corti e ad alta intensità. Grazie ai loro studi – come si legge nella motivazione dell’Accademia Reale di Svezia – “oggetti estremamente piccoli e processi incredibilmente rapidi vengono ora visti sotto una nuova luce. Strumenti di precisione avanzati stanno aprendo aree di ricerca inesplorate e una moltitudine di applicazioni industriali e mediche.”
I vincitori si divideranno il riconoscimento di 870mila euro.
Nel cestino le previsioni del gruppo di esperti della Clavirate.
In prima fila erano stati posizionati David Awschalom e Arthur C. Gossard, responsabili dell’osservazione sperimentale dell’effetto Hall di spin nei semiconduttori, un fenomeno predetto teoricamente nel 1971 e osservato solo nel 2014. L’effetto Hall di spin descrive il comportamento degli elettroni sotto l’influenza del campo magnetico, e la sua scoperta potrebbe avere applicazioni nell’ambito dell’informatica quantistica.
Si è puntato anche sull’astrofisica con Sandra M. Faber, della University of California Santa Cruz, è indicata come possibile Nobel “per il suo sviluppo di metodi pioneristici per la determinazione di età, dimensione e distanza delle galassie, e per altri contributi alla cosmologia, tra cui quelli nel campo della ‘materia oscura fredda’ che si pensa costituisca la parte mancante di materia nell’Universo”.

FINALMENTE UNA DONNA…
Strickland è la terza donna a ricevere il premio per la fisica. L’ultima, nel 1963,era stata Maria Goeppert-Mayer. “Ho pensato che era una cosa folle” è stata la sua prima reazione, con la voce tremante, in collegamento in diretta con Stoccolma.La situazione stava diventando preoccupante e a dirlo erano sopratutto i numeri.
Dal 1901 a oggi sono stati conferiti 600 premi, oltre 900 vincitori e cinque diverse categ0rie, diventate sei nel 1968, quando la Banca centrale svedese decise di aggiungerne uno all’economia.
Di queste solo 46 sono donne. Dato sconvolgente, che dimostra come l’equilibrio del mondo della cultura sia ancora sbilanciato a favore degli uomini.
In percentuale, le donne premiate dall’accademia svedese rappresentano il 5,14% del totale. E i numeri sono ancora più critici se andiamo ad analizzare le discipline scientifiche. Per esempio, i Nobel al femminile per la fisica sono solo 2. Per l’economia, poi, le cifre peggiorano ancora: se non fosse per Elinor Ostrom non esisterebbe nemmeno una donna a essere insignita del premio. Mentre la situazione migliora leggermente, anche se non di molto, se si considerano le donne Nobel per la letteratura e per la pace, che sono rispettivamente 14 e 15.
E pensare che tre anni dopo la nascita del premio, Marie Curie surclassava i suoi avversari maschili ottenendo il Nobel per la fisica. La seguirono, nel 1905, la baronessa cecoslovacca Bertha von Suttner, la prima donna a ricevere il premio Nobel per la pace, e Selma Lagerlöf che otteneva nel 1909 quello per la letteratura. Questi dati evidenziano l’importanza che si voleva dare al contributo delle donne in ambito scientifico, letterario e politico in un’epoca in cui stava maturando la lotta per il suffragio femminile. Trend che, purtroppo, si bloccò subito: per ritrovare un’altra donna tra i premiati, dobbiamo aspettare ben 15 anni con il Nobel a Grazia Deledda per la letteratura.
Ma le donne sono in minoranza anche in tutto il resto del mondo scientifico. In uno studio dell’università di Montreal e dell’Indiana e pubblicato su Nature, è emerso che per ogni nome di donna come primo autore di un articolo ce ne sono quasi due di sesso maschile. L’analisi ha preso in esame 5 milioni di pubblicazioni scientifiche uscite dal 2008 al 2012.
Se consideriamo solo i dati degli ultimi anni, tuttavia, la percentuale delle donne Nobel aumenta, raggiungendo il 19,2%  con il premio a Alice Munro per la letteratura. Il Nobel per la fisiologia e medicina ha già un record migliore: le donne rappresentano il 21% dei vincitori degli ultimi dieci anni.
Questo squilibrio di genere è oggetto di crescenti critiche, molte delle quali sono rivolte alle commissioni Nobel che assegnano gli onori.
Le figure (persone o enti) che possono sottoporre le candidature per i premi Nobel sono ben selezionate. Per fisica, chimica, medicina ed economia il nome può essere proposto dai membri dell’Accademia svedese delle scienze e del Comitato norvegese dei Nobel, dai premiati negli anni precedenti nella stessa disciplina e dai colleghi docenti nelle università selezionate dall’Accademia svedese (in Svezia, Danimarca, Norvegia, Islanda, Finlandia). A essi si aggiungono altri scienziati ritenuti meritevoli, docenti in università selezionate a livello mondiale dall’Accademia. Per la letteratura, i proponenti, oltre ai membri dell’Accademia reale svedese e gli ex Nobel, possono essere docenti di letteratura e linguistica e presidenti di società di autori rappresentative del proprio Paese.
Un po’ diverse le regole del Nobel per la pace. I candidati a questo premio possono essere suggeriti da membri presenti e passati del Comitato per i Nobel e suoi consulenti, parlamentari e membri di governi, membri della Corte di arbitrato e di quella internazionale di giustizia dell’Aja.
Göran Hansson, segretario generale della Royal Swedish Academy of Sciences, spiega che ancora oggi, poche donne sono nominate ai premi. Ma è difficile conoscere il numero di queste candiature, dato che l’Accademia si trincera dietro lo storico regolamento redatto da Nobel stesso, che stabilisce che le nomine rimangono riservate per 50 anni. Ma Hansson preannuncia una svolta storica nel 2019: verrà chiesto alle commissioni ti tenere considerare per le future nomine al Nobel la diversità di genere, geografica e di argomento. ” Abbiamo bisogno della comunità scientifica per conoscere le donne scienziate e per nominare coloro che hanno dato contributi eccezionali “, ha spiegato Hansson a Nature.
Un piccolo passo ma che potrebbe portare a un importante cambiamento. Il Nobel di oggi a Donna Strickland si riveste quindi di un’importanza ancora più grande soprattutto leggendo i giornali in questi giorni.
Venerdì scorso Alessandro Strumia, un fisico dell’Università di Pisa con un ufficio al Cern di Ginevra dove collabora regolarmente, ha partecipato a una conferenza su «Fisica delle alte energie e gender», durante la quale veniva affrontata la questione della discriminazione ai danni delle donne nella fisica e più in generale nell’area STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Il suo intervento ha fatto scandalo perché Strumia ha cercato di dimostrare che, se una discriminazione esiste, è a danno degli uomini. «La fisica è stata inventata e costruita dagli uomini, l’ingresso non è su invito». Di fronte a una platea di giovani ricercatrici attonite, Strumia ha usato slide e formule matematiche per sostenere tra l’altro che gli uomini si interessano di più alle cose e le donne alle persone, e per questo i primi sono più rappresentati nelle professioni a sfondo scientifico e le seconde in quelle umanistiche, dove il confine vero/falso giusto/sbagliato è più sfumato. Dopo le proteste il Cern, che per la prima volta ha per direttore generale dal 2016 una donna, l’italiana Fabiola Gianotti, ha pubblicato ieri un comunicato di scuse: «Il Cern considera la presentazione come altamente offensiva. Ha quindi deciso di rimuovere le slide dall’archivio online, in linea con il codice di condotta che non tollera attacchi personali e insulti. Gli organizzatori del Cern e di molte università non erano a conoscenza del contenuto del discorso prima della conferenza. Il Cern si schiera a fianco di molti membri della comunità che hanno espresso la loro indignazione per le dichiarazioni inaccettabili contenute nella presentazione».
L’uscita di Sturmia non va considerata come un caso isolato, già altre volte dichiarazioni simili sono arrivate da eminenti scienziati come il Premio Nobel James Watson.
Oggi potrebbe essere una giornata di svolta per le donne che lavorano nella scienza ma il soffitto di cristallo è ancora ben lungi da essere rotto ma le parole di Donna Stricklan possono aiutare “Certo che dobbiamo festeggiare la vittoria di una donna che si occupa di fisica, perché noi ci siamo. Si spera che con il tempo la nostra presenza diventi sempre più importante”.

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