Nuovi farmaci: sempre più cari e meno efficaci

Una pioggia di farmaci che non servono. Ogni anno sul mercato italiano arrivano centinaia di nuove molecole la cui utilità è generalmente scarsa se non nulla. Quelle molecole però contribuiscono, con i loro prezzi alti dettati dalla novità, a far lievitare la spesa farmaceutica. Abbiamo approfondito questo argomento con alcuni fra i maggiori esponenti del settore farmacologico tra cui Silvio Garattini, fondatore e Direttore scientifico dell'Istituto Mario Negri.
Giuseppe Nucera, 09 Febbraio 2017
Micron
Micron
Videomaker e Comunicatore della Scienza

Tag

Secondo la fotografia scattata da Farmindustria, l’Italia, che ha una produzione nazionale del valore di 30 miliardi annui, si pone come leader europeo del farmaco con il 26% della produzione totale e il 19% dei medicinali autorizzati ad approdare sul mercato comunitario. I dati del 2015 mostrano come, registrando un incremento costante di circa due miliardi annui dal 2012, il nostro Paese ambisca al primato europeo assoluto in termini di produzione farmacologica. La spinta maggiore arriva dall’export di farmaci, che rappresenta oggi il 73% della produzione totale nazionale (22 miliardi di euro), con una crescita del 57% tra il 2010 e il 2015.

MAGGIOR VALORE ECONOMICO MA MINORE EFFICACIA TERAPEUTICA
L’aumento della spesa farmaceutica non coincide, però, con un aumento del numero dei farmaci immessi nel mercato. Come sostiene Silvio Garattini, Direttore scientifico dell’Istituto Mario Negri, tale incremento è dovuto ai maggior costi con i quali i nuovi farmaci si presentano sul mercato. Un dato che, però, non coinciderebbe con una maggiore efficacia terapeutica rispetto ai farmaci già in commercio. Intervenuto a Milano al convegno “Come nasce un farmaco”, Garattini ha infatti citato uno studio pubblicato sulla rivista francese Prescrire secondo cui i farmaci introdotti in Europa tra il 2000 e il 2015 sono realmente innovativi solo in minima parte.
Il 51% di questi non apporterebbero alcuna novità, mentre solo il 20% dei farmaci autorizzati risulterebbero migliorativi in termini di tossicità rispetto a quelli presenti. In termini di efficacia terapeutica, solo il 2% avrebbe un reale vantaggio, contro il 20% dei farmaci introdotti che vedono unicamente come “possibile” tale vantaggio.

PIÙ ATTENZIONE AL MARKETING, MENO A UN’INFORMAZIONE SCIENTIFICA CHIARA
Un’indagine della Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea, effettuata nel 2009, ha rivelato come, a livello globale, tra il 2000 e il 2007 gli investimenti delle case farmaceutiche in ricerca e sviluppo (R&D), seppure in costante aumento, siano sempre inferiori agli investimenti in marketing, voce che conta in media il 23% del fatturato globale delle compagnie in tale periodo, rispetto alla R&D, che è solo il 17%.
Questa tendenza si affianca alla pratica ormai consolidata per molte case farmaceutiche di adottare strategie adattative nella sperimentazione preclinica dei nuovi farmaci, ossia percorsi in cui gli step tradizionali della sperimentazione fin qui adottata si ibridano in nuove e meno nitide fasi. Se la sperimentazione preclinica tradizionale era utile per osservare prima (fase uno) la tossicità della molecola su un organismo vivente complesso, poi (fase due) i benefici in più rispetto a farmaci simili già in commercio e infine (fase tre) l’efficacia del farmaco sui sintomi, sulla qualità della vita o sulla sopravvivenza, le nuove strategie adattative mirano a raggiungere non sempre tutte queste informazioni (la fase tre diventa sempre più un optional) o tendono a raggiungerle contemporaneamente, sincopando. Come sostengono Silvio Garattini e il Direttore scientifico dell’Istituto nazionale dei tumori, Giovanni Apolone, la conseguenza di questa strategia adattava mira a un accorciarsi dei tempi di produzione dei farmaci, portandoli sul mercato dopo un ciclo di 8 o 10 anni tra sperimentazione e autorizzazione. Ma a un risparmio di tempo che va dai 2 ai 5 anni rispetto alla produzione tradizionale, si affianca un deficit informativo dei farmaci, sia in termini di efficacia sia in termini di tossicità. Deficit che porta le autorità pubbliche e regolatrici dei farmaci ad esporre i cittadini a un rischio maggiore per la salute.

IL MERCATO DEI FARMACI FALSIFICATI
Il mercato ufficiale dei farmaci, regolato dalle agenzie pubbliche sembrerebbe, dunque, perdere valore sulle due caratteristiche fondamentali, ossia una reale efficacia dei prodotti e un’informazione chiara ed esaustiva intorno al loro valore terapeutico, che lo hanno posto fino ad oggi in netta opposizione rispetto al mercato illecito.  Non solo, la diffusione sul mercato di farmaci con un prezzo elevato giova ancora di più ai criminali che puntano sulla contraffazione farmaceutica per il proprio business. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce un farmaco falsificato quando l’etichettatura è stata deliberatamente preparata con informazioni ingannevoli in relazione al contenuto e alla fonte di provenienza.
Secondo alcune stime il 30% dei farmaci venduti nel mondo sarebbe contraffatto. La cifra d’affari realizzata dai trafficanti è stimata in 200 miliardi di dollari (186,6 miliardi di euro). Il problema è che tale fenomeno oggi vede un trend in forte crescita, non più circoscritto ai soli Paesi in via di sviluppo bensì riguardante anche quelli industrializzati. Secondo le stime ritenute più attendibili la percentuale di medicinali contraffatti sul mercato globale si attesterebbe intorno al 7%, con punte significative che raggiungerebbero addirittura il 50% in alcuni Paesi in Africa e in Asia. Inoltre, come ci sottolinea Domenico Di Giorgio, Direttore dell’Area vigilanza post marketing dell’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, il business della contraffazione dei farmaci è un fenomeno che oggi abbraccia non più solo medicinali della sfera sessuale e steroidi, rivenduti prettamente on line, nelle palestre e nei sexy shop, ma anche medicinali con una reale efficacia terapeutica e minore accessibilità, rivenduti attraverso canali quali i forum dei pazienti.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X