Parassiti dai superpoteri

Sono talmente subdoli da essere capaci di prendere il controllo di un altro essere vivente, influenzandone il comportamento fino, in alcuni casi, a fargli addirittura cambiare aspetto. Stiamo parlando dei parassiti manipolatori, fra le cui vittime c'è anche l'uomo.
Christian Lenzi, 25 Marzo 2018
Micron
Micron
Comunicatore della scienza

Tra tutti gli esseri viventi ne esistono alcuni dotati di “super poteri”. Si tratta, infatti, di organismi talmente subdoli che sono capaci di prendere il controllo di un altro essere vivente (uomo incluso), manipolandolo a proprio piacimento. Le specie che possiedono queste speciali capacità vengono tutte catalogate all’interno del gruppo dei parassiti. Ma andiamo con ordine. Innanzitutto: che cos’è un parassita? In biologia, un parassita è definito come quell’essere vivente che appartiene ad una qualsiasi specie in grado di stabilire una relazione di simbiosi con un’altra (che prende il nome di specie ospite), traendone vantaggio e arrecando un determinato danno.
Tra i vari parassiti, ne esistono alcuni che vengono comunemente chiamati manipolatori, ed è proprio di questi che in questa sede ci si vuole occupare. Queste speciali forme di vita superano di gran lunga l’immaginazione dei migliori registi di fantascienza. Uno dei casi più celebri è quello che riguarda il verme Trematode del genere Leucochloridium, definibile come “il terrore delle chiocciole”. Questo organismo infatti si è specializzato nel parassitare con grande successo alcune chiocciole del genere Succinea.
Una volta entrato in contatto con l’ospite, il parassita è in grado di prenderne il controllo, rendendolo un vero e proprio zombie, modificandone il comportamento e l’aspetto. Queste chiocciole solitamente non amano gli ambienti luminosi (vengono definite scotofile) ma gli scienziati hanno osservato che dopo poco tempo che il parassita è riuscito ad entrare all’interno del loro organismo, queste chiocciole iniziato a salire nei punti più alti e illuminati della vegetazione.
Come mai? È proprio il parassita a manipolarle affinché adottino questo comportamento.
Ma non basta, perché, tramite un abile gioco di prestigio, anche l’aspetto viene modificato: le antenne della chiocciola si gonfiano (a seguito dell’inclusione di sacche contenenti numerosissime cloni del parassita) e si trasformano in fari lampeggianti e coloratissimi.
Tutte queste modifiche sono necessarie affinché il parassita riesca a completare il suo ciclo vitale all’interno di un altro ospite: un uccello Passeriforme. Infatti, rendendosi particolarmente visibile, la chiocciola viene molto facilmente predata e, in questo modo, il parassita riesce ad infettare l’uccello e a raggiungere il suo scopo (all’interno del Passeriforme avverrà la riproduzione tra diverse forme parassitarie). Questi parassiti manipolatori possono svolgere anche un certo ruolo ecologico (una buona percentuale dell’alimentazione di alcune trote è costituita da insetti parassitati che vengono indotti dal “manipolatore” a gettarsi in acqua), portando addirittura all’aumento dei casi di cannibalismo in alcune specie di crostacei.
Un altro esempio piuttosto noto che caratterizza i parassiti manipolatori è quello che riguarda il fungo Cordyceps.
Questo forma vivente è in grado di parassitare diverse specie di Artropodi, in particolare le formiche. All’interno dell’ospite il fungo prende il comando e induce l’insetto a posizionarsi in una zona il più possibile adatta alla futura dispersione delle spore. Come un abile minatore, il parassita scava all’interno dell’organismo ospite e lo uccide inesorabilmente. In uno studio pubblicato nel 2017 è stata osservata un’associazione tra l’assunzione di un fungo parassita del genere Cordyceps da parte di contadini del Vietnam e l’insorgenza di particolari effetti allucinogeni.
No, questo non riguarda l’eventuale effetto manipolativo da parte del parassita sugli esseri umani (ciò non è stato ancora documentato). Infatti, secondo la tradizione locale l’uso alimentare di larve di cicala è benefica per la salute umana; evidentemente però, i vietnamiti non hanno fatto i conti col fungo manipolatore. In particolare, nei diversi casi studiati dal 2008 al 2015 per i pazienti che hanno riscontrato problemi a seguito di sintomi da intossicazione, si è riscontrata la presenza dell’inebriante acido ibotenico ma non è da escludere la presenza di altri composti chimici che derivano dalla simbiosi tra fungo e insetto.
Ad ogni modo, gli esseri umani non sono di certo esclusi dalla manipolazione parassitaria.
Infatti, diversi modelli biologici su questo fenomeno sono stati approfonditi proprio perché sono di primario interesse per l’Homo sapiens. Quello più conosciuto è senz’altro il Toxoplasma gondii, agente eziologico della toxoplasmosi. La sua fama è in gran parte dovuta ai rischi per il feto durante la gravidanza e, probabilmente per questo, molte donne lo conoscono bene. Ma, in questo caso, ciò che è di maggiore interesse è la capacità di questo Protozoo di entrare all’interno dell’ospite, stabilirsi in una particolare regione cerebrale, ovvero quella che “organizza” le manifestazioni di paura e ansia (l’amigdala), e di prenderne letteralmente il controllo. Come un abile burattinaio, il toxoplasma riesce ad abbassare la soglia di attenzione ai pericoli nei roditori (più comunemente topi e ratti), che sono i suoi ospiti usuali. Addirittura, secondo alcuni studi, i malcapitati roditori parassitati sembrano talmente “incoscienti” da essere quasi attratti dal pericolo, ovvero preferiscono gli ambienti in cui è presente l’odore del predatore per loro più comune: il gatto domestico. Questo succede perché il parassita ha tutto l’interesse che l’ospite venga mangiato dal predatore, consentendogli di entrare all’interno del gatto, di riprodursi e completare il suo ciclo vitale.
A volte, però, succede che accidentalmente invece di parassitare un comune roditore, il toxoplasma entra in contatto con altri animali a sangue caldo: uccelli, vari mammiferi (come le lontre) e addirittura…l’uomo. Gli esseri umani possono infettarsi in vari modi. Ad esempio, durante la pulizia della lettiera del gatto di casa (il parassita si trova negli escrementi di un gatto infetto nei suoi primi stadi di vita) oppure ingerendo verdure e ortaggi sporchi e contaminati. All’interno del nostro corpo il parassita attua meccanismi del tutto comparabili a quelli messi in atto nei roditori. Inoltre, anche gli effetti comportamentali possono essere simili e, in generale, nei pazienti affetti è stato documentato un abbassamento dell’attenzione verso i pericoli.
Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che le persone affette da toxoplasmosi hanno maggiore possibilità di fare incidenti stradali e di manifestare alcune malattie cerebrali, come la schizofrenia e la sindrome ossessivo-compulsiva. Ma non basta. Infatti sono state riscontrate alcune differenze legate al sesso negli effetti provocati da Toxoplasma gondii.
Gli esseri umani di sesso maschile affetti da toxoplasmosi sembrano essere più insicuri, più sospettosi, più gelosi e meno intelligenti; le femmine invece, una volta parassitate appaiono più intelligenti, più sicure di sé e socialmente molto più aperte.
Tutto questo deve senz’altro farci riflettere perché è probabile che alcuni lati della nostra personalità non dipendano solo da noi. Se non altro la scienza ci ha avvertiti. Molti studiosi pensano che il parassitismo, e in particolare il fenomeno della manipolazione parassitaria, sia molto più diffuso di quello che ad oggi conosciamo. Addirittura è stata documentata l’esistenza di parassiti (come il batterio Fitoplasma) in grado di manipolare l’espressione dei genie l’aspetto di alcune piante a proprio piacimento, sempre ed inesorabilmente favorendo i per i propri interessi vitali. Insomma, la natura non smette mai di sorprenderci.

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