Rinnovabili: ecco quanta energia ci forniscono oggi

In Europa il 15% dell'energia che consumiamo come utenti finali è fornita da fonti rinnovabili, il che significa che abbiamo meno di 4 anni per raggiungere il traguardo fissato dall'Europa: il 20% dell'energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2020. La buona notizia è che in Italia le cose vanno meglio rispetto alla media europea.
Cristina Da Rold, 19 Aprile 2016
Micron
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Giornalista scientifica

In Europa il 15% dell’energia che consumiamo come utenti finali è fornita da fonti rinnovabili, il che significa che abbiamo meno di 4 anni per raggiungere il traguardo fissato dall’Europa: il 20% dell’energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2020.
Oggi viene dalle rinnovabili il 25,4% dell’energia elettrica (era il 14,8% nel 2005), il 16% dell’energia che usiamo per riscaldamento e aria condizionata (era il 10,3% nel 2005) e il 5,4% dell’energia del settore dei trasporti (era l’1,4% nel 2005). Insomma: l’Europa non ha ancora raggiunto l’agognato 20%, ma i passi in avanti rispetto a 10 anni fa sono tangibili.
Se sembrano pochi 5 punti in percentuale, bisogna però considerare che di anno in anno continua ad aumentare la quantità di energia elettrica che consumiamo.
Lo raccontano gli ultimi dati pubblicati dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA).

ITALIA MAGLIA VERDE
La buona notizia è che in Italia le cose vanno meglio rispetto alla media europea, dato che il 17% dell’energia utilizzata da noi utenti viene da fonti rinnovabili. Per fare un confronto, in Norvegia oggi il 65% dell’energia prodotta viene da fonti rinnovabili, mentre il Regno Unito si conferma maglia nera con appena il 5% dell’energia che consuma proveniente da fonti green.

Anche nel nostro paese nell’ultimo decennio abbiamo assistito a un balzo in avanti notevole: solo 10 anni fa era rinnovabile il 16% dell’energia elettrica e il 4% del riscaldamento. Oggi addirittura il 31% dell’energia elettrica proviene da fonti rinnovabili, mentre le fonti green impattano sul riscaldamento per il 18%. Ad abbassare la media ci pensa però il settore dei trasporti, che è perfettamente in linea con la media europea: anche in Italia non si tocca il 5%. Dobbiamo inoltre considerare che il settore dei trasporti rappresenta una fetta enorme dei consumi: il 30% dell’energia che produciamo (rinnovabile e non) serve ai trasporti, ma solo il 5% di essa è rinnovabile.

QUALI RINNOVABILI?
Se si osservano i numeri assoluti, a farla da padrone in Italia per la produzione di energia elettrica è sempre l’idroelettrico con 3868 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (l’EEA utilizza questa come unità di misura per le fonti rinnovabili), più o meno la stessa produzione di 10 anni fa. La differenza rispetto al 2005 è che in percentuale sul totale, la fetta rappresentata dall’idroelettrico è sempre più piccola: il 42% rispetto al 70% di 10 anni fa. Questo perché sono in crescita altre fonti, come il solare, che oggi rappresenta il 10% del totale e l’eolico, che pesa per il 27%.
Se ragioniamo in termini di investimenti poi, è evidente che è il solare a dominare il mercato, in particolare da 5 anni a questa parte. Dopo il 2010 abbiamo assistito infatti a un vero e proprio boom: da 164 a 1800 milioni di tonnellate di energia prodotta.
Dieci volte tanto in 10 anni. Un dato che ci deve far riflettere sul possibile futuro energetico del nostro paese.

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