Scienza, come la pensano i millennials

Un sondaggio condotto nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Giovani dell’Università di Salerno su un campione di giovani residenti in Campania conferma una elevato grado di fiducia nei confronti della scienza e della ricerca. Non senza, però, alcuni distinguo.
Andrea Rubin, 19 Febbraio 2019
Micron
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Sociologia, Comunicazione della Scienza

I risultati di un’indagine condotta nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Giovani dell’Università di Salerno rivelano l’atteggiamento dei giovani, di età compresa tra i 20 e i 34 anni, nei confronti della ricerca scientifica. La survey, condotta su un campione rappresentativo di giovani residenti nella più popolosa regione meridionale, la Campania, mostra che la ricerca scientifica è l’istituzione che gode di maggior fiducia: è il 77,7% ad attribuire «molta» o «abbastanza» fiducia alla scienza (è il 78,8% degli intervistati a livello nazionale).
Sono soprattutto i giovani campani maschi (81,6%) a riporre maggior fiducia nella ricerca scientifica, mentre è il 73,8% delle femmine, con una differenza non trascurabile di oltre 7 punti percentuali.
Non sono state registrate, invece, differenze tra i 20enni e i 30enni. A livello nazionale, come rileva la medesima indagine condotta dall’Istituto Toniolo di Milano, non sono presenti differenze né tra le diverse fasce di età, né tra i generi.
Lo studio campano permette di riconfermare l’influenza del livello di scolarità rispetto al giudizio riservato alla scienza: sono più di 8 su 10 i laureati che ripongono elevata fiducia nella ricerca scientifica, mentre condivide lo stesso giudizio il 71,1% (-9%) di coloro che sono in possesso di un titolo inferiore al diploma. Analogamente, quanti dichiarano di avere scarsa fiducia nella scienza, pur essendo una minoranza, sono quasi il doppio tra chi possiede un titolo inferiore al diploma rispetto ai laureati. A livello nazionale, tra i giovani laureati è l’81,3% a esprimere fiducia nella ricerca scientifica, mentre lo stesso giudizio si riduce notevolmente (66,1%) tra coloro che hanno solo il titolo dell’obbligo. La ricerca non ha fatto emergere differenze significative tra gli studenti impegnati in studi umanisticie quelli dediti a studi scientifico-tecnici. In entrambi i casi, i ragazzi e le ragazze intervistate esprimono livelli di fiducia elevati nei confronti dell’impresa scientifica.
Sulla fiducia attribuita alla ricerca scientifica non pesa solo il proprio livello d’istruzione ma anche il livello culturale familiare risulta determinante: più elevato è il livello culturale della famiglia d’origine, maggiore è la fiducia che i giovani esprimono verso la scienza. Sono i giovani con almeno uno dei due genitori laureati a esprimere livelli più elevati di fiducia nella scienza.
Cosa spinge i giovani a riporre così tanta fiducia nella scienza? Sono soprattutto le aspettative utilitaristiche sulle ricadute pratiche dello sviluppo tecnologico (e scientifico) a trainare la fiducia nella ricerca scientifica. I giovani italiani (e campani) nutrono grande fiducia, oltre che negli scienziati, nella possibilità che la scienza possa avere un impatto benefico sulla vita di tutti i giorni. Oltre 7 giovani su 10 ritengono che grazie alla scienza e alla tecnologia ci saranno maggiori opportunità per le prossime generazioni e il 70,7% dei ragazzi e delle ragazze in Italia – e similmente il 68,4% in Campania – ritengono condivisibile l’affermazione secondo cui la «scienza e la tecnologia stanno rendendo la nostra vita più sana, facile e più confortevole».
Si tratta di risultati in linea con tutte le maggiori rilevazioni internazionali in materia di atteggiamenti dell’opinione pubblica verso la scienza e la tecnologia.
Dalle voci dei ragazzi e delle ragazze non escono però solo parole di apprezzamento per la scienza. I giovani intervistati non lesinano critiche a una certa visione dello sviluppo tecnoscientifico, alle sue implicazioni e alle ricadute della ricerca scientifica. Si tratta di considerazioni su cui vale la pena riflettere.
Il 72,8% dei giovani campani ritiene, per esempio, che «la scienza e la tecnologia fanno cambiare troppo in fretta il nostro modo di vivere» e il 62,7% è la quota di giovani che condivide la medesima posizione a livello nazionale. Dati interessanti, soprattutto se confrontati con la percentuale di cittadini italiani che ritengono la scienza e la tecnologia colpevole di cambiare i nostri stili di vita: l’ultima rilevazione (2017) vede il 70,2% dei cittadini italiani «molto» o «abbastanza» d’accordo con questa affermazione.
Un giovane campano su due, inoltre, ritiene che dipendiamo troppo dalla scienza e non abbastanza dalla fede. La stessa posizione è condivisa, a livello nazionale, da una percentuale minore di giovani che rimane comunque su un non trascurabile 40%. I giovani campani, seppur di poco, si attestano su posizioni più critiche non solo rispetto ai loro coetanei delle altre regioni d’Italia ma rivelano attitudini più tradizionaliste anche rispetto ai cittadini più anziani.
In conclusione, gli orientamenti nei confronti della scienza e della ricerca, rilevati dall’indagine effettuata dal team dell’Osservatorio Giovani salernitano, riflettono un doppio orientamento: da un lato, vi è una conformità a modelli e a regole sociali tradizionali; dall’altro, tale posizione non scalfisce il primato della fiducia nel progresso scientifico.
In una società plurale e complessa, i giovani sono lo specchio di posizioni differenziate da approfondire con chiavi interpretative combinate per comprendere al meglio le possibili evoluzioni dei rapporti tra scienza, tecnologia e società.

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