SharingMi, la community dei cittadini eco-sostenibili

Usare la borraccia, andare al lavoro in bicicletta, evitare la plastica monouso, fare acquisti a km 0. Nella vita di tutti i giorni, la sostenibilità è fatta di tanti piccoli gesti che, però, spesso faticano ad entrare nelle nostre corde. Qualcuno allora si è chiesto: e se ad aiutarci fosse una piattaforma social? Con oltre trenta milioni di italiani attivi sui social network, questa strategia potrebbe cogliere nel segno.
Simona Re, 12 Settembre 2019
Micron
Micron
Giornalista scientifica

Usare la borraccia, andare al lavoro in bicicletta, evitare la plastica monouso, fare acquisti a km 0. Nella vita di tutti i giorni, la sostenibilità è fatta di tanti piccoli gesti, ognuno dei quali rappresenta una risposta efficace della società a importanti problemi ambientali. Dall’inquinamento all’emergenza climatica. L’abitudine alle azioni sostenibili, tuttavia, stenta a entrare nelle corde di molti di noi. Qualcuno allora si è chiesto: e se ad aiutarci, in questo, fosse una piattaforma social? Con oltre trenta milioni di italiani attivi sui social network, questa strategia potrebbe cogliere nel segno.
È ciò che si sta sperimentando, a Milano, con l’iniziativa SharingMi, una community di cittadini uniti da due importanti obiettivi: promuovere le abitudini sostenibili e migliorare la propria città. Tra i promotori troviamo il Consorzio Poliedra del Politecnico di Milano e la Benefit Corporation greenApes, supportati dal Comune di Milano.

SHARINGMI E LE ‘SCIMMIETTE VERDI’
L’iniziativa SharingMi nasce nell’ambito di Sharing Cities, progetto europeo del programma Horizon 2020, che prevede la realizzazione di interventi innovativi di riqualificazione nelle città di Milano, Londra e Lisbona. Così si studiano, in Europa, le smart city del futuro. Il progetto su Milano, di cui il Comune è capofila, vede il coinvolgimento di diciassette partner tra istituzioni, utility e agenzie (AMAT, A2A), centri di ricerca (Politecnico di Milano, Poliedra, Cefriel, RSE), aziende (Siemens, ATM, NHP, Teicos, Kiusys) e associazionismo (Legambiente).
Gli interventi vanno dallo sviluppo del bike sharing e della mobilità elettrica all’installazione di lampioni smart nelle strade, dallo smart parking al monitoraggio del consumo energetico degli edifici, alla riqualificazione di quartieri. Ma non solo. Come spiega Roberto Nocerino, project manager e referente del progetto per il Comune di Milano, Unità Smart City, «Sharing Cities è la sperimentazione di soluzioni intelligenti e integrate per una città sostenibile. Abbiamo gli interventi sulle infrastrutture, lo sviluppo di una grande piattaforma di dati e, non da ultimo, il coinvolgimento dei milanesi. Perché è solo con la partecipazione attiva dei cittadini che potremo garantire la corretta implementazione e sviluppo di queste misure e aspirare a creare una città smart».
All’interno di Sharing Cities, con la guida del Consorzio Poliedra del Politecnico, muove così i suoi primi passi SharingMi, la comunità dei cittadini milanesi eco-sostenibili. Lanciata pubblicamente lo scorso febbraio, SharingMi conta oggi oltre 1.200 iscritti e più di 4.000 storie condivise dagli utenti.
Come funziona? I cittadini che entrano a far parte della community comunicano tra loro tramite greenApes, piattaforma digitale sviluppata dall’omonima azienda fiorentina, sulla quale gli utenti, o ‘scimmiette verdi’, condividono le azioni sostenibili che contribuiscono al miglioramento della loro città, chiamata ‘giungla’. Dai chilometri percorsi a piedi in città, alla scoperta di prodotti, servizi ed eventi eco-sostenibili sul territorio, alle più ingegnose idee di riciclo casalingo.
Giuliana Gemini, esperta di ambiente e di processi partecipativi presso Poliedra, afferma: “L’iniziativa SharingMi nasce per fornire ai cittadini uno strumento ludico in grado di incentivare il cambiamento dei loro comportamenti in senso sostenibile. Le dinamiche psicologiche di gioco funzionano sia attraverso le interazioni con la comunità, sia rispetto al miglioramento delle performance personali del singolo utente. Il principio è quello della gamification, e include livelli, punti e premi per i giocatori più eco-sostenibili”.

LA COMMUNITY CHE PREMIA LE AZIONI SOSTENIBILI
Il meccanismo ludico si arricchisce quindi del sistema della premialità. Pubblicando i contenuti sul social SharingMi, gli utenti-scimmietta accumulano clap e BankoNuts. Se il significato dei claprisulta sovrapponibile a quello dei più famosi like di Facebook e simili, i BankoNuts introducono invece un’interessante novità. Vale a dire, all’aumentare dei clap e dei commenti ottenuti per le proprie azioni sostenibili, questi generano un accumulo di ‘punti-nocciolina’, che danno accesso a una selezione di premi offerti da aziende e realtà locali eco-friendly.
Grazie all’integrazione con altre app, i punti sono guadagnati automaticamente anche attraverso azioni sostenibili certificate, che riguardano oggi gli spostamenti a piedi e in bicicletta, e che includeranno prossimamente l’utilizzo dei servizi di sharingdisponibili in città.
Con i BankoNuts, le azioni virtuose si trasformano quindi in premi tangibili: lezioni di yoga, escursioni, pernottamenti in agriturismo, una fetta di torta bio in pasticceria o una birra artigianale al pub, un buono spesa per un produttore a km 0 o uno sconto per vestire capi in materiali naturali ed ecologici.
Il sistema delle premialità ha poi un duplice effetto. Oltre a incentivare i comportamenti sostenibili degli utenti, agisce da catalizzatore per la creazione di una rete locale di eco-partner, scelti sulla base dei criteri di sostenibilità. «La selezione delle aziende partner si basa prima di tutto sulla coerenza con i valori del progetto» afferma Gregory Eve, CEO di greenApes. «Le aziende che erogano i premi devono essere in grado di offrire prodotti e servizi sostenibili, legati all’economia locale, al km0 e alla produzione di un beneficio ambientale, anche certificato da terze parti». Grazie al principio sinergico della piattaforma, le segnalazioni e gli apprezzamenti espressi dagli utenti possono essi stessi innescare l’ingaggio di nuovi partner. Con benefici sia per i cittadini sia per l’economia locale.

L’IMPORTANZA DELLE COMUNITÀ LOCALI
Il primo obiettivo di SharingMi è quello di promuovere e diffondere stili di vita eco-sostenibili, favorendo la comunicazione tra i membri della comunità locale e la loro partecipazione alla vita pubblica. In questo senso, le iniziative della ‘giungla milanese’ possono giocare un ruolo fondamentale come cassa di risonanza per le iniziative locali. Pensiamo a Milano Plastic Free, campagna per la riduzione della plastica usa e getta negli esercizi commerciali, e alla lotta allo spreco alimentare promossa dalla Food Policy. Pensiamo, anche e soprattutto, alla continuità delle iniziative della community. Dalla prossima collaborazione con Legambiente all’evento Puliamo il mondo, dal 20 al 22 settembre, alla partecipazione, dal 14 al 22 settembre, al festival Milano Bike City, patrocinato dal Comune di Milano.
Rispetto alle tradizionali piattaforme social, le comunità come SharingMi hanno quindi un’importante connotazione geografica o, in generale, riferita a sotto-comunità di utenti. «Quanto più la comunità di riferimento è percepita come tale, tanto più aumenta l’efficienza del gioco. La strategia, quindi, è quella di sviluppare comunità locali, come quella milanese, che consentono sia di avvicinare gli utenti tra loro, sia di generare risultati tangibili di miglioramento della città, prodotti dagli sforzi comuni della community» afferma la Gemini. Non a caso, spiega Eve, «la piattaforma greenApes nasce come strumento per gli enti e le organizzazioni che desiderano promuovere comportamenti sostenibili presso la propria audience di riferimento, tramite un’esperienza anche personalizzata. Così come avviene con SharingMi per la città di Milano, greenApes si rivolge a municipalità, Ong, scuole, università, enti di ricerca, o anche ad aziende interessate a promuovere comportamenti di responsabilità sociale e di impresa con strumenti e strategie di team building».

IL CONTRIBUTO DI CITTADINI E IMPRESE ALLA SMART CITY DEL FUTURO
La promozione della sostenibilità, dell’attivismo civico e il supporto all’economia locale sono solo alcuni degli importanti obiettivi di Sharing Cities. A questi, si aggiunge il contributo alla creazione e popolamento della piattaforma dati chiamata Urban Sharing Platform (USP). La USP, a oggi in corso di realizzazione da parte dei Sistemi Informativi del Comune di Milano, sarà il frutto di una complessa sinergia tra cittadini, Comune e fornitori di servizi pubblici e privati.
I dati proverranno da una varietà di fonti: dal monitoraggio dei bike sharing e car sharing ai sensori per l’efficientamento energetico degli edifici, fino alla raccolta dei dati relativi alle attività sostenibili degli utenti. «L’innovazione introdotta dalla USP e l’utilizzo dei dati per la pianificazione della smart city rientrano nel solco delle strategie e politiche di sviluppo previste dal Comune di Milano» dichiara Nocerino. «L’obiettivo della Pubblica Amministrazione, che si è occupata della creazione e gestisce la piattaforma, è quello di accrescere e migliorare la conoscenza della città e delle esigenze dei cittadini, così da garantire l’ottimizzazione delle future pianificazioni». Per quanto riguarda il trattamento dei dati, una delle sfide riguarda la tutela sia dei dati personali dei cittadini sia di quelli provenienti dai fornitori di prodotti e servizi sul territorio. A questo proposito, prosegue Nocerino, «quello della raccolta e utilizzo dei dati è un tema molto complesso, sul quale il Comune di Milano sta lavorando con grande impegno. Partendo proprio dal concetto della USP, i Sistemi Informativi stanno sviluppando una piattaforma di interoperabilità che vedrà connessi Comune, operatori e cittadini, e che interesserà tutto il territorio comunale. Grazie anche alla partecipazione a due grandi progetti europei, Sharing Cities e Synchronicity, il Comune si sta muovendo ora su due fronti, che sono rispettivamente la progressiva integrazione dei dati, e la definizione delle modalità di utilizzo e restituzione».

APP E SOCIAL COMMUNITY SFIDANO LE ABITUDINI DEGLI ITALIANI
Cos’è la sostenibilità per gli italiani? A oggi, parrebbe, una sorta di sconosciuta. Bastano alcuni esempi. Nonostante la disponibilità di acqua potabile dal rubinetto di casa, gli italiani sono tra i primi in Europa e nel mondo per il consumo di acqua in bottiglia. Con cui contribuiamo a produrre centinaia di migliaia di tonnellate di plastica ogni anno. Un esempio per la salute? Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, nel solo Nord Italia si concentra il 95% degli europei a rischio smog. Allo stesso tempo, la percentuale della popolazione che sceglie di spostarsi a pedali sembra attestarsi a un misero 3,6%. La cifra suona ancora più paradossale, considerando che l’Italia è tra i primi esportatori di biciclette in Europa.
Del resto, le nostre abitudini non cambiano lo stato dei fatti: l’emergenza climatica, l’inquinamento e l’attuale crisi ecologica fanno della sostenibilità una delle priorità di sviluppo del prossimo decennio. Il che significa che il nostro stile di vita dovrà modificarsi molto presto. L’esempio di SharingMi potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei cittadini nella transizione verso la sostenibilità. SharingMi, e non solo.
Tra le social community italiane dedicate alla sostenibilità troviamo gruppi attivi su Facebook per Zero Waste Italy, Cittadini Sostenibili e Rete Zero Waste. A Livorno, la mobilità sostenibile dei cittadini è premiata con il progetto SaveMyBike, a Bologna con BellaMossa, a Mantova con wecity. Per monitorare la qualità dell’aria sono state sviluppate app come Che aria è? e Airselfie, quest’ultima realizzata da Arpa Umbria e Ordine dei Medici di Terni. La stessa greenApes, attiva dal 2015 in diverse città italiane, consente l’iscrizione gratuita a qualsiasi utente, indipendentemente dal territorio di appartenenza.
Chi ci dice che questi strumenti funzionano? Ce lo dice, ad esempio, l’esperienza di Cape Town, dove l’impiego strategico di social media e gamification ha consentito lo scorso anno di coinvolgere i cittadini in un’azione collettiva tanto efficace da sventare una grave crisi idrica.
Dunque, bando alla pigrizia e alla disinformazione. Diventare cittadini sostenibili, oggi, è urgente e importante. Cosa c’è di nuovo? Che diventare cittadini sostenibili può essere anche facile, e divertente. Alla fine, bastano uno smartphone e un po’ di spirito di sopravvivenza.

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