Clima, la speranza di una nuova superpotenza

Nello scenario di ‘coscienza enorme’ e di incapacità ad agire di conseguenza che stiamo vivendo, il movimento di Greta Thunberg e dei tanti giovani che si stanno mobilitando in tutto il mondo rappresenta un’inaspettata e forte speranza.
Pietro Greco, 13 Marzo 2019
Micron
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Giornalista e scrittore

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Il futuro, quello prossimo, è delle specie di mammiferi (come i roditori) e di uccelli di piccola taglia (come gli usignoli), di vita breve, estremamente fertili, mangiatori di insetti, capaci di vivere negli habitat i più diversi. Quanto alle specie meno adattabili, di grossa taglia, con una lunga vita, che vivono solo in habitat molto specifici, ebbene il loro destino da qui a un secolo è segnato. L’aquila fulva e il rinoceronte nero sono avvisati.

Questa è, almeno, la previsione che tre ricercatori della University of Southampton – Robert S. C. Cooke, Felix Eigenbrod e Amanda E. Bates – che hanno proposto dalle colonne di Nature Communications in un articolo intitolato Projected losses of global mammal and bird ecological strategies. Una previsione della perdita delle strategie ecologiche da parte, appunto, di mammiferi e uccelli.
Siamo nel pieno di una rapida erosione della biodiversità. Le specie e le loro strategie ecologiche stanno scomparendo. Ma non tutti sono perdenti. Ci sono anche i vincenti. È possibile stabilire chi è tra i primi e chi tra i secondi?

Fare previsioni è sempre difficile, soprattutto quando riguardano il futuro, diceva tra il serio e il faceto il fisico Niels Bohr. Ma Cooke e i suoi colleghi hanno pensato di aver trovato un modo per fare delle previsioni fondate in materia di estinzione delle specie. Hanno individuato 15.484 mammiferi e uccelli che vivono sulla terraferma. Hanno studiato le loro strategie ecologiche, proiettandole su due assi cartesiani. Su uno hanno messo indicatori della storia di vita (breve/lunga) e della massa corporea (piccola/grande) di ciascuno, sull’altro asse hanno posto un indicatore dell’ampiezza dei loro habitat, dall’intervallo intergenerazionale e della dieta (erbivori/invertivori). Gli invertivori sono animali la cui dieta è a base di insetti o comunque da invertebrati.

Inoltre, i tre ricercatori hanno tenuto conto della Red List delle Specie a Rischio di Estinzione elaborata dall’International Union for Conservation of Nature (IUCN). Sulla base di un’analisi complessa di tutte queste variabili e dei cambiamenti ambientali che ci si aspetta (relativi soprattutto al clima), i tre ricercatori prevedono che i mammiferi perderanno in media il 25% del loro peso nei prossimi cento anni. La profondità di questo cambiamento in appena cento anni può essere valutata tenendo conto che negli ultimi 130.000 anni (ovvero dall’ultimo periodo interglaciale a oggi) i mammiferi hanno perso, in media, peso corporeo, ma per non di più del 14%.
I tre ricercatori hanno anche pronunciato delle dichiarazioni a commento della loro ricerca. Rob Cooke ha ricordato a tutti che la maggiore minaccia per queste specie di mammiferi e uccelli siamo noi umani, che distruggiamo gli habitat, insistiamo nella caccia incontrollata, promuoviamo l’agricoltura intensiva e una forte urbanizzazione e stiamo accelerando i cambiamenti del clima.

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