Cosa ci dicono gli incendi in Siberia

Le notizie di questi giorni sull’enorme incendio in Siberia, che ha distrutto milioni di ettari di foresta, hanno almeno una triplice valenza.
Pietro Greco, 05 Agosto 2019
Micron
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Giornalista e scrittore

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Le notizie dell’enorme incendio in Siberia, che ha distrutto milioni di ettari di foresta hanno almeno una triplice valenza. La prima è che ad aver subito uno shock è un intero ecosistema, con perdite di alberi, ma anche di animali ed esseri appartenenti ai vari regni della natura. L’incendio ha causato una perdita di biodiversità.
La seconda è che gli incendi oltre il circolo polare artico sono un indizio che i cambiamenti del clima stanno procedendo a un ritmoforse più veloce del previsto. Un altro indizio è stato il rapido scioglimento di una gran quantità di ghiaccio in Groenlandia. E, ancora, i record raggiunti dalle temperature nei giorni scorsi in Francia e in gran parte dell’Europa centro-settentrionale.
La terza valenza, tra le principali, riguarda le cause del cambiamento del clima. Si è detto, giustamente, che gli incendi siberiani hanno liberato in pochi giorni una quantità di anidride carbonica pari a quella emessa dal Belgio in un intero anno. Il paragone regge, ma solo fino a un certo punto. A grana grossa, possiamo dire che le emissioni annue del Belgio hanno un carattere diverso da quelle siberiane. Le prime sono irreversibili, in tempi brevi e medi. Le emissioni dei paesi avanzati, infatti, sono dovute soprattutto all’uso dei combustibili fossili. Il che significa che viene liberato il carbonio congelato da milioni di anni nel carbone, nel petrolio e nel gas naturale e, poiché non c’è un “pozzo” in natura che lo assorba completamente, questo “carbonio congelato” si accumula in quota parte in atmosfera (oltre che negli oceani).
Il carbonio liberato dall’incendio degli alberi in Siberia o altrove comporta una modificazione reversibile della chimica dell’atmosfera. Infatti può essere completamente riassorbito nel giro di qualche anno o decennio: basta che siano riforestati i boschi distrutti. La riforestazione avviene in maniera più lenta se lasciata alla spontaneità della natura o in maniera più veloce se eseguita ad arte e in maniera ecologicamente sostenibile dall’uomo.
Dunque l’incremento di anidride carbonica dovuto agli incendi oltre il circolo polare artico è reversibile. Fa danni a breve, ma nel medio periodo può essere facilmente riassorbito.

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