Cambiamenti climatici e ondate migratorie: quale futuro ci aspetta?

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Oggi si contano molte aree del mondo in cui il cambiamento climatico ha innescato, catalizzato o accelerato una serie di conflitti che potrebbero essere alla base di quelle derive estremistiche che giungono fino a noi. Tutti questi mutamenti, se proiettati in un futuro prossimo, potrebbero disegnare scenari che difficilmente possiamo immaginare di saper gestire.
Salvatore Marazzita, 08 Gennaio 2018
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Filosofia della Scienza

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Il mercato globale ha dei vantaggi che sfruttiamo quotidianamente, presenta dei benefici ai quali siamo completamente abituati: e-commerce, comunicazione veloce, circolazione delle informazioni e delle conoscenze. Ci sono poi i servizi che dipendono direttamente dalla natura, ai quali siamo legati per ragioni di pura sopravvivenza.
Questo tipo di servizi si produce maggiormente nelle economie locali, ma ha effetti rilevanti a lungo raggio. Se si cominciano a incrinare le economie, soprattutto nei Paesi fragili, si corre il rischio di compromette un intero sistema, fatto di relazioni tra i molti nazioni che formano la nostra globale economia. Ragionare globalmente consente allora di intessere legami tra cause ed effetti che possono apparire lontani nel tempo e nello spazio. Ogni accadimento globalmente inteso offre le facce a possibili sguardi analitici, quello dei fenomeni migratori di massa e dei conflitti odierni, non fa certamente eccezione. Il tentativo di tracciare questi collegamenti è arduo ed ha richiesto lo sforzo intellettuale di un analista diplomatico, Grammenos Mastrojeni, e di un fisico del clima, Antonello Pasini. In Effetto serra, effetto guerra, gli autori si collocano da un punto di vista inedito, quello del clima.
Il libro si apre con “un po’ di teoria” sul clima. L’intento è quello di delineare scientificamente ciò che sappiamo in modo certo sui cambiamenti climatici. Le evidenze, in barba agli ultimi dei negazionisti, sono innegabili. L’innalzamento della temperatura di pochi gradi sembrerebbe non dover comportare grandi sconvolgimenti, eppure è così. Osservare il solo dato della temperatura che aumenta sarebbe fuorviante, in realtà questo è indice di uno sconvolgimento dell’intero sistema climatico, cioè del fatto che esso non è più in equilibrio, ma in disordine, in grado quindi di cambiare repentinamente da un estremo all’altro.
L’analisi procede nel mostrare come le aree in cui si sviluppano grandi spostamenti di persone abbiano degli elementi in comune: il cambiamento del clima, l’avanzare della desertificazione e il conseguente indebolimento delle società fragili e delle loro economie. Queste le possibili cause che sortirebbero come effetto la necessità di uno spostamento della popolazione verso altri territori, meno estremi dal punto di vista climatico, economico e sociale. Non troppo indirettamente è legato al clima lo scaturire di disordini e disagi che portano con sé l’ombra dei fanatismi terroristici. Oggi si contano molte aree del mondo in cui il cambiamento climatico ha innescato, catalizzato o accelerato una serie di conflitti che potrebbero essere alla base di quelle derive estremistiche che giungono fino a noi. In questo scenario, che sembrerebbe concentrarsi proprio nel nostro mar Mediterraneo, l’Italia, ponte di collegamento con l’Europa, si trova a dover fronteggiare ondate migratorie di difficile gestione. Tutti questi mutamenti, se proiettati in un futuro prossimo, potrebbero disegnare scenari che difficilmente possiamo immaginare di saper gestire.
Gli autori dedicano una parte del libro a questo tipo di proiezioni, senza ovviamente fornire la certezza di cosa accadrà, sarebbe impossibile, ma stabilendo la direzione verso cui ci si sta muovendo velocemente. È necessario allora mantenere un equilibrio climatico, che si traduca inevitabilmente in un equilibrio socio-politico. Fornire una soluzione univoca ad un problema di tale complessità, che concerne un gran numero di cause, non sarebbe pensabile. Si può invece, nelle parole degli autori, tentare diversi fronti di azione: mitigare le emissioni nazionali, “decarbonizzare” l’economia, preparare il territorio agli impatti dei cambiamenti climatici, pensare al peso che le scelte ambientali hanno anche fuori dal territorio. Queste indicazioni andrebbero in direzione di una politica che consideri in maniera razionale il problema del cambiamento climatico, che scopriamo configurarsi come principio di disagio e disordine dell’intero pianeta.

Titolo

Effetto serra. Effetto guerra

Autore

Grammenos Mastrojeni, Antonello Pasini

Anno pubblicazione

2017

Editore

Chiarelettere Editore

Info

pp. 168; euro 15,00

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