Cambiare prospettiva per salvare il mondo

Micron
Fritjof Capra e Ugo Mattei sono artefici di un confronto illuminante dal quale emerge la necessità che siano ritrovati un punto di incontro e una sinergia produttiva tra scienza e diritto, perché si possano verificare quei mutamenti di paradigma necessari al superamento della crisi globale attuale e alla formazione di un nuovo modo di vivere il mondo.
Salvatore Marazzita, 02 Novembre 2018
Titolo

Ecologia del diritto

Autore

Fritjof Capra, Ugo Mattei

Anno pubblicazione

2017

Editore

Aboca

Info Lettura

pp. 256; euro 18,00

Micron
Filosofia della Scienza

Tag

Il superamento di una visione meccanicistica del mondo a vantaggio di un cambiamento di prospettiva radicale, derivato dalle conquiste della scienza e dall’evoluzione dei sistemi di pensiero, dovrebbe ormai risultare acquisito. Il risultato è riuscire a vedere il mondo come sistema complesso, che vive nella complessità e che non si lascia ridurre a modelli meccanici che ne possano esaurire il significato, anche quello scientifico. La scienza ha ottenuto la produzione e la specializzazione di un approccio olistico, che tende ad enfatizzare i sistemi complessi. Molti libri sono stati scritti per spiegare e motivare questo passaggio storico-culturale, ma si è dedicata poca attenzione ad una branca del sapere che, al pari della scienza, ha influenzato e continua a influenzare il mondo e i suoi abitanti: la dimensione giuridica, il diritto.
Contravvenendo quindi alla legge formulata dal filosofo scozzese David Hume, secondo cui si deve sempre distinguere l’essere dal dover essere, il che sancirebbe un gap tra la descrizione della natura (essere) e la morale come base del diritto (dover essere), il libro Ecologia del Diritto cerca invece di cambiare prospettiva e ricercare un punto di incontro tra scienza e diritto, tra essere e dover essere.
Fritjof Capra, fisico e saggista di fama internazionale, e Ugo Mattei, professore di Diritto Internazionale all’Università della California e di Diritto Civile all’Università di Torino, sono i due artefici di questo confronto illuminante. Il libro prende spunto dalla conversazione dei due autori intorno al concetto di “legge”, in scienza e in giurisprudenza.
Le prime conversazioni, spiegano, avvennero in un campo da tennis per poi proseguire ed evolvere in due seminari che i professori avrebbero tenuto durante i loro corsi semestrali. L’ultima forma di questi scambi culturali è l’opera in questione, in cui si cerca di risalire alle cause dell’odierna crisi ecologica, sociale ed economica, figlia di un orientamento materialistico e una mentalità estrattiva dell’era industriale che non possono che richiamare i loro diretti responsabili: scienza e diritto.
Gli autori avvertono dunque la necessità di un cambiamento di prospettiva che sappia ritrovare una sinergia produttiva tra queste due visioni del mondo, in modo che si possano verificare quei mutamenti di paradigma necessari al superamento della crisi e alla formazione di un nuovo modo di vivere il mondo.
Questo il terreno in cui si snodano i ragionamenti di Capra e Mattei, un terreno per natura difficile e scivoloso, sul quale entrano in gioco una quantità di variabili difficile da gestire. Con il rigore metodologico proprio degli studi accademici, gli autori affrontano tre temi connessi allo stesso nodo: la relazione tra scienza e filosofia del diritto, e tra “leggi della natura” e leggi dell’uomo; l’apporto della scienza e della teoria giuridica alla moderna interpretazione del mondo, con le conseguenti responsabilità; infine, il recente cambiamento di paradigma scientifico al quale deve corrispondere una trasformazione del diritto, con l’obbiettivo di dare vita ad un ordine giuridico-ecologico.
Lungo questo percorso concettuale, che dovrà portare alla presentazione del nuovo paradigma eco-giuridico, il lettore avrà anche modo di esplorare l’evoluzione del pensiero scientifico occidentale, che ha come risultato, secondo gli autori, il dominio dell’uomo sulla natura. Un altro passaggio cruciale è fornito dall’evoluzione che ha avuto, lungo lo stesso arco temporale, il pensiero giuridico occidentale, culminando anch’esso in un paradigma meccanicistico, in cui la realtà sociale è vista semplicemente come un aggregato di individui.
L’obiettivo del libro è riportare la riflessione sulla complessità dei sistemi dei quali scienza e diritto si occupano, dimostrando che la semplificazione e la meccanizzazione non sempre donano i loro frutti, ma che è necessario un approccio diversificato.

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