Da Fermi alla Cina. Il nuovo libro di Lucia Votano

Micron
Essere donna e scienziato è difficile, ma essere donna e dirigere un laboratorio di ricerca a 1.400 metri sotto terra è una vera prova di forza. Lucia Votano è una fisica che è stata la prima donna a dirigere il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso. Attualmente è uno dei ricercatori che partecipa all’esperimento sui neutrini chiamato JUNO, un gigantesco impianto sotterraneo che si trova nella Cina Meridionale. Lucia Votano ha voluto raccontare la sua esperienza e il ruolo fondamentale della ricerca scientifica nel suo nuovo libro. Una sorta di diario con un messaggio diretto ai giovani ricercatori.
Cristiana Pulcinelli, 27 Gennaio 2018
Titolo

La via della seta

Autore

Lucia Votano

Anno pubblicazione

2017

Editore

Di Renzo Editore

Info

pp. 136; euro 12,50

Micron
Giornalista Scientifica

Una ragazza nata alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso a Villa San Giovanni, cittadina nel profondo sud dell’Italia, finito il liceo classico, decide di iscriversi alla facoltà di Fisica a Roma. Superate le resistenze della madre, preoccupata che la figlia si trovi a diciassette anni sola nella grande città, la ragazza fa il suo ingresso nell’edificio Guglielmo Marconi nell’autunno del 1965.
Potremmo dire che comincia qui la storia che Lucia Votano racconta in “La via della seta” (Di Renzo Editore, pp. 127, euro 12,50). La ragazza è lei, naturalmente, ma la storia non è solo la sua. È la storia invece di un intero Paese, l’Italia dal dopoguerra ai giorni nostri e del suo rapporto contraddittorio con la scienza. Ma è anche la storia del cammino di una disciplina complessa e affascinante come la fisica in quegli stessi anni. Un cammino che approda, come vedremo, in oriente.
Lucia Votano è stata la prima donna chiamata a dirigere i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, i più grandi laboratori sotterranei di fisica astroparticellare del mondo. Era il 2009 e la nomina, racconta lei stessa, fece un certo scalpore, a riprova del fatto che in Italia ancora non era (non è) considerata una cosa “normale” che una donna ricopra una posizione ai vertici, anche in ambito scientifico. Prima di questo incarico, Votano aveva lavorato presso i laboratori di Frascati e poi al CERN di Ginevra sempre come dipendente dell’INFN, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Attraverso la storia del suo lavoro rileggiamo quella della fisica subnucleare. È proprio all’inizio degli anni Settanta del Novecento, infatti, ovvero quando Lucia si affaccia al mondo della ricerca scientifica, che le tante particelle scoperte vengono ricondotte dentro un unico schema, oggi conosciuto come “Modello Standard delle particelle elementari e delle interazioni fondamentali”. Il libro spiega in modo efficace e chiaro in che cosa consiste il Modello Standard, quali sono le particelle e le forze fondamentali che prevede, quali sono le loro caratteristiche e quali questioni rimangono ancora senza risposta. Il tutto inframezzato da racconti sui luoghi dove le più importanti ricerche su questi temi si svolgono. A cominciare dal CERN, nato all’inizio degli anni Cinquanta dall’impegno di alcuni visionari come Edoardo Amaldi, convinti che solo attraverso una collaborazione tra gli Stati europei sarebbe stato possibile affrontare una grande impresa come quella di competere alla pari con gli Stati Uniti nel campo della ricerca fisica, per finire ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNSG) concepiti sul finire degli anni Settanta grazie all’intuizione dell’allora presidente dell’INFN Antonino Zichichi e che proprio quest’anno festeggiano trent’anni di attività. Zichichi pensò infatti di sfruttare l’occasione della costruzione del tunnel a doppia carreggiata sull’autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo per abbattere i costi della realizzazione di un grande laboratorio sotterraneo. Negli anni subito precedenti aveva cominciato a svilupparsi un nuovo campo di studi: la fisica astroparticellare, punto di congiunzione tra la fisica delle particelle elementari, la cosmologia e l’astrofisica. I laboratori sotterranei erano diventati l’ambiente ideale per queste ricerche perché la roccia terrestre assorbe più efficacemente dell’aria gli sciami di particelle che arrivano sulla Terra da tutte le direzioni. Si era capito quindi che sottoterra si potevano captare più facilmente i flebili segnali provenienti dal cosmo e gli eventi rari, come le deboli interazioni di particelle che potrebbero costituire la materia oscura dell’universo o di neutrini.

MISTERIOSO E STRAORDINARIO NEUTRINO
Proprio di neutrini Lucia Votano si è occupata per molti anni. “Il fantasma dell’universo”, come lo ha chiamato lei stessa in un precedente libro, è una delle particelle più presenti nell’universo, e tuttavia è una delle più inafferrabili. Sui neutrini si sa ancora molto poco e per rispondere alle domande sulla loro natura e su quale sia il loro ruolo nell’evoluzione dell’universo, i fisici stanno preparando nuovi esperimenti, sempre più grandi, complessi e tecnologicamente avanzati perché i neutrini sono difficilissimi da rilevare e misurare. Ed ecco svelato il titolo del nuovo libro di Votano: “la via della seta” è quella che lei stessa ha percorso inseguendo i neutrini e che l’ha portata dall’Europa fino in Cina. È lì infatti che è in costruzione l’esperimento di prossima generazione per lo studio di queste particelle alla cui realizzazione sta partecipando anche Votano. Si chiama JUNO, sarà operativo entro il 2021 ed è situato in un nuovo laboratorio sotterraneo che si sta scavando nel sud della Cina, nella provincia del Guandong. JUNO si propone di stabilire quale sia l’ordine delle masse dei tre tipi di neutrini conosciuti (elettronico, muonico e tauonico), di misurare con precisione i parametri caratteristici del fenomeno delle oscillazioni (ovvero il fenomeno per cui i tre neutrini si trasformano l’uno nell’altro) e sarà anche un eccellente rivelatore per i neutrini solari, per quelli che vengono dal profondo della Terra e per quelli emessi quando si spegne una stella di grandi dimensioni. In realtà JUNO non è un esperimento esclusivamente cinese: come sempre accade in queste ricerche, si tratta di una collaborazione a cui partecipano diversi Paesi, tra cui anche l’Italia. Ma la Cina copre il 92% del finanziamento del progetto e cinesi sono circa il 70% degli scienziati coinvolti. Un enorme investimento, dunque, in linea con il fatto che oggi è preponderante il peso delle nazioni asiatiche (Cina, ma anche Giappone e Corea del Sud) in questo campo di ricerca. Il cambiamento in meno di trent’anni – è la constatazione di Votano – è strabiliante: la Cina è passata da una posizione sostanzialmente marginale nel campo della fisica delle particelle elementari a una posizione di eccellenza. Nello stesso arco di tempo il Paese ha fatto massicci investimenti in ricerca e formazione. La correlazione tra i due fatti – a chi vuole vederla – sembrerebbe evidente.
Il libro di Lucia Votano si chiude con un capitolo dolceamaro. Da un lato le considerazioni sugli scarsi investimenti in ricerca di base, ma anche in cultura in senso più generale, dell’Italia. Dall’altro la speranza che i giovani – e in particolare le giovani – appassionati di scienza non si facciano scoraggiare perché “il mestiere del ricercatore può essere davvero molto appagante”.

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