Dialoghi per il futuro

Micron
In un mondo invaso da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere. La censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni. 21 lezioni per il XXI secolo si fa largo in queste acque torbide e affronta alcune delle questioni più urgenti dell’agenda globale contemporanea.
Valentina Spasaro, 01 Ottobre 2020
Titolo

21 lezioni per il XXI secolo

Autore

Yuval Noah Harari

Anno di pubblicazione

2019

Editore

Bompiani

Info

528 pp, euro 13,60

Micron
Comunicazione e new media

Tag

L’andamento dell’evoluzione dell’uomo e del mondo in un’era post-covid è un interrogativo complesso e assillante. Il baricentro attentivo della società e dell’economia si è spostato verso assi prioritari differenti, crepuscolari, incerti. Il ridimensionamento delle prospettive, è un movimento oleoso che ha invaso ogni settore del micropensiero e del macrovivere. La capillarizzazione dei ripensamenti sistematici è un trend topic sociale.

Dalla precarietà della solidità dell’apparato informativo alla concezione della necessità di acquisto, dalla valorizzazione della scienza alla riduzione ad icona della ricerca. Una nuova visione è stata proposta da un virus che ha rovesciato i paradigmi intimi e collettivi. Yuval Noah Harari era già sulla buona strada nel 2018 quando insospettabilmente ipotizzava l’urgenza di eviscerare le risposte plausibili per quesiti spigolosi.

Nelle sue 21 lezioni per il XXI secolo, Harari non vuole compiere una narrazione storica – come nel suo bestseller Sapiens. Da animali a dèi – ma riflettere su una serie di quesiti raccolti ed elaborati con lettori, colleghi, amici, conoscenti. Un dialogo socratico che metodologicamente trova nel dialogo lo strumento più adatto all’indagine. Lo scopo dell’autore è sollecitare il lettore verso la formulazione di nuove e stimolanti domande, rinnovati e approfonditi pensieri.

Cosa sta accadendo nel mondo oggi? E qual è il senso profondo di quello che succede? Che cosa possiamo fare a proposito dell’imperversare di notizie false? Perché la democrazia liberale è in crisi? Il nazionalismo può risolvere i problemi causati dalla disuguaglianza e dai cambiamenti climatici? Il ragionamento di Harari ha un raggio di azione globale che altresì porta ad un livello individuale di riflessione: collegare e connettere la dimensione ampia e sconfinata delle grandi rivoluzioni della nostra epoca, con l’interiorità dell’esistenza del singolo.

L’opera è divisa in cinque parti: La sfida tecnologica, La sfida politica, Disperazione e speranza, Verità, Resilienza. Nella quarta parte, quella della verità, è interessante un paragrafo dedicato alla post-verità. «La verità è che la verità non è mai stata prioritaria nel programma di Homo Sapiens. Molti ritengono che se una particolare religione o ideologia rappresenta in modo errato la realtà, i suoi seguaci, presto o tardi lo scopriranno, perché non potranno competere con rivali con una visione più chiara delle cose. Anche questo è solo un altro confortante mito. In pratica, il potere della cooperazione umana dipende da un delicato equilibrio tra verità e finzione. […] Dunque non esiste alcun robusto steccato tra il “sapere che qualcosa è solo una concenzione e credere che qualcosa è dotato di valore intrinseco”. Il discorso di Harari è un flusso riflessivo contemporaneo che mantiene una consapevolezza storica pur proiettando la portata dei propri ragionamenti verso una strada futuribile. È assente in questa opera la pretesa di offrire ed elaborare risposte che possano avere la presunzione di essere esaustive e dominanti. «In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere.»

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