Einstein e Gödel, l’eredità di una preziosa amicizia

Micron
Il racconto di un singolare legame intellettuale che merita di essere conosciuto, in uno speciale e piacevole viaggio nel tempo letterario.
Salvatore Marazzita, 21 Gennaio 2018
Titolo

Un mondo senza tempo

Autore

Palle Yourgrau

Anno pubblicazione

2018

Editore

Il Saggiatore

Info

pp. 256; euro 19,00

Micron
Filosofia della Scienza

Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, nei giardini dell’Institute for Advanced Study di Princeton, due amici passeggiano chiacchierando e mostrando l’un l’altro le proprie idee sul mondo. La pratica peripatetica per eccellenza, per far trascorrere un po’ di tempo, diventa occasione di un confronto intellettuale senza precedenti.
Gli amici in questione sono Albert Einstein, colosso della fisica e Kurt Gödel, geniale matematico, logico e filosofo, padre della verità matematica più importante del secolo: i teoremi sull’incompletezza. Due delle menti più brillanti di tutti i tempi che discutono di Kant, cartoni animati della Disney e delle loro visioni del mondo. Una storia, quella della fruttuosa amicizia tra Einstein e Gödel, che cadde ben presto nella nebbia del disinteresse, nonostante la pregnanza intellettuale che la caratterizzò. Un mondo senza tempo, di Palle Yourgrau, professore di filosofia alla Brandeis University di Boston, racconta di questo singolare legame intellettuale che merita di essere conosciuto, in uno speciale e piacevole viaggio nel tempo letterario.
Tema centrale è uno dei problemi fondamentali della filosofia occidentale, quel problema che ha spinto Parmenide, Platone e poi Aristotele verso soluzioni diverse, legato a doppio filo con il verbo (essere) che originò la filosofia, la fisica, la matematica, la spinta alla conoscenza in generale: il tempo. La giustificazione dell’essere, di qualcosa che è, che esiste, deve essere data a partire da una condizione di immutabilità, quindi di durata. Qualcosa è, se identica a sé stessa, quindi se rimane immutata per un certo lasso di tempo. Quando si comincia a ragionare sull’essere, fondamento del pensiero filosofico, ci si imbatte subito nel problema del tempo, inteso come divenire dell’essere. La filosofia non dimenticherà mai di interrogarsi sul legame che esiste tra l’essere e il tempo.
Questo problema riguarda chiaramente anche la fisica, e anch’essa, al pari della sorella maggiore, non avrebbe mai smesso di interrogarsi sulla natura del tempo.
La complessità del concetto chiama in gioco diversi campi del sapere, ma si impone come oggetto di indagine prettamente metafisica, richiede cioè, oltre a misurazioni ed esperimenti, un certo approccio astratto che svela quindi la natura ambigua di questa entità misteriosa e apparentemente contraddittoria, come avrebbe detto lo stesso Gödel. Il tempo non è un oggetto che è possibile studiare ponendo lo sguardo dello scienziato di fronte ad esso, ma è qualcosa in più, se è qualcosa. Se Einstein era riuscito a maneggiarlo abbastanza agevolmente, legandolo però al concetto di spazio nella sua teoria della relatività, Gödel aveva immaginato di fare qualcosa di più grande: far sparire il tempo.
Gödel, a partire da Einstein, ipotizza scientificamente la possibilità dei viaggi nel tempo, dimostrando per la prima volta che non esiste, in quanto, secondo la sua teoria, sarebbe possibile visitare il passato e il futuro e, se ciò fosse vero, il tempo semplicemente non sarebbe più tale, dal momento che sarebbe fermo. Scenario questo, che ha dato foraggio a letteratura fantascientifica e cinematografica, si pensi a Back to the future o alla recentissima serie televisiva tedesca Dark. Fuori dall’immagine fiabesca che la tematica offre, rimane che la teoria di Gödel è matematicamente valida, e un giorno si concreterà forse in una tecnologia capace di attuarla.
Nel libro si ha anche l’opportunità di percorrere i tratti umani di due scienziati di questo calibro, le loro vicende e la ricostruzione del loro carattere di uomini, prima che di scienziati. Fa da contorno una storia europea difficile, attraversata e squassata dalla Seconda Guerra Mondiale, che spinse entrambi i protagonisti tra le vie della tranquilla Princeton, nel New Jersey, a cesellare un’amicizia che durò dal ’42 fino alla morte di Albert, nel ‘55. Una storia che chiama in causa le loro frequentazioni accademiche, intellettuali e personali come Frege, Wittgeinstein, Hilbert, Carnap, Russell, Cantor, solo per citarne alcuni. Si evince allora la vivacità intellettuale di un’Europa che ha dato le fondamenta a tutta la conoscenza del XX secolo, con un’eco che giunge chiaramente fino a noi, e con un intreccio sempre vivo tra filosofia, matematica, fisica e logica, basi della scienza contemporanea.

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