Fantasia, la madre di tutte le scienze

Micron
Un libro che spiega origini, conseguenze e vie d’uscita di una questione di grande attualità, basandosi sulle evidenze scientifiche più aggiornate. Perché agire oggi per il clima conviene a tutti.
Cristiana Pulcinelli, 18 Febbraio 2016
Titolo

Scienza della fantasia

Autore

Davide Coero Borga

Anno pubblicazione

2015

Editore

Codice edizioni

Info

pp. 253 euro 21,00

Micron
Giornalista Scientifica

“Nulla è più scientifico della fantasia”, ha detto una volta Roberto Benigni. E Davide Coero Borga l’ha preso sul serio. Con il suo nuovo libro (Scienza della fantasia, Codice edizioni, pp. 253, euro 21), il giovane comunicatore della scienza ma anche progettista di giocattoli scientifici, ha messo insieme due termini che sembrava non potessero vivere nello stesso spazio: scienza e fantasia, appunto. Ma Coero Borga ha fatto di più: ha trovato il modo di riportarci indietro nel tempo. Con il libro in mano, siamo di nuovo bambini e pendiamo dalle labbra del narratore che ci racconta di castelli incantati, mele avvelenate, conigli che hanno fretta, draghi verdi sputafuoco, lupi cattivi e giardini segreti. Ma i racconti, molti dei quali sono ben noti al lettore, in “Scienza della fantasia” prendono strade nuove, come se venissero guardati attraverso una lente particolare: la lente della scienza.
Già, perché, sembrerà strano, ma le fiabe e le narrazioni popolari e tradizionali spesso parlano di scienza, o meglio sono intrise di scienza. In alcuni casi addirittura precorrono la scienza. Scrive l’autore nella prefazione: “come in un gigantesco supermercato, la fantasia fa provvista d’invenzioni, scoperte, soluzioni tecnologiche, frontiere della ricerca”. A volte correndo troppo, a volte sbagliando acquisti, a volte senza sapere esattamente cosa sta comprando, ma non importa perché il risultato è sempre fantastico. E così scopriamo che, spesso, fiabe e racconti anticipano di centinaia di anni temi e questioni con cui la scienza si è dovuta confrontare in tempi più recenti.
Qualche esempio? Prendiamo il castello incantato, protagonista di tante storie d’amore e di terrore. Ricordate ad esempio Barbablù? Il ricco signorotto uccide le proprie mogli nascondendole nella stanza segreta del castello. L’ultima giovane sposa del serial killer scopre la stanza-mattatoio, ma le chiavi le cadono sul pavimento insanguinato e non c’è modo di pulirle dal rosso del sangue delle sfortunate che l’hanno preceduta. Una storia che ci rammenta quanto le tracce ematiche oggi siano diventate importanti nelle scienze forensi. E sempre in un castello viveva la vecchia, trasformata in giovane da una maga e divenuta sposa del principe, protagonista di una delle storie de “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile. La sorella della sposa, invidiosa, per tornare giovane si fa scorticare viva e, naturalmente, muore. Tra medicina antietà e chirurgia estetica, i riferimenti sono tutti buoni.

E che dire delle bacchette magiche? Mago Merlino e Harry Potter: eccoci tuffati nel mondo della magia e dell’alchimia. Alla preistoria della scienza. Ma non è detto che i problemi sollevati da fattucchiere, maghi e stregoni non abbiano anticipato alcuni problemi su cui la scienza oggi sta lavorando seriamente: il mantello dell’invisibilità, la scopa volante, i viaggi nel tempo, tanto per dire.
Se parliamo invece di conigli bianchi e di stregatti, ci tuffiamo dritti dritti nei dilemmi della fisica quantistica. “Nel mondo dei quanti la separazione spaziale fra un’entità fisica e una delle sue proprietà è un fatto piuttosto comune. Ecco una polarizzazione che se ne va in giro senza il suo fotone. Ecco uno spin che si separa momentaneamente dal suo neutrone per lasciarsi misurare da uno scienziato”, leggiamo nel libro. E così alcuni fisici hanno creato il gatto del Cheshire quantistico che scompare lentamente per lasciare alla fine solo il suo sorriso. Proprio come lo stregatto di Alice.

Il capitolo “Guerrieri nella Terra di mezzo” ci ricorda invece il legame profondo tra la scienza e la guerra. John Ronald Reuel Tolkien aveva partecipato alla Prima Guerra Mondiale e aveva conosciuto l’affermarsi della tecnologia sui campi di battaglia: la mitragliatrice, i gas tossici, i carri armati, i lanciafiamme, gli aerei. Tutte cose che ispireranno le descrizioni delle battaglie del Signore degli anelli.
Giardini segreti, fagioli magici, labirinti di siepi: il mondo delle fiabe è un mondo verde. Non è strano, ci ricorda Coero Borga: le piante rappresentano oltre il 99% degli esseri viventi del pianeta e gli scienziati ne hanno catalogate meno del 10%. E, per rimanere nel campo del mondo della natura che ci circonda, si parla di animali. Ma si parla anche con gli animali. Ad esempio, chi parla con il lupo cattivo? Cappuccetto rosso, senz’altro. Ma anche san Francesco. E gli etologi che oggi studiano questi animali per salvarli dall’estinzione e che hanno imparato a riconoscere guaiti, abbai, uggiolati, ringhi, ululati?
Basta, non sveleremo altro per non perdere il piacere che si annida nel leggere le storie che sappiamo e quelle che non sappiamo. E nel guardare le bellissime illustrazioni di Ester Chilese che accompagnano le parole.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Correlati

    Micron
    Nell Freudenberger
    Micron
    Emmanuelle Poutdebat
    X