Gli scienziati e la ricerca secondo i giovani

Micron
Un utile strumento per capire come i giovani vivono il complesso rapporto fra conoscenza scientifica e qualità della vita, ma anche per tratteggiare i principali argomenti in cui si articola il rapporto tra scienza, tecnologia e società.
Andrea Rubin, 16 Maggio 2019
Titolo

Narrazioni di mondi possibili. Giovani e immaginario scientifico

Autore

Giuseppe Pellegrini

Anno pubblicazione

2018

Editore

Il Mulino

Info

pp. 131; euro 14,00

Micron
Sociologia, Comunicazione della Scienza

Le scoperte in ambito scientifico e i costanti sviluppi nel settore tecnologico, con la conseguente applicazione nella vita di tutti i giorni, ci pongono di fronte a continue e sempre nuove domande di governance del processo tecnoscientifico. A rispondere a queste domande sono chiamati i cittadini di oggi ma, ancor più interessati, sono soprattutto i giovani. Nonostante le ragazze e i ragazzi, con le proprie scelte, avranno un ruolo determinante nel (ri)definire il quadro dei rapporti tra scienza e società, sono assai sporadiche – soprattutto in Italia – ricerche sistematiche che indagano il rapporto e le opinioni dei giovani rispetto alla scienza e allo sviluppo tecnologico.
Eppure, come hanno osservato le rilevazioni condotte da Observa – Science in Society ormai da oltre un decennio, sono proprio i più giovani quelli che fruiscono maggiormente di contenuti relativi alla scienza e alla tecnologia nei media (in particolare attraverso i social network), visitano più assiduamente mostre e musei scientifici e, in generale, mostrano un approccio più favorevole allo sviluppo tecnoscientifico oltre a risultare più «alfabetizzati» alla scienza.

Le ricerche condotte si concentrano prevalentemente sulla science education ma trascurano (troppo) spesso le opinioni e l’immagine che i giovani hanno della scienza, della tecnologia e degli scienziati. L’aver rivolto l’attenzione su questi aspetti è, forse, il merito maggiore di Giuseppe Pellegrini, sociologo della scienza e presidente del centro di ricerca Observa – Science in Society, che nel suo libro Narrazioni di mondi possibili ha analizzato 1.600 racconti sulla scienza scritti per il concorso “La scienza narrata”, un’iniziativa promossa da Merck, che da oltre dieci anni impegna gli studenti delle scuole superiori italiane. Ne emergono importanti spunti di riflessione. Per prima cosa, dai racconti degli adolescenti la scienza ricopre un ruolo centrale nella società e nella quotidianità contemporanea e i giovani rivolgono molte aspettativenei confronti della ricerca tecnoscientifica. È soprattutto la biomedicina a rappresentare la scienza nell’immaginario giovanile.
Ciò permette agli adolescenti di esprimere i propri dubbi rispetto agli effetti sociali e individuali dello sviluppo tecnologico: nei racconti, le malattie vengono spesso presentate come «effetti collaterali dello sviluppo scientifico». I giovani non evitano di porre la ricerca scientifica dinnanzi a una serie di fondamentali «dilemmi morali», evidenziando che «la fiducia nella scienza e nelle istituzioni non è mai disgiunta dalle questioni morali e dai valori».
Pellegrini mette così in luce che, se da un lato ragazze e ragazzi esaltano i benefici che possono derivare dall’attività scientifica, dall’altro però non mancano di sottolineare alcune preoccupazioni per i possibili effetti negativi della tecnologia o le implicazioni etiche connesse al suo sviluppo. «Incertezza e impotenza sono elementi che caratterizzano la scienza in modo inevitabile» secondo i racconti scritti dai ragazzi e dalle ragazze. A dimostrazione delle capacità analitiche degli adolescenti, si tratta di questioni a lungo dibattute da filosofi ed epistemologi della scienza.

Un altro risultato interessante per quanto riguarda i futuri sviluppi del rapporto tra scienza e società è riservato all’immagine che degli scienziati e dei ricercatori esce dai racconti scritti dai giovani italiani e dal ruolo pubblico che essi attribuiscono a chi fa scienza: gli scienziati non sono più uomini e donne, solitari e strani, chiusi nei loro laboratori polverosi e disordinati, bensì figure con un’importante rilevanza sociale e dalla forte presenza pubblica.
Per quanto riguarda il lavoro dello scienziato, i giovani lo immaginano sia come un’attività dura e particolarmente impegnativa, sia un mestiere sconosciuto e misterioso. Lo scienziato è una figura tutto sommato isolata, che fa un lavoro speciale – sia nel senso di un po’ strano, sia non accessibile a tutti perché complicato. Un’immagine che richiama le figure di scienziati presenti nella letteratura o nei film (si pensi, per esempio, alla figura di Doc in Ritorno al Futuro) che ancora oggi continuano a rappresentare la scienza in modo caricaturale e fantasioso.
Pur partendo dai racconti di ragazze e ragazzi, Pellegrini trae considerazioni utili a una riflessione generale sul ruolo della scienza nella società. L’autore osserva che «le tematiche oggetto di valutazioni negative, proposte nei racconti, segnalano casi in cui la scienza pretende di dare risposte definitive». Si tratta di “preoccupazioni” condivise dall’opinione pubblica italiana, come rivelano le indagini annuali su questi temi, che esprime «scetticismo nei confronti dell’onnipotenza scientifica». La scienza, inoltre, non è mai affrontata acriticamente dai giovani studenti.

Nella loro valutazione dell’impresa scientifica rientrano sempre delle considerazioni morali, così come non vengono trascurati i già sottolineati limiti di incertezza e indesiderabilità che l’attività scientifica e lo sviluppo tecnologico portano con sé. Il rischio, insomma, di incorrere in una «eterogenesi dei fini», per utilizzare l’espressione nietzschiana, magistralmente riassunta da Stanley Kubrik in 2001: Odissea nello spazio.
Studenti e studentesse si muovono, di volta in volta, tra una visione che esalta le potenzialità della scienza e della tecnologia, e una visione critica che pone interrogativi su temi come la sperimentazione animale o il rapporto con la tecnologia. Narrazioni di mondi possibili si pone dunque come un breve e utile strumento per capire come i giovani vivono il complesso rapporto fra conoscenza scientifica e qualità della vita, ma anche per tratteggiare i principali argomenti in cui si articola il rapporto tra scienza, tecnologia e società. Date le scarne ricerche sull’importante rapporto tra giovani e scienza, approfondimenti come quello proposto da Pellegrini sono quanto mai auspicabili oltre che necessari.

[Pubblicato in originale a marzo 2019 sul n.42 di micron]

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