Grandi speranze (e cocenti delusioni)

Micron
Giulio Cossu con “La trama della vita” (Marsilio Editori) ha vinto il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica 2020. Un libro per chi vuole vedere con chiarezza le nuove frontiere della biologia molecolare e la sua potenzialità, ma anche per capire quali sono le nuove importanti scoperte e sfide che si presentano ai ricercatori, offrendo al lettore le armi per affrontare dubbi, paure e disinformazione.
Maria Luisa Vitale, 19 Ottobre 2020
Titolo

La trama della vita

Autore

Giulio Cossu

Anno di pubblicazione

2018

Editore

Marsilio NODI

Info

pp. 320, euro 18,00

Micron
Comunicatore della scienza

Negli ultimi quaranta anni le ricerche mediche ci stanno portando, come mai prima, vicini alla scoperta della “pallottola magica” (o meglio le “pallottole magiche”), immaginata da Paul Ehlich, il premio Nobel padre della chemioterapia antimicrobica. Sempre di più infatti le cure si fanno personalizzate, capaci di guarire malattie fino a pochi anni fa infauste grazie alle tecniche di manipolazione genetica, all’uso delle cellule staminali e all’ingegnerizzazione dei tessuti. Nella maggior parte dei casi, quando le notizie di nuove ricerche e nuove pratiche arrivano al grande pubblico portano con loro strascichi di polemiche sull’etica e lo spauracchio dell’uomo che si erge a Dio, e restano argomenti chiari solo per gli addetti ai lavori.  La trama della vita scritto Giulio Cossu, professore di Medicina rigenerativa a Manchester, è il libro per chi vuole vedere con chiarezza le nuove frontiere della biologia molecolare e la sua potenzialità, ed è, come nelle intenzioni dell’autore, un libro utile a prescindere dalle conoscenze di partenza del lettore. Cossu esprime infatti la speranza di potere, con La trama della vita, diffondere la conoscenza di temi tanto di attualità quanto controversi, e sicuramente il suo libro riesce in questo intento, grazie alla lettura scorrevole, agli schemi e ai tanti esempi che permettono al lettore di non perdersi dietro ad acronimi e tecnicismi.

Dalla clonazione della pecora Dolly all’ingegneria genetica alla tecnica Crispr/Cas9, Giulio Cossu ripercorre la storia della medicina rigenerativa e dei suoi protagonisti, ma anche la storia della sua carriera iniziata a 19 anni nel laboratorio di Istologia della Sapienza. Il lettore scoprirà di perché non ci sarà mai la clonazione umana e perché non avrebbe senso, perché quando si parla di cellule staminali non si fa quasi più riferimento a quelle embrionali né ci sono più problemi etici da porsi, capirà perché la medicina rigenerativa potrà forse presto sconfiggere il Parkinson, ma niente potrà in campo oncologico. 

Cossu non risparmia infatti di calmierare le aspettative verso una scienza che può già molto ma che non potrà (almeno per molto tempo ancora) tutto. Sì, perché La trama della vita è anche un libro fatto di storie dolorose di vite di pazienti, delle loro famiglie e della difficoltà di essere ricercatori e di veder svanire la speranza di poter dare sollievo a tanti malati. Cossu infatti si premura di spiegare al lettore perché la sperimentazione abbia tempi tanto lunghi, e racconta di come la fretta di confermare le proprie teorie e speranze, e a volte l’accecante ricerca di fama, abbia portato anche a esiti tragici che hanno alimentato la diffidenza e rischiato di rallentare gli sviluppi della medicina rigenerativa. E nel suo racconto c’è anche l’amara consapevolezza che non uscirà dal suo laboratorio la cura per la distrofia di Duchenne – una patologia neuromuscolare congenita con un’incidenza stimata in un malato ogni 3.300 nuovi nati – alla quale ha dedicato tutti suoi studi. 

In un testo estremamente critico verso le ingerenze degli interessi privati nella ricerca, l’autore dedica attenzione anche al problema ai venditori di speranze, alle presunte cure sperimentali (“Stamina” è l’esempio a noi più noto) e offre ai lettori un vademencum per valutare l’affidabilità delle tante cliniche che promettono trattamenti con le cellule staminali, e capire perché affidarsi alle loro mani sia sempre sbagliato. La mancanza di conoscenza è, secondo il vincitore del Premio Letterario Galileo 2020, la causa delle troppe speranze dei malati, delle delusioni alle quali vanno incontro, della fiducia accordata a company senza scrupoli e dell’abietto superamento, da parte di queste ultime, del confine tra business e truffa.
In un libro chiaro in cui ogni tema è trattato con rigore, Cossu spiega in modo accessibile, semplice ma non semplicistico, quali sono le nuove importanti scoperte e sfide che si presentano ai ricercatori, offrendo al lettore le armi per affrontare dubbi, paure e disinformazione.

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