I figli di Ippocrate

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Il libro ripercorre la storia della medicina, attraverso la presentazione dei protagonisti che si sono susseguiti nei secoli. Un racconto ragionato, scritto da chi ha vissuto ogni giorno la professione medica come vocazione. Una storia vista come galleria di personaggi a rimarcare il fatto che la scienza non discende da un Iperuranio dal quale attingere idee e teorie, ma è fatta dal lavoro di uomini e donne, scienziati, pensatori, ricercatori, tecnici.
Salvatore Marazzita, 24 Settembre 2017
Titolo

Storia della medicina. Dagli antichi greci ai trapianti d’organo

Autore

Sherwin B. Nuland

Anno pubblicazione

2017

Editore

Mondadori

Info

pp. 534; euro 19,00

La conoscenza è un percorso che comincia con l’osservazione dei fenomeni e procede per modelli, schemi, griglie interpretative, teorie. L’uomo osserva, attraverso i propri strumenti, la natura e cerca di darne spiegazione. La scienza medica non fa eccezione. La peculiarità di questa branca del sapere sta però nel fatto che, se la fisica, ad esempio, si pone nei confronti del mondo con uno sguardo che ha come presupposto il distacco tra soggetto che osserva e oggetto osservato, la medicina utilizza il medesimo approccio ma attraverso un rapporto più complesso, da soggetto a soggetto. L’uomo cioè applica su di sé l’occhio osservativo che applicherebbe a un oggetto di studio. Nella medicina, l’uomo si fa oggetto a sé stesso.
La ricostruzione di una storia della medicina non può che essere vista come storia di tale rapporto di oggettivazione del soggetto che, affatto lineare, come ogni storia del pensiero scientifico, è fatta di percorsi tortuosi, spezzati, linee di percorribilità interrotte, prove ed errori. Il fascino della medicina, l’ambiguità e il sospetto con cui, soprattutto in tempi recenti, si guarda alla preziosa figura del medico, hanno forse radici in quello speciale spostamento di prospettiva: lo studio dell’uomo sull’uomo. La medicina rimane una scienza fondamentale per l’umanità ed è altresì importante restituirle quel prestigio e quell’autorevolezza, che si vanno forse perdendo nei meandri del dilagante analfabetismo funzionale, improntato sul presunto smascheramento dell’ipse dixit.
Il chirurgo e scrittore Sherwin B. Nuland, nell’opera Storia della medicina. Dagli antichi greci ai trapianti d’organo, racconta il trionfo della scienza sulla superstizione, partendo ovviamente da Ippocrate per arrivare all’età moderna. La scienza medica, dal 1988, anno di prima pubblicazione del libro con il titolo Doctors, fino ad oggi ha continuato a compiere passi enormi, più velocemente forse che in passato, in virtù di quel rapporto di reciproco vantaggio con la tecnica e la tecnologia, che conduce il progresso ad avanzare a ritmi elevati.
Il libro ripercorre la storia della medicina, attraverso la presentazione dei protagonisti che si sono susseguiti nei secoli. Un racconto ragionato, scritto da chi ha vissuto ogni giorno la professione medica come vocazione. Una storia vista come galleria di personaggi, con le parole di Nuland, a rimarcare il fatto che la scienza non discende da un Iperuranio dal quale attingere idee e teorie, ma è fatta dal lavoro di uomini e donne, scienziati, pensatori, ricercatori, tecnici.
Il primo passo è chiaramente nella Grecia classica, in cui si ha l’occasione di scoprire il primo approfondimento storico di una lunga serie. Nella visione dell’autore, i libri di Ippocrate, considerato padre della medicina, sarebbero stati composti da diversi scribi nel periodo di passaggio dalla tradizione orale alla scrittura, come era avvenuto per l’Odissea. Una delle definizioni che se ne potrebbe dare, applicando l’ipotesi di Eric Havelock, è quella di Enciclopedia Tribale, con riferimento alla necessità di fissazione su supporto durevole di quei saperi, costumi, modi, usi e tecniche relativi all’arte medica.
La novità della scuola di Ippocrate è stata quella di cominciare a separare la medicina dall’esistenza di una divinità o di una influenza mistica nella cura della malattia, quella stessa credenza che ha fatto pronunciare a Socrate in punto di morte “ricordati Critone, dobbiamo un galletto ad Esculapio”, semidio della medicina e della guarigione, raffigurato con in mano un lungo bastone alla cui sommità si trova il serpente sacro, tutt’ora simbolo della professione medica.
Percorrendo il corridoio di questa particolare galleria di ritratti storici, il lettore incontra i grandi maestri della scienza medica, e riesce a coglierli nella loro dimensione storica, con tratti che mostrano la diversa visione del mondo attraverso i secoli: da Galeno a Vesalio, che aprì la strada alla moderna medicina scientifica; Parè, innovatore della chirurgia; Harvey e la scoperta della circolazione del sangue; Morgagni, padre della patologia moderna; la vicenda dei fratelli Hunter; Renè Laennec, inventore dello stetoscopio; Semmelweis e il fallimento della scoperta dell’infezione batterica; la controversa e affascinante nascita dell’anestesia, attraverso cui è possibile perdersi in qualche chicca letteraria; Virchow, padre della patologia cellulare. Solo per portare alcuni esempi.
Il lettore avrà il piacere di scivolare tra le righe di questa ambiziosa opera in maniera naturale, condotto da una scrittura semplice, romanzata, puntuale, con accenni di un’ aneddotica colta. Storia della medicina è anche l’occasione per un’analisi, lucidissima, sul modo di procedere della scienza ed offre la possibilità di notare quel particolare procedimento di avanzamento per modelli, anomalie e ricostruzioni che Thomas Kuhn chiamava Struttura delle rivoluzioni scientifiche.
Un libro che si incorpora perfettamente nella storia del pensiero scientifico e della divulgazione, adatto agli studiosi di medicina, così come ai non addetti appassionati di storia e di scienza.

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