Il prezzo della disinformazione

Micron
Mercanti di dubbi non è solo la cronaca accurata di come la manipolazione delle evidenze sia riuscita a ritardare per anni la difesa della salute pubblica e dell’ambiente: è una guida per capire come opera la scienza. Ci permette di distinguere, nel chiacchiericcio mediatico, le voci autorevoli di cui fidarsi perché sul web il negazionismo e la disinformazione corrono sempre più veloci e senza confini, e la strategia della confusione mette a rischio il futuro dell’intera umanità.
Maria Luisa Vitale, 05 Febbraio 2020
Titolo

Mercanti di dubbi

Autore

Naomi Oreskes, Erik Conway

Anno di pubblicazione

2019

Editore

Edizioni Ambiente

Info

pp. 376, €24.00

 

Micron
Comunicatore della scienza

Se guardando un talk show vi siete chiesti come sia possibile dare tanto spazio a posizioni anti-scienza e se avete visto scienziati accreditati dover difendere il loro lavoro e doverne dibattere con ex subrette o anziani disc jockey; se vi domandate come sia possibile che alla Casa Bianca sia stato eletto un presidente negazionista del cambiamento climatico e perché, davanti un’emergenza globale e agli allarmi che da anni arrivano dagli scienziati, ci sia ancora una completa inerzia politica, Mercanti di dubbi è il libro nel quale trovare le risposte.

Ricostruendo cinquanta anni di storia made in Usa, Naomi Oreskes ed Eric Conway mettono a nudo un sistema che ha usato il dubbio contro il consenso scientifico, la controversia per garantire lo status quo (facendo perdere tempo prezioso per la salvaguardia del pianeta) e che, nato negli Stati Uniti, non ha tardato a imporsi anche nel resto del mondo.

Mercanti di dubbi, pubblicato in Italia a quasi dieci anni dalla sua uscita oltre oceano, è quanto mai attuale per capire come la scienza sia stata (e sia ancora) messa in discussione, attaccata dal suo interno, e come la sua impossibilità di offrire certezze assolute sia stata fatta passare per incapacità di dare risposte avvedute.

Tutto ha avuto inizio a metà del secolo scorso, quando l’industria del tabacco si trovò a dover fronteggiare le sempre più allarmanti evidenze scientifiche contro il fumo. Per continuare i propri affari e scongiurare gli interventi regolatori del governo sul fumo, scelse quindi di affidarsi alle fiorenti società di comunicazione per studiare una strategia che la mettesse al riparo dalle cause legali. L’idea dei pubblicitari era chiara: il prodotto da piazzare sul mercato era il dubbio e la scienza doveva essere usata contro sé stessa, grazie all’appoggio di scienziati accondiscendenti e politicamente influenti.
Il dubbio e l’incertezza – motori della ricerca, che spingono gli studiosi a trovare conferme sempre più solide, a costruire modelli predittivi sempre più accurati – sono diventati così le armi per alimentare il sospetto verso gli scienziati e le loro ricerche, per mettere sullo stesso piano il consenso di molti con le opinioni di pochi, sfruttando abilmente i media e diffondendo la disinformazione. I due autori ripercorrono le tappe attraverso le quali il metodo si è affinato e si è adattato diventando la prassi delle lobby del tabacco, dell’energia, dei combustibili fossili e di chiunque volesse servirsene per intorbidare il dibattito pubblico su questioni cruciali come la corsa agli armamenti, il buco nell’ozono o il riscaldamento globale.

Durante la lettura di Mercanti di dubbi, è sorprendente come siano sempre gli stessi nomi a comparire, come pochi personaggi assoldati dalle lobby siano stati capaci di condizionare per mezzo secolo le politiche degli Stati Uniti, e con esse quelle dell’occidente intero. Ma perché degli stimati scienziati si sono prestati a essere maestri della mistificazione? Non per sete di denaro né di fama, secondo Oreskes e Conway, ma guidati dall’ideologia: dietro le loro azioni, lo spettro del comunismo, la convinzione che un qualsiasi intervento normativo fosse lo scivolo verso il socialismo. Alla caduta del muro, hanno trovato un nuovo nemico nell’ambientalismo capace di mettere in discussione il capitalismo, l’insostenibilità sociale e ambientale di una crescita illimitata, il falso assioma del mercato capace di autoregolarsi. In difesa del sistema economico che ha fatto grande l’America, i mercanti di dubbi sono diventati “fondamentalisti del libero mercato”. Ora che la maggior parte dei protagonisti di questa storia non c’è più e il testimone è stato passato ad altri, è proprio questo l’aspetto più urgente da indagare, come chiarisce Naomi Oreskes nell’intervista che apre l’edizione italiana del libro e che anticipa il tema del suo prossimo lavoro.

Mercanti di dubbi non è però solo la cronaca accurata di come la manipolazione delle evidenze sia riuscita a ritardare per anni la difesa della salute pubblica e dell’ambiente: è una guida offerta al lettore per capire come opera la scienza, per permettergli di distinguere, nel chiacchiericcio mediatico, le voci autorevoli di cui fidarsi; un guida ancora più utile ora che, grazie al web, il negazionismo e la disinformazione corrono sempre più veloci e senza confini, e la strategia della confusione mette a rischio il futuro dell’intera umanità.

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