La salute ai tempi dell’e-health

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Cos’è l’e-health? Cosa si intende per telemedicina? Se uso una app come dispositivo medico, posso fare a meno di rivolgermi al dottore? Esiste un sito affidabile sul quale trovare informazioni sul disturbo che mi affligge? Se la sanità diventa elettronica che rischi corro?
Redazione, 09 Novembre 2015
Titolo

Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health

Autore

Cristina Da Rold

Anno pubblicazione

2015

Editore

Il pensiero scientifico editore

Info

pp. 126; euro 12,00

Essere pazienti, e più in generale essere cittadini oggi, non è la stessa cosa rispetto a 30 anni fa. Oggi la tecnologia, e in particolare la rete, permettono a noi tutti di partecipare – potenzialmente – alla nostra salute come mai era potuto accadere prima. Una partecipazione che spesso è consapevole ma ancora più spesso non lo è, e in quest’ultimo caso i rischi che si corrono non sono da sottovalutare. Insomma, siamo oggi in qualche modo “sotto controllo”, ma abbiamo anche più strumenti per tenere “sotto controllo” la nostra salute.
A raccontare come sta cambiando lo scenario su questo fronte, quali sono le opportunità e quali i rischi di questi cambiamenti fra sistemi sanitari che si fanno digitali e pazienti che sempre più vanno in rete per informarsi è Sotto controllo. La salute ai tempi dell’ e-health, di Cristina Da Rold, giornalista freelance, pubblicato a settembre da Il Pensiero Scientifico Editore.
Un piccolo vademecum, 140 pagine, articolato come una pièce teatrale, dove sulla scena si alternano i tre protagonisti: il sistema sanitario, il medico, e ovviamente lui, il paziente. Personaggi che si trovano a dover affrontare un mondo che cambia – la “rivoluzione copernicana” dettata dall’avvento di internet – pur dovendo mantenere saldi i rapporti millenari che intercorrono fra di loro per comporre insieme una cura partecipata e informata. Una pièce teatrale dove non mancano tre piccoli “intervalli”, dove l’autrice si sofferma sugli aspetti più filosofici e storici di questa rivoluzione: come cambiano – se cambiano – il concetto stesso di salute, quello di arte medica, e come l’uomo intende il proprio corpo.
Si parla di telemedicina, cioè della possibilità attuale di fare diagnosi a distanza, specie in paesi in via di sviluppo, di come i servizi sanitari stanno passo passo (anche se con un po’ di ritardo in Italia) smaterializzando i propri processi, dalla cartella clinica elettronica al fascicolo sanitario elettronico, alla tessera sanitaria. Un’enorme quantità di dati messi in rete.
Ma anche di come cambia il rapporto fra il paziente e l’informazione stessa: wiki, blog, social network, siti web, dove molto spesso è difficile distinguere l’informazione seria e validata da quella che non lo è. Infine, il magico mondo delle app, che coinvolgono il cittadino, non solo il paziente, che spesso inconsapevolmente ritiene di avere fra le mani un dispositivo medico, quando magari sta solo utilizzando un servizio messo in commercio da un’azienda, che non ha seguito alcun processo di validazione scientifica.
Insomma, bisogna stare attenti perché i problemi sono dietro l’angolo. Al tempo stesso però la rete permette un accesso all’informazione mai avuto prima, la possibilità di partecipare di più a quello che riguarda la nostra salute e, quindi, di scegliere.

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