La scienza come strumento di liberazione e di progresso civile

Micron
Diritto alla salute, equità, ricerca, bioetica e cittadinanza scientifica sono i delicati temi al centro del nuovo libro di Fabrizio Rufo.
Titolo

Etica in laboratorio

Autore

Fabrizio Rufo

Anno pubblicazione

2017

Editore

Donzelli editore

Info

pp. 118; euro 17,00

Micron
Giornalista Scientifica

Il Rapporto Osservasalute diffuso alcuni giorno fa dall’Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane dell’Università Cattolica mostra un’Italia divisa in due. Nel nostro Paese si muore meno per tumori e malattie croniche, ma al Sud il tasso di mortalità per queste malattie è maggiore di una percentuale che va dal 5% al 28% rispetto al Nord. Non basta: in Italia i laureati hanno una speranza di vita da 3 a 5 anni (a seconda se sono femmine o maschi) più alta rispetto a chi ha la licenza elementare, secondo lo studio dell’ISTAT “Diseguaglianze nella speranza di vita per livello di istruzione”.
Ma l’equità per quanto riguarda la salute non è certo un problema italiano, anzi. Sul New York Times è uscito di recente un articolo secondo cui le donne nere americane hanno una probabilità di morire per cause correlate alla gravidanza da 3 a 4 volte più alta rispetto alle donne bianche. I dati arrivano dai Centers for Diseases Control (CDC).
E i bambini neri hanno una probabilità di morire doppia rispetto ai bambini bianchi. Una disparità razziale doppia rispetto al 1850, 15 anni prima della fine della schiavitù, commenta il quotidiano.
Di equità oggi si sente parlare poco, eppure già alla fine della seconda guerra mondiale, nella Carta delle Nazioni Unite, la salute è stata riconosciuta come diritto fondamentale della persona. Ce lo ricorda Fabrizio Rufo nel suo nuovo libro Etica in laboratorio, spiegando che questo concetto entra poi nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nella costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dove si afferma anche un’idea di salute non solo come assenza di malattie o infermità, ma come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”. Nel corso degli anni successivi, tuttavia, il diritto alla salute si è scontrato con l’affermarsi del neoliberismo, racconta ancora Rufo, e la salute si è trasformata in un enorme mercato. Un mercato che, peraltro, nel nostro Paese ha ancora un alto potenziale di crescita di cui si sono accorte recentemente le compagnie assicurative che puntano ad occupare gli spazi aperti per nuovi fruttuosi guadagni.
Che ci sia un legame forte tra mancanza di salute e povertà emerge chiaramente dal rapporto finale della Commissione sui determinanti economici della salute creata nel 2005 dall’allora direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Lee Jong-Wook: «La giustizia sociale è una questione di vita e di morte, dato che determina il modo in cui la gente vive, le conseguenti probabilità di ammalarsi e il rischio di una morte prematura». Nel 2012 l’Onu ha inserito la copertura sanitaria universale tra gli Obiettivi di sviluppo del millennio. Ma rimane ancora molta strada da fare.
Diritto alla salute ed equità sono il cuore della terza parte del libro di Rufo. La prima e la seconda parte sono dedicate rispettivamente alle relazioni tra bioetica e ricerca scientifica e al tema della cittadinanza scientifica. Naturalmente i tre temi sono strettamente intrecciati tra loro. Vediamo perché.
La “bioetica” ha meno di cinquant’anni. Il termine venne usato per la prima volta da Van Rensselaer Potter, un biochimico e oncologo americano, nel 1971: Bioethics: Bridge to the Future si intitolava il suo libro. In quello stesso anno alla Georgetown University di Washington, grazie a un finanziamento dei Kennedy, venne fondato il Joseph and Rose Kennedy Institute for the Study of Human Reproduction and Bioethics. Però da allora la bioetica è cambiata molto, soprattutto come conseguenza dell’enorme avanzamento delle conoscenze nel campo biomedico avvenuto nello stesso arco di tempo. Oggi ci si trova sempre più spesso di fronte a scelte che richiedono confini e limiti precisi dei concetti di vita e di morte che sono alla base della riflessione bioetica: quando staccare la spina? Quando praticare l’interruzione di gravidanza? Quando intervenire sull’embrione? Quando espiantare l’organo? Come intervenire sul genoma? Un cambiamento radicale prodotto dal fatto che possiamo intervenire in modo così radicale sul nostro corpo è il fatto che oggi è sempre più difficile accettare che sia qualcun altro a decidere rispetto a queste dimensioni così personali. La conseguenza è che emergono nuovi concetti, come quello di autonomia e responsabilità, con cui dobbiamo fare i conti.
Un altro cambiamento radicale riguarda il fatto che il modello che vede il processo decisionale su alcuni settori di frontiera della scienza come incentrato sul rapporto a due tra gli esperti da un lato e i decisori politici dall’altro, non funziona più. Ecco dunque il passaggio al tema del secondo capitolo. Oggi le decisioni per lo sviluppo e l’utilizzo della conoscenza scientifica non possono non essere prese con la partecipazione di altri gruppi sociali. I cittadini non devono essere più visti solo come i fruitori finali degli avanzamenti scientifici, allora, ma come collaboratori attivi e critici. Peraltro, il diritto alla cittadinanza scientifica – scrive Rufo – diventa una barriera contro le pulsioni antiscientifiche e antidemocratiche, quelle, per esempio, che si scatenano contro gli OGM e le sperimentazioni animali, e oggi contro le vaccinazioni. Anche il diritto alla salute di cui parlavamo all’inizio può essere visto come un’espansione dei diritti della persona, con quello che comporta in termini di autonomia del paziente e di equità.
In sostanza, la scienza è uno strumento estremamente potente: «Qualora sia appannaggio di pochi si identifica come un mezzo di coercizione, ma, al contrario, se la scienza diventa appannaggio anche degli ultimi, allora costituisce il più potente strumento di liberazione e di progresso civile».

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Correlati

    Micron
    Collettivo artisti ZimmerFrei
    X