La sfida planetaria dei rifiuti in un libro

Micron
Conoscere e capire bene di cosa si parla quando si affronta il tema rifiuti è un primo, fondamentale passo verso la presa di coscienza necessaria a modificare il modello di sviluppo. Piero Martin, fisico e divulgatore scientifico, e Alessandra Viola, giornalista e divulgatrice, offrono una documentazione dettagliata, puntuale e precisa sul mondo dei rifiuti con, in più, un piglio di sagace ironia.
Salvatore Marazzita, 20 Aprile 2018
Titolo

Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti

Autore

Alessandra Viola, Piero Martin

Anno pubblicazione

2017

Editore

Codice edizioni

Info

pp. 270; euro 25,00

Micron
Filosofia della Scienza

Uno degli esempi più utilizzati in psicologia, per spiegare la triplice natura della mente umana secondo Freud è quello di un iceberg che affiora dalla profondità del mare. La parte in superficie rappresenta la coscienza mentre, notoriamente, nel profondo vi è l’inconscio, quella componente della psiche in cui si tende a nascondere ciò che non si vuole portare alla luce: ricordi traumatici, istinti primari, pensieri a-morali, con licenza potremmo dire i rifiuti della coscienza. Una busta di plastica galleggiante in mezzo al mare che da lontano sembra un enorme iceberg, che lascia intravedere in superficie una piccola parte della sua enorme massa: quest’immagine potrebbe simboleggiare l’impatto dei rifiuti, di ciò che scartiamo, di ciò di cui ci sbarazziamo, sull’ambiente.
Siamo infatti solo in parte coscienti del problema dal momento che siamo in grado di occultare bene la nostra immondizia, di portarla lontana dagli occhi e dalla coscienza. L’idea stessa di ciò che consideriamo “rifiuto” cambia e si modifica nel tempo e, in qualche modo, è legata anche al grado di coscienza ambientale al quale siamo, o non siamo, giunti. Se da un lato i rifiuti sono uno dei problemi d’ambiente più grandi, si pensi in termini massivi alla Great Pacific Garbage Patch o Isola di plastica, d’altro canto possono anche rappresentare una soluzione.
Conoscere e capire bene di cosa si parla quando si affronta il tema rifiuti è un primo, fondamentale passo verso la presa di coscienza necessaria a modificare il modello di sviluppo ambientale. L’immagine della “busta-iceberg” del fotografo colombiano Jorge Gamboa è stata scelta come copertina del libro Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti. Piero Martin, fisico e divulgatore scientifico, e Alessandra Viola, giornalista e divulgatrice, offrono una documentazione dettagliata, puntuale e precisa sul mondo dei rifiuti, con un piglio di sagace ironia e disinvolta scientificità. Il volume si presenta alla maniera di un docu-libro, con immagini, infografiche informative, foto e materiale visivo che contribuiscono allo scopo. Ricco di curiosità, aneddoti, racconti, sempre accompagnati dalla precisione scientifica, offre al lettore un percorso di approfondimento piacevole e intuitivo. Le curiosità sono molte e i dati si lasciano leggere in modo visivo, senza mai perdere di vista l’interesse scientifico e ambientale dell’argomento. Si scopre ad esempio che sul monte Everest si trova letteralmente una montagna di rifiuti, circa 12 tonnellate, abbandonati dai molti alpinisti che si sono avventurati alla ricerca dell’agognata vetta, traguardo ideale per l’atleta che richiama anche una conquista per il genere umano, paragonabile, anche se di minore portata storica, all’allunaggio. Anche questo memorabile evento ha regalato al nostro unico satellite qualcosa come 187.000 chilogrammi di rifiuti terresti, tra i quali si trovano palline da golf, fotografie, oggetti d’arte e vari rottami metallici ed elettronici.
Tappa obbligata in questo viaggio attraverso i rifiuti è il tema scottante della concentrazione di CO2, che sta rendendo la terra simile ad una vera e propria serra. Altro passaggio preso in considerazione dagli autori è centrato sul problema dello spreco alimentare, che porta in seno una riflessione di natura comportamentale: sprecare il cibo, trasformandolo in rifiuto, non considerando il fatto che, ad esempio, il 60% di quello gettato sarebbe ancora perfettamente commestibile, secondo una stima del 2011. Lo stesso rapporto, in tema di spreco alimentare, informa che sempre nel 2011 l’Unione Europea ha prodotto circa 865 chilogrammi di cibo per persona. Si passa poi al problema energetico, ai rifiuti tecnologici di grandi e piccole dimensioni, a quelli spaziali che orbitano intorno alla Terra.
Siamo insomma circondati dai rifiuti che noi stessi produciamo, come scotto inevitabile del nostro stile di vita, o che siamo costretti biologicamente a produrre, generando in ogni caso una serie di problemi ambientali da risolvere, che riguardano principalmente il modo di concepire e attuare pratiche di consumo che riteniamo forse troppo consolidate da pensare di riuscire a modificare. Questa però è l’unica strada percorribile, prendendo coscienza del fatto che i rifiuti potrebbero rappresentare una risorsa in un’ottica di rinnovabilità e di sviluppo sostenibile, anche e soprattutto in termini economici.

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