L’uomo e il cane: alle origini di un’amicizia millenaria

Micron
Migliaia di anni fa, molto tempo prima che il nostro amico a quattro zampe imparasse a riportarci la palla, i suoi antenati cacciavano animali selvatici nelle regioni più remote del pianeta e gareggiavano contro gli esseri umani nella lotta per la sopravvivenza. Cos’è successo nel frattempo? Come hanno fatto i nostri acerrimi rivali a trasformarsi nelle deliziose creature pelose che oggi ci fanno compagnia sul divano? A queste domande prova a rispondere Alpha - Un’amicizia forte come la vita, un film che racconta le origini del rapporto fra l’uomo e il cane.
Sara Mohammad, 29 Dicembre 2018
Titolo

Alpha –  Un’amicizia forte come la vita

Regista

Albert Hughes

Anno pubblicazione

2018

Info

Durata 1 ora 36 min

Micron
Comunicazione della scienza e neuroscienze

Migliaia di anni fa, molto tempo prima che il nostro amico a quattro zampe imparasse a mangiare i croccantini e a riportarci la palla, i suoi antenati cacciavano animali selvatici nelle regioni più remote del pianeta e gareggiavano contro gli esseri umani nella lotta per la sopravvivenza. Cos’è successo nel frattempo? Come hanno fatto i nostri acerrimi rivali a trasformarsi nelle deliziose creature pelose che oggi ci fanno compagnia sul divano?
A queste domande prova a rispondere Alpha – Un’amicizia forte come la vita, il film di Albert Hughes (La vera storia di Jack lo squartatoree, Codice: genesi) che racconta le origini del rapporto fra l’uomo e il cane.
Alla fine dell’ultima era glaciale, la Terra è un luogo freddo e inospitale, dove gli uomini più valorosi devono percorrere centinaia e centinaia di chilometri per cacciare un branco di bisonti con cui sfamare e riscaldare le loro tribù. Rimasto ferito nel corso di una battuta di caccia, il giovane e valoroso Keda viene creduto morto e abbandonato dai compagni sul precipizio di un dirupo. Mentre affronta le minacce del gelido inverno e gli agguati dei predatori, Keda decide di risparmiare un inoffensivo lupo ferito, con il quale intraprende un’insolita e proficua collaborazione che, nelle intenzioni degli sceneggiatori, dà inizio al rapporto profondo e duraturo che ci lega da tempo ai cani.
Ma quanto si avvicina alla realtà questo gradevole racconto inventato e ambientato nella preistoria?
È difficile immaginare i dettagli del primo incontro fra l’uomo e il cane, ma gli scienziati che studiano l’origine della domesticazione e la natura speciale di questo rapporto sono in grado di ricostruire in modo sempre più preciso l’evoluzione del cane e capire come questo percorso ha cambiato per sempre anche la nostra storia.
Numerose prove scientifiche, raccolte negli anni da genetisti e archeologi, avvalorano una teoria che oggi trova d’accordo tutti i ricercatori, cioè che il nostro fedele amico (Canis lupus familiaris) deriva dal lupo (Canis lupus). Ma per quanto riguarda lo scenario in cui il processo di domesticazione ha avuto luogo, le perplessità sono ancora molte.
Come alcuni ricercatori hanno ipotizzato su Science nel 2016, i nostri antenati della Preistoria avrebbero addomesticato il cane partendo da due popolazioni separate di lupo grigio e nel corso di due eventi indipendenti, che si verificarono rispettivamente nell’estremo Oriente e nelle regioni occidentali dell’Europa. Le popolazioni originarie di Canis lupus si estinsero, ma i loro discendenti “orientali” migrarono, insieme ai padroni umani, verso ovest, dove si accoppiarono con i cugini “occidentali”, trasferendo molto più Dna dei loro conspecifici alle razze canine che oggi popolano l’Occidente.
Uno studio più recente, pubblicato nel 2017 su Nature Communications, supporta invece un’ipotesi alternativa. Gli autori di questa ricerca suggeriscono che la domesticazione del cane si verificò una sola volta (e non due), in un momento non meglio precisato fra i quarantamila e i ventimila anni fa. I dati a sostegno di questa seconda ricostruzione provengono dal Dna ritrovato nei resti fossili di due cani vissuti all’inizio e alla fine del Neolitico, che, secondo questi ricercatori, avrebbero condiviso una porzione dell’albero genealogico molto più vasta di quanto previsto dai loro colleghi.
Capire dove e quando è germogliata l’amicizia millenaria fra l’uomo e il cane è un tassello fondamentale di questa storia, ma scoprire come tutto ha avuto inizio può essere molto più interessante. Ha senso immaginare che all’alba dell’evoluzione canina c’era un cacciatore solitario che si è preso a cuore il destino di un lupo ferito?
Per gli scienziati non sarebbero queste le circostanze in cui la relazione complicata (e a tratti violenta) fra uomo e lupo si è trasformata in un rapporto di fiducia e convenienza che va avanti da millenni. Anche se alcune teorie sostengono che il ruolo principale nella domesticazione del cane l’hanno svolto gli esseri umani, catturando cuccioli di lupo e selezionando di volta in volta i tratti comportamentali desiderati (che a loro volta avrebbero influenzato le caratteristiche anatomiche di questi animali), le ipotesi oggi più accreditate ritengono che siano stati i lupi a “scegliere” di essere addomesticati. In questo secondo scenario gli esemplari più coraggiosi del branco si sarebbero spinti fino agli accampamenti umani, attratti dalle carcasse degli animali morti lasciate nei dintorni. Cibandosi periodicamente degli scarti degli uomini, questi lupi adottarono ritmi di crescita e schemi di riproduzione che dipendevano sempre di più dalla disponibilità di risorse nella tribù umana e che introdussero cambiamenti anche nell’aspetto e nelle dimensioni di questi animali, differenziandoli dal resto del branco.
Quando l’uomo si accorse di questi insoliti commensali, ebbe inizio il processo “attivo” di domesticazione. I lupi meno timorosi e più socievoli vennero selezionati e fatti riprodurre, per essere utilizzati non solo nelle immediate vicinanze dell’accampamento (per esempio come sentinelle che difendevano la tribù dalle incursioni di soggetti estranei o dagli attacchi dei predatori) ma anche al suo interno (dove presumibilmente ricoprivano il ruolo di spazzini”), dando il via a una coabitazione fruttuosa per entrambe le specie.
È a questo punto della storia che il lupo divenne a tutti gli effetti un cane: quell’animale docile, socievole, dal cranio piccolo e dalle orecchie flosce che oggi guarda la tv insieme a noi.

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