“Maledetta macchia!.. Via, via, ti dico!”

Micron
Il personaggio femminile della celebre tragedia shakespeariana, che dà il titolo al film di William Oldroyd in questi giorni nelle sale italiane, è l’occasione per parlare del nesso che a livello inconscio esisterebbe fra purezza morale e pulizia fisica e che gli psicologi chiamano, appunto, ‘effetto Lady Macbeth’ .
Sara Mohammad, 03 Luglio 2017
Titolo

Lady Macbeth

Regista

William Oldroyd

Anno pubblicazione

2016

Info

Durata 1 ora 26 min

Micron
Comunicazione della scienza e neuroscienze

La Lady Macbeth nei cinema italiani dal 15 giugno non è ispirata al personaggio femminile della celebre tragedia shakesperiana, ma alla protagonista del meno noto Lady Macbeth del distretto di Mcensk, un breve racconto dello scrittore e giornalista russo Nicolaj Leskov. Anche se nel film di William Oldroyd (e nell’opera di Leskov) la giovane Lady Macbeth si chiama Katherine e viene data in sposa a un ricco mercante russo, le due signore hanno molto in comune: sono donne spietate e assetate di potere, pronte a sporcarsi la coscienza pur di ottenere quello che vogliono.
E così ci danno la possibilità di parlare di quello che gli psicologi chiamano “effetto Lady Macbeth” (o “effetto Macbeth”), ossia la preferenza per stimoli riconducibili alla sfera della pulizia e dell’igiene personale dopo aver compiuto un’azione moralmente riprovevole.

IL PRIMO STUDIO SULL’EFFETTO LADY MACBETH
La prima dimostrazione dell’effetto Lady Macbeth comparve in uno studio pubblicato su Science nel 2006. Con quattro eleganti esperimenti di psicologia, Chen-Bo Zhong e Katie Liljenquist dimostrarono che, almeno a livello inconscio, la pulizia fisica e l’integrità morale sono collegate: qualunque minaccia alla propria integrità morale può indurre a preferire comportamenti “igienici”, per ripulirsi non solo il corpo, ma anche la coscienza.
Una delle scene più famose nella tragedia di Shakespeare è quella in cui Lady Macbeth si sfrega ossessivamente le mani, nel tentativo di rimuovere qualunque traccia degli omicidi che ha ordinato (“Maledetta macchia!.. Via, via, ti dico!”, impreca a una macchia di sangue immaginaria). È da qui che l’effetto Lady Macbeth prende il nome. Per studiare il nesso tra purezza morale e pulizia fisica, nel 2006 i ricercatori avevano diviso un campione di studenti universitari in due gruppi, chiedendogli di ricordare un’azione morale o immorale commessa in passato. Poi, come ricompensa per aver partecipato all’esperimento, avevano regalato a tutti una salvietta disinfettante o una penna a scelta. Gli studenti che dovevano ricordare una cattiva azione (e che quindi mettevano in discussione la propria condotta morale) preferivano la salvietta disinfettante alla penna, e viceversa. Ed erano anche meno propensi a offrirsi come volontari per aiutare un altro studente a terminare il proprio percorso di studi.
Come hanno scritto su Science, Zhong e Liljenquist avevano dimostrato che sfidare l’integrità morale può innescare il bisogno di pulirsi, che a sua volta «può attenuare le emozioni morali e ridurre i comportamenti compensatori». Lavarsi le mani elimina germi e batteri, ma lava via anche il senso di vergogna che proviamo quando diciamo una bugia a un amico, e ci fa sentire meno obbligati a trattarlo con un occhio di riguardo la prossima volta.

IL SUCCESSO SULLA STAMPA
Lo studio di Zhong e Liljenquist fu ripreso molto, sia dalla stampa generalista anglossassone (come il New York Times e il Guardian), sia dalle riviste di divulgazione scientifica (come Scientific American e National Geographic). Per le sue importanti implicazioni teoriche fu ripreso anche da altri ricercatori, che portarono avanti nuovi esperimenti sull’effetto Macbeth. Gollwitzer e Merzer, per esempio, osservarono nel 2012 che videogiochi violenti spingevano i giocatori inesperti a preferire prodotti attinenti alla sfera dell’igiene, rispetto ad altri tipi di prodotti. Usando la cornice sperimentale di Zhong e Liljenquist, ipotizzarono che comportarsi in maniera violenta, seppure in un ambiente virtuale, poteva mettere alla prova la condotta morale, innescando anche in questo caso il desiderio di ripulirsi.
Un esperimento di due anni prima aveva addirittura dimostrato la specificità dell’effetto Macbeth: se si agisce con cattive intenzioni usando le mani (per esempio, scrivendo una bugia in un’e-mail), si preferiranno prodotti per l’igiene delle mani. Se, invece, si compie la stessa azione a voce (dicendo la bugia al telefono), si preferiranno prodotti per l’igiene della bocca.

UN RISULTATO DIFFICILE DA REPLICARE
Ma c’è un aspetto dell’effetto Lady Macbeth che va controcorrente rispetto a quanto detto finora e che è stato sollevato da più di un ricercatore: la non replicabilità degli studi di Zhong e Liljenquis.
La prima smentita venne pubblicata sul Journal of Articles in Support of the Null Hypothesis, nel 2009, quando alcuni psicologi sperimentali scrissero che due gruppi di ricerca indipendenti avevano cercato di replicare due degli esperimenti di Zhong e Liljenquist, senza tuttavia ottenere gli stessi risultati. In pratica, i nuovi dati suggerivano che chi compie un’azione negativa sul piano morale non necessariamente preferisce comportamenti igienici come strategia compensatoria e che il fatto di pulirsi non attenua il senso di colpa. Gli autori sottolineavano che l’esito di questi esperimenti (peraltro condotti su un campione di partecipanti più numeroso e, quindi, statisticamente più significativo) poteva essere «motivo di grande preoccupazione per la replicabilità degli studi di Zhong e Liljenquist».
Più recentemente, nel 2014, su Basic and Applied Social Psychology, i ricercatori di due università statunitensi, un’università canadese e un’università inglese hanno replicato gli esperimenti di Zhong e Liljenquist in modo ancora più attendibile di quanto fatto nel 2009. Nonostante avessero reclutato un numero di partecipanti più numeroso e rappresentativo della popolazione generale e di culture non europee dove la purezza gioca un ruolo importante nel discorso sulla moralità (come nella cultura indiana), anche in questo caso i ricercatori hanno ammesso di non aver riscontrato alcuna relazione fra integrità fisica e morale.
È chiaro che le prove scientifiche dell’effetto Lady Macbeth sono ancora molto controverse e hanno bisogno anche (soprattutto) dei risultati negativi degli esperimenti. Ciò non toglie che su cosa significhi l’espressione popolare “lavarsene le mani” non ci sia ombra di dubbio.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Correlati

    Micron
    Julia Gutweniger, Florian Kofler
    Micron
    Damien Chazelle
    Micron
    Hans Block, Moritz Riesewieck
    X