Perché nei film di fantascienza si parla di criosonno

Micron
Qualche settimana fa nelle sale è uscito Seven Sisters, il film dove Noomi Rapace interpreta sette gemelle. È il 2073 e per combattere il problema della sovrappopolazione è in vigore la politica del figlio unico. Tutti i fratelli e le sorelle vengono ibernati nell’attesa di un futuro migliore. Seven sisters non è il primo film che parla di criosonno (o crioconservazione). In passato diversi registi e sceneggiatori si sono divertiti a immaginare le applicazioni futuristiche delle conoscenze scientifiche su come conservare un corpo umano a temperature bassissime per lungo tempo e senza che sia danneggiato.
Sara Mohammad, 02 Gennaio 2018
Titolo

Seven Sisters

Regista

Tommy Wirkola

Anno pubblicazione

2017

Info

Durata 2 ora 3 min

Micron
Comunicazione della scienza e neuroscienze

Negli ultimi 50 anni la popolazione mondiale è raddoppiata, l’acqua e il cibo consumati sono triplicati e lo sfruttamento dei combustibili fossili è aumentato di quattro volte. Secondo le Nazioni Unite, entro la fine del decennio si raggiungeranno i dieci miliardi di persone. Gli scienziati hanno modificato le coltivazioni per renderle resistenti alla siccità, con il risultato che il tasso delle nascite continua a crescere.
L’unica soluzione è impedire alle famiglie di avere più di un figlio.
Questa non è una cronaca della prossima crisi mondiale ma l’incipit di Seven Sisters (What happened to Monday?), il film dove Noomi Rapace interpreta sette gemelle. È il 2073 e per combattere il problema della sovrappopolazione è in vigore la politica del figlio unico. Tutti i fratelli e le sorelle vengono ibernati nell’attesa di un futuro migliore.
Seven sisters è un film di fantascienza e, a dispetto della sceneggiatura originale, non è il primo che parla di criosonno (o crioconservazione), anche se lo fa con un taglio molto originale. In passato diversi registi e sceneggiatori si sono divertiti a immaginare le applicazioni futuristiche delle conoscenze scientifiche su come conservare un corpo umano a temperature bassissime per lungo tempo e senza che sia danneggiato. Uno di loro è Stanley Kubrick, che nel 1968 portò al cinema 2001: Odissea nello spazio, film cult del filone cinematografico fantascientifico. Il momento in cui Hal, il computer di bordo, compromette in modo irreversibile la conservazione dei corpi degli astronauti crioconservati (modificando i parametri che ne controllano l’attività cardiovascolare e altre funzioni vitali) è uno dei punti di svolta nella trama di questo film. Nella sceneggiatura di Interstellar (film del 2014 dove un gruppo di astronauti è alla ricerca di un pianeta abitabile), come in altri film dove c’è una missione spaziale, il criosonno è fra gli espedienti narrativi più usati per risolvere il problema di mostrare allo spettatore un viaggio nello spazio lungo, noioso e, in fin dei conti, costoso (pensate a tutti gli effetti speciali dei film ambientati nello spazio. Qui un confronto tra i costi di una missione spaziale al cinema e di una missione “vera”).

MA QUALI SONO LE BASI SCIENTIFICHE DEL CRIOSONNO?
Prima di tutto è bene sgomberare il campo da un equivoco comune. Parlare di criosonno non significa parlare di ibernazione. Il criosonno (o crioconservazione) è il processo con cui si cerca di preservare un corpo dopo la morte, nella speranza che in futuro avremo le conoscenze per “resuscitarlo” e, forse, curare le malattie a cui oggi non c’è rimedio. L’ibernazione, invece, è lo stato in cui alcuni animali (tra cui ghiri, orsi e marmotte) trascorrono gran parte della stagione fredda, rallentando al massimo il metabolismo, ma rimanendo sempre vivi. È il lungo sonno degli animali che vanno in letargo.
Gli scienziati che studiano come conservare un corpo umano a temperature inferiori a 35 gradi (quando la temperatura corporea scende al di sotto dei 35 gradi si va in ipotermia, una condizione che, se irreversibile, porta alla morte) lavorano su questioni diverse dagli etologi e dai fisiologi che studiano i meccanismi con cui gli animali entrano in letargo. Uno dei problemi principali della crionica ha a che vedere con i danni che il ghiaccio produce ai tessuti. Nell’ipotermia il corpo viene raffreddato dall’esterno e reagisce al raffreddamento attivando una serie di processi che producono calore, perché non è abituato a sopportare temperature così basse. Negli animali che vanno in letargo, invece, è l’organismo che innesca, secondo meccanismi non ancora del tutto noti, il processo di raffreddamento. In questo caso il corpo non reagisce consumando energia per produrre calore e compensare l’abbassamento della temperatura, ma tutto il sistema è “programmato” per rallentare il metabolismo, cioè per consumare meno energia (d’inverno le risorse scarseggiano se si vive in natura).
Anche se al momento non è chiaro come ridurre al minimo i danni da congelamento, raffreddare il corpo del paziente è una pratica usata spesso in clinica per evitare conseguenze altrettanto spiacevoli. Per esempio, durante un arresto cardiaco o un ictus, i medici inducono il paziente in ipotermia per ridurre gli effetti del danno ipossico o ischemico. In condizioni di carenza di ossigeno (come quelle che si verificano quando il flusso di sangue è interrotto), i processi metabolici rallentano, compromettendo il funzionamento dell’organismo. Il personale sanitario interviene allora cercando di portare l’organismo a una temperatura dove il corpo non ha bisogno che il metabolismo funzioni a pieno ritmo. Ovviamente si tratta di un raffreddamento modesto (la temperatura corporea viene abbassata di 2-3 gradi) e che dura per un periodo di tempo limitato, cosa che a volte può ostacolare la buona riuscita di un intervento chirurgico.
Le applicazioni della crionica sarebbero già molte rimanendo sulla Terra, ma gran parte della ricerca in questo campo è finanziata dalle agenzie spaziali, come la NASA, perché si spera che un giorno, quando gli scienziati sapranno come fare a congelare il corpo umano, viaggiare nello spazio per lunghe distanze non sarà più solo fantascienza.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Correlati

    Micron
    Julia Gutweniger, Florian Kofler
    Micron
    Damien Chazelle
    Micron
    Hans Block, Moritz Riesewieck
    X