Sotto i nostri piedi

Micron
Dalla faglia di Sant'Andrea alla Cina, fino alle macerie provocate a Colfiorito dal terremoto del 1997 e alla devastazione de L'Aquila del 2009: quello affrontato nel libro "Sotto i nostri piedi" è un viaggio attraverso i terremoti in compagnia del sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Titolo

Sotto i nostri piedi. Storie di terremoti, scienziati e ciarlatani

Autore

Alessandro Amato

Anno pubblicazione

2016

Editore

Codice edizioni

Info

pp. 238; euro 15,00

Micron
Filosofia della Scienza

Nei momenti di maggiore circolazione di notizie che riguardano scosse sismiche, se si analizzasse una qualsiasi bacheca social, ci si potrebbe facilmente accorgere di quanto la dimensione scientifica delle notizie vada scemando da post in post. Ciascuno si improvvisa geologo o sismologo, e si possono notare anche redivivi aruspici che, alla maniera degli antichi etruschi convinti di riuscire a leggere i segni divini nelle viscere degli animali, tentano di prevedere i fenomeni legati alla vita sulla Terra. Il fenomeno poi dilagante dei siti di bufale scientifiche aumenta il flusso di fake news che spesso confondono l’utente. Insomma districarsi nel complicato mondo della sismologia risulta difficile.
Prova a darci una mano Alessandro Amato, geologo, sismologo e dirigente di ricerca all’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che con Sotto i nostri piedi. Storie di terremoti, scienziati e ciarlatani, tenta di ricostruire la storia dei terremoti e della possibilità di prevederli. Una ricostruzione che parla inevitabilmente di scienza e pseudoscienza, in un momento storico in cui il loro confine non sembra ai più molto delineato, e che indica come la previsione dei terremoti non è cosa affatto certa, ma la scienza mostra già il modo di ridurne i danni e di affrontare le emergenze nel modo giusto.
Dare ragione di un fenomeno improvviso che sconvolge e distrugge, fa parte della storia dell’uomo e del suo rapporto con la natura: da Aristotele, che immaginava ci fossero dei venti sotterranei che vorticosamente tentano di uscire in superficie, provocandone il tremore, fino all’esperimento di Parkfield in California, in cui a partire dagli anni ‘80 si tentò la previsione di un terremoto, basandosi sulla presunta regolarità dei movimenti di una faglia sottostante. Un esperimento fondamentale per la sismologia: si aspettava di riuscire a cogliere, grazie ai numerosissimi strumenti di monitoraggio, qualche segnale d’arrivo di un terremoto. L’autore ha l’occasione di raccontare l’evento in prima persona, in tutto il testo a parlare è soprattutto l’esperienza personale, e ripercorrere i passi che hanno portato i sismologi ad abbandonare l’ipotesi della prevedibilità scientifica di un sisma. La penna di Amato fa viaggiare il lettore dalla California, alla Venezia di Casanova nel ‘700, per approdare velocemente in Portogallo. Il filo conduttore di questo primo volo geografico è proprio il grande sisma avvenuto al largo di Lisbona nel 1755. Un evento impressionante che ebbe ripercussioni non solo in termini di danni a persone e cose, ma innescò diverse riflessioni sul piano scientifico e filosofico proprio nell’epoca dei Lumi, quando si tentava di dare una spiegazione razionale al mondo, alla natura umana, a Dio, ma le conoscenze in fatto di terremoti si fermavano ancora alle ipotesi di Aristotele. Il lettore, d’un tratto, è condotto nella Meteorologia¸ opera in cui il filosofo di Stagira propone la teoria sui terremoti in maniera già del tutto lontana dalle spiegazioni mitologiche, che oggi invece continuano a perdurare in qualche forma. Nel mostrare il faticoso percorso di questa storia dei terremoti, l’autore incontra e presenta personaggi della storia del pensiero come Kant, Rousseau, Voltaire e spazia in campi del sapere non troppo distanti dagli studi tipici sui movimenti tellurici. Non si tratta solo di scienziati, ma di scrittori, poeti, inventori.
La narrazione risulta scorrevole, anche se i rapidi salti temporali e culturali, che da un lato mostrano un tentativo eclettico dello scritto, rischiano invece di spiazzare il lettore amante della sistematicità narrativa o digiuno di una cultura ad ampio raggio, visti i numerosi excursus che attingono dalla letteratura, dalla filosofia, dall’aneddotica storica. I quadri sinottici in evidenza aiutano però ad orientarsi verso le parole chiave quando si parla di terremoti: faglia, istruzioni di comportamento, terremoti indotti, previsione e prevenzione.
Un libro che si inquadra nell’ottica di una divulgazione scientifica seria e che porta chiarezza in un momento di forte frammentazione comunicativa sugli eventi naturali catastrofici.

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