Storia di un sapere antico

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La dea, la maga, la sacerdotessa, la guaritrice, l’ostetrica, l’erborista, la monaca, l’alchimista, la compilatrice di ricettari. Erika Maderna accompagna il lettore alla scoperta delle figure di professioniste della cura che si sono susseguite negli snodi cruciali della storia della medicina, che hanno arricchito il bagaglio della disciplina e impreziosito, portatrici a volte di mistero e fascino, anche l’arte e la letteratura.
Salvatore Marazzita, 15 Novembre 2018
Titolo

Medichesse

Autore

Erika Maderna

Anno pubblicazione

2012

Editore

Aboca

Info Lettura

pp. 144; 17,50 euro

Il rumore è quello tipico del passo di chi cammina lungo un corridoio di una pinacoteca silenziosa. Sulle pareti, nella penombra che si crea quando ad essere illuminate sono soltanto le opere esposte, si notano molti volti di donna. Questi volti, nella galleria storica della scienza medica, hanno tutti qualcosa in comune: sono le medichesse.
La dea, la maga, la sacerdotessa, la guaritrice, l’ostetrica, l’erborista, la monaca, l’alchimista, la compilatrice di ricettari, queste le figure di professioniste della cura, che negli snodi cruciali della storia della medicina si sono susseguite, arricchendo il bagaglio della disciplina e impreziosendo, a volte portatrici di mistero e fascino, anche l’arte e la letteratura.
Erika Maderna, Etruscologa e Archeologa, con il libro Medichesse. La vocazione femminile alla cura, edito da Aboca, trasporta il lettore lungo questo porticato di personalità del mondo della scienza e della cultura, in un percorso che va dalle civiltà preclassiche fino al Rinascimento.
Il ruolo della donna, nota l’autrice, è storicamente stato relegato ad una condizione interna, chiusa, che in qualche misura riguardava la cura dei beni materiali e immateriali della casa. Questo ha consentito nel tempo lo sviluppo di un sapere, tutto femminile e spesso tramandato oralmente, di quelle arti pratiche che attenevano alla preparazione di cibi, unguenti e medicamenti per la cura dei membri della famiglia. Una forma di conoscenza che sarebbe stata guardata come oggetto misterioso e occulto, dal punto di vista di una cultura in cui la ragione differiva e si separava dalla pratica: alla figura della donna si è legato un certo istinto esoterico che le sarebbe provenuto da antiche divinità di natura oscura. Così dalla rappresentazione della maga saggia, della Pizia o della sacerdotessa guaritrice, la razionalità classica ha saputo costruire intorno alla donna una dimensione di esclusione dalla ragione che, secondo l’autrice, è l’incubatore storico di ciò che nel Medioevo sarebbe diventata la caccia alle streghe. In realtà, nota Maderna, si trattava di una forma di conoscenza che avrebbe avuto sempre maggiore importanza: pratiche erboristiche e mediche che rispecchiano a pieno la dimensione della cura, vocazione storicamente e quasi naturalmente femminile.
Sembrerebbe farsi strada l’idea che tracciare una storia al femminile della medicina significhi anche seguire l’evoluzione dell’affermazione della medicina stessa come scienza. Con Ippocrate essa era ancora confinata nella dimensione delle pratiche esoteriche, che avevano a che fare con guarigioni che implicavano il contatto con il dio Asclepio, del quale Ippocrate sarebbe stato un discendente e identificato a volte col dio stesso. La medicina si comincia ad emancipare dal mondo della magia con Galeno, le cui posizioni e i cui scritti non saranno messi in discussione almeno fino al Rinascimento.
Proprio dai grandi maestri appena citati avrebbe tratto ispirazione un’interessante figura di medichessa: Trotula de Ruggiero. Siamo nell’XI secolo, periodo in cui avviene il passaggio dalla medicina intesa come pratica alla sua professionalizzazione. Alcuni volumi che portano il nome della medichessa di Salerno, circolano in Italia e in Europa tradotti in diverse lingue. Il valore di queste opere è innegabile anche grazie all’intento dichiarato e mantenuto di Trotula di “spiegare e disquisire sulle cause delle malattie, sui sintomi e sulle cure ad esse necessarie”.
La medichessa di Salerno è solo uno dei numerosi esempi di donne che hanno contribuito all’accrescimento della disciplina medica. E il libro di Erika Maderna è l’occasione per conoscerle, grazie al rigore storico e scientifico, ad un linguaggio semplice ed elegante, arricchito da ritratti e illustrazioni. Il lettore avrà il piacere di scoprire quei dati e quelle curiosità di una storia non ovvia, ma fondamentale per ricostruire un passato frastagliato e interessante, come parte integrante della storia della medicina.

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