Un ronzio silenzioso…

Micron
Oggi siamo più vulnerabili a malattie fino a qualche tempo fa sconosciute in Occidente. Una conseguenza della proliferazione di alcuni insetti indotta dall’aumento delle temperature. Ne abbiamo parlato con Claudio Venturelli, uno degli autori di "Questione di Culex", dedicato all'argomento.
Cristina Da Rold, 16 Dicembre 2015
Titolo

Questione di culex. Il libro completo della zanzara. Se la conosci, la eviti!

Autore

Venturelli Claudio; Marazza Marina

Anno pubblicazione

2015

Editore

De Agostini

Info

pp. 254; euro 9,90

Micron
Giornalista scientifica

L’aumento della temperatura media della Terra è anche un problema di salute pubblica, perché le sue conseguenze incidono e incideranno sempre di più sulla nostra salute. Che tu viva al Cairo, a New York, in Cina o in Polinesia non fa differenza: oggi sei vulnerabile a malattie che fino a qualche tempo fa erano sconosciute in Occidente: Dengue, Chikungunya, West Nile Fever, solo per citarne alcune. Siamo esposti, tutti quanti, e gli scenari che ci vengono prospettati da chi si occupa di valutare i cambiamenti climatici non sono ottimisti. Con la globalizzazione da una parte e l’aumento della temperatura media dall’altra, non solo alcuni insetti che possono farsi veicoli per le malattie trasmissibili stanno proliferando, ma vivono più a lungo, anche nei mesi invernali, prima inaffrontabili per loro.
Essere informati e quindi consapevoli di questo ronzio silenzioso in cui siamo immersi è importantissimo, e Questione di Culex (DeAgostini, 2014), scritto a quattro mani da Claudio Venturelli, celebre entomologo emiliano, e Marina Marazza, giornalista, è davvero una piccola perla. Un libro-gioco scritto con un linguaggio semplice ma rigoroso, dove fra una spiegazione, un cruciverba, una barzelletta e un aneddoto, si impara tutto ciò che c’è da sapere sulle zanzare con cui stiamo coabitando, quali sono i rischi effettivi di questa coabitazione forzata, e come affrontare eventuali contagi. Alle due penne se ne aggiunge poi una terza, una firma d’eccezione, quella nientemeno che del premio Nobel Dario Fo, che ha curato la prefazione del libro e una piccola chiosa al suo interno.

Dott. Venturelli, rompiamo subito il ghiaccio e facciamo un nome: Zanzara Tigre. Perché ce ne dobbiamo occupare?
Come direbbe Dario [Fo, ndr], partiamo dal dramma. La Zanzara Tigre è arrivata in Europa venticinque anni fa. La sua grande marcia di colonizzazione ha raggiunto l’apice nel 2003 ma abbiamo iniziato a renderci conto della sua presenza anche in termini sanitari a partire dal 2007, quando la sua diffusione ha cominciato a essere virale. “Virale” a tutti gli effetti, dal momento che la puntura della Zanzara Tigre può diventare un problema, essendo essa un vettore per diversi virus, alcuni dei quali molto aggressivi, come la Chikungunya, la Dengue, e alcune encefaliti nelle zone tropicali e in numerose zone dell’Asia. Oggi in Europa, e in Italia in particolare, non si tratta certo di epidemie, ma è importante tenere la situazione sotto controllo. Bastano pochi decimi di grado, che per noi sono addirittura impercettibili, per favorire la proliferazione di questi insetti e per aumentare dunque il rischio di contagio.

 Di quali virus stiamo parlando? Quanto sono pericolosi?
Partiamo da quelle già citate. “Chikungunya” in lingua Swahili significa “l’uomo che cammina curvo”, un epiteto che parla da sé. Si tratta di un virus che porta febbri molto alte con strascichi che durano periodi piuttosto lunghi, settimane, mesi, in alcuni casi anche anni. È evidente che in soggetti particolarmente fragili come per esempio gli anziani, diventa un problema da non sottovalutare. La Dengue è tristemente più nota. Detta anche “spaccaossa” per il fatto che chi ne è colpito soffre di forti dolori a ossa e articolazioni, alcuni ceppi possono diventare mortali, dato che oggi non disponiamo di una cura vera e propria per la Dengue. Al momento nel nostro Paese fortunatamente non esiste alcun contagio in corso – precisa Venturelli – ma è necessario monitorare la situazione con sempre maggiore attenzione anno dopo anno. Oltre a questi vi sono anche altre zanzare portatrici di virus le cui conseguenze vengono raccontate nel libro, come la Aedes aegypti, che se le temperature continuano ad aumentare potrebbe più diventare una sgradita presenza nei nostri giardini e che può trasmettere la Febbre Gialla, e lo Zyka Virus, praticamente sconosciuto fuori dalla Polinesia fino al 2013, ma dal 2014 diffuso anche in Sud America, che sembra essere causa di microcefalia fetale.

Una questione delicata oggi è quella dei migranti, che spesso sono visti come portatori di malattie. Come stanno davvero le cose?
È bene sfatare un mito: la vera minaccia di contagio viene dal turismo, da chi cioè si muove in aereo raggiungendo l’altra parte del mondo nel giro di poche ore, non di chi si ritrova a varcare il Mediterraneo stipato su di un barcone. A dirlo sono i dati che vengono raccolti all’interno dei centri di accoglienza. È ben più a rischio di favorire il contagio il turista italiano che ritorna da una vacanza infetto senza saperlo, e che viene punto in Italia da una zanzara Tigre che poi finisce per pungere un’altra persona trasmettendo il virus.

Come fare dunque un’adeguata prevenzione?
Anzitutto va ribadito che in Italia la situazione è assolutamente sotto controllo e il nostro Servizio Sanitario è perfettamente in grado di intercettare i casi di contagio tramite puntura di zanzara. Più importante ancora però è fare prevenzione, sia da parte della sanità stessa, che da parte delle persone singole, il cui ruolo è fondamentale. Tutti noi possiamo svolgere una funzione importantissima: far sì che non nascano zanzare nei nostri giardini. Come? Il libro offre un’adeguata panoramica di tutte le accortezze del caso. Prima fra tutte: eliminare le fonti di acqua stagnante inutilizzati, e trattare adeguatamente con prodotti contro le zanzare stagni e pozzetti, che sono l’habitat naturale per la Zanzara Tigre.
In Emilia Romagna stiamo inoltre puntando su un altro aspetto: la formazione nelle scuole. Abbiamo avviato un progetto chiamato “Studenti in “Rete” contro la Zanzara Tigre” che coinvolge i ragazzi delle scuole superiori a cui abbiamo regalato un piccolo kit dell’entomologo per provare a monitorare la presenza della Zanzara Tigre nel proprio territorio, ed è un progetto che sta portando dei bei risultati. Unito a questo, sempre in Emilia-Romagna, con l’aiuto di Dario Fo e di un suo collega attore, Roberto Mercadini, stiamo mettendo in scena una piccola piéce teatrale sulla scia di “Questione di Culex” le cui prime rappresentazioni si terranno proprio nelle scuole collegate al progetto “Studenti in Rete”.
Certo, rimane il fatto che l’Italia è ancora profondamente divisa in due per quanto riguarda l’attività di monitoraggio da parte dei servizi sanitari. A livello nazionale il Ministero si è dotato di linee guida molto precise, e del “Piano Sangue” che esamina il sangue dei donatori e dei donatori di organi per individuare eventuali virus, ma mentre in alcune regioni come l’Emilia-Romagna, il Veneto e la Lombardia l’attenzione è molto elevata (per esempio avviene la cattura delle zanzara che vengono poi analizzate per controllare la presenza dei virus) in molte altre regioni ciò non avviene.

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