Un viaggio lungo 20mila secoli

Micron
Un viaggio lungo. Molto lungo. Per la precisione 47 anni e 10 mesi. Tanto rimangono sulla caravella i coraggiosi astronauti per i quali Antonio Ereditato, professore di fisica delle particelle elementari all’università di Berna, ha scritto la sua Guida turistica per esploratori dello spazio. Un tempo che dura quasi una vita, ma niente in confronto al tempo trascorso per gli abitanti della Terra dal momento della loro partenza e quello del loro rientro: 20mila secoli.
Cristiana Pulcinelli, 06 Gennaio 2020
Titolo

Guida turistica per esploratori dello spazio

Autore

Antonio Ereditato

Anno di pubblicazione

2019

Editore

Il Saggiatore

Info

pp. 245, €16.00

Micron
Giornalista Scientifica

Un viaggio lungo. Molto lungo. Per la precisione 47 anni e 10 mesi. Tanto rimangono sulla caravella i coraggiosi astronauti per i quali Antonio Ereditato, professore di fisica delle particelle elementari all’università di Berna, ha scritto la sua Guida turistica per esploratori dello spazio (Il Saggiatore, pp.247, euro 16,00). Un tempo che dura quasi una vita, ma niente in confronto al tempo trascorso per gli abitanti della Terra dal momento della loro partenza e quello del loro rientro: 20mila secoli.
Un piccolo scherzo della teoria della Relatività di Einstein secondo cui lo spazio e il tempo variano a seconda della velocità a cui viaggiamo.
È grazie a questo scherzo tuttavia che possiamo pensare che un viaggio per esplorare il cosmo oltre il sistema solare, oltre i confini della Via Lattea, nello spazio profondo non sia più solo un tema da fantascienza, ma – come scrive Ereditato nella prefazione – “un ipotetico viaggio allucinante, incredibile ma non impossibile, che sogniamo di poter realizzare un giorno, quando le pure limitazioni tecniche potranno essere superate”.

Il libro è diviso in due parti: nella prima sono contenute le premesse. Perché anche solo per ipotizzare un viaggio nell’universo bisogna mettere in valigia diverse nozioni. Ad esempio dobbiamo avere ben presente tutto quello che fino ad oggi sappiamo sulla sua storia e sulla sua geografia e che l’autore ci sintetizza in poche dense pagine. Poi dobbiamo sapere che, come accennavamo, secondo la teoria della relatività più un viaggiatore si muove con una velocità vicina a quella della luce, più lo spazio che dovrà percorrere si restringerà, mentre il suo tempo si dilaterà rispetto a quello che trascorre sulla Terra. Ad esempio, i 7 anni luce che ci separano – poniamo – da un ipotetico pianeta, per un astronauta che viaggi al 99 % della velocità della luce corrisponderebbero a un solo anno luce (l’anno luce è il tragitto percorso dalla luce in 365 giorni, pari a 9500 miliardi di chilometri).

E la cosa più interessante è che questo effetto è tanto maggiore quanto più ci si avvicina alla velocità della luce, in modo che viaggiare a 99,99 % della velocità della luce contrae lo spazio e dilata il tempo in modo vertiginoso rispetto a viaggiare al 99,9%. Questo trucchetto – per dir così – renderebbe le enormi distanze del nostro universo un po’ meno enormi e forse almeno ipoteticamente affrontabili. Naturalmente ci sono diversi ostacoli, uno più grande di altri: il dispendio energetico per raggiungere quelle velocità è esageratamente alto, impossibile da affrontare con la nostra tecnologia.

Ma – spiega Ereditato – in linea di principio si può pensare ad utilizzare altri sistemi di propulsione oltre a quelli che oggi mandano in orbita i nostri razzi. Ad esempio un motore ad antimateria. Oppure uno che attivi reazioni di fusione termonucleare raccogliendo idrogeno presente nello spazio. Impossibile da spiegare qui in poche righe come funzionino, sappiate però che avranno pure limitazioni insormontabili, ma la loro possibilità non è da escludere sulla base di “pure considerazioni di fattibilità scientifica”.

Orbene, è ora di partire. La seconda parte del libro è dedicata in effetti al viaggio, o meglio è il portolano che gli astronauti potranno sfogliare per capire che cosa hanno di fronte quando si confronteranno con cose mai viste da essere umano. Insomma, è quello che sappiamo noi qui sulla Terra di quello che sta lassù, nel cielo. Che non è poco dal nostro punto di vista, ma che si rivelerà quasi niente dal punto di vista dei viaggiatori.

Il libro di Ereditato spiega e racconta in modo comprensibile e puntuale la Luna, i pianeti del nostro sistema solare, il gigantesco buco nero che alloggia al centro della nostra galassia, le altre galassie. Peccato che a volte, nella foga della spiegazione, si perda lo spunto narrativo del viaggio della caravella che invece è un’idea forte del libro. Il fascino che emana dal nostro universo rimane comunque intatto. Così come quello che emana dal tempo degli esseri umani.

Alcune domande inquietanti accompagnano come un sottofondo musicale (un po’ ansiogeno) i lettori. Cosa troveranno quelle donne e quegli uomini coraggiosi quando atterreranno? Gli esseri umani tra due milioni di anni ci saranno ancora o si saranno estinti? Quali altre forme di vita avranno preso il loro posto? Sono domande che – ve lo diciamo subito – non trovano risposta nel libro stesso. Chi vivrà vedrà, è il caso di dire.

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