Un viaggio tra conoscenza e rivoluzione

Micron
Giulio Giorello riflette sulla rivoluzione come categoria capace di mediare il rapporto tra verità, tempo e conoscenza. Tutto nasce dalla libertà di cambiare: per studiare la conoscenza bisogna studiare le rivoluzioni nella conoscenza.
Salvatore Marazzita, 17 Novembre 2017
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Filosofia della Scienza

Il dialogo scritto può essere considerato la forma espressiva adatta a cogliere gli aspetti di vivacità del linguaggio parlato e al contempo fissare su supporto durevole quello che si considera avvenga in una discussione tra due interlocutori: una sorta di sfregamento di anime, attraverso il quale scaturisce una scintilla che Platone stesso non esitava a definire “conoscenza”.
L’etica del ribelle è un dialogo tra Pino Donghi, semiologo e scrittore, e Giulio Giorello, filosofo ed epistemologo. Si parla di scienza e rivoluzione, due termini che nella storia del pensiero hanno camminato di pari passo e accompagnato due concetti fondamentali: quella di scienza, nel senso di metodo, rigore, disciplina; quello di rivoluzione, che afferisce invece al campo del non controllato, dell’oltrepassamento di schemi e modelli. La rivoluzione scientifica non può che nascere dalla rottura di un modello acquisito, il quale ne risulta essere dunque il fondamento, e mira alla costituzione di un nuovo schema, che a sua volta darà vita ad anomalie che avvieranno il nuovo processo di ripensamento. Obiettivo del libro è tentare di comprendere la stretta correlazione tra conoscenza e rivoluzione, anche nel senso politico del termine. Secondo Giorello, che riprende le orme del maestro Ludovico Geymonat, la conoscenza cresce mutando e quindi, per studiarla, bisogna comprendere il modo in cui essa cambia, ovvero le cosiddette rivoluzioni della conoscenza. Il libro getta subito il lettore nel vivo del dialogo sulla rivoluzione e non può che iniziare col prendere in considerazione due maestri della scienza, che a loro tempo erano considerati ribelli, sovvertitori della norma, rivoluzionari: Copernico e Galileo. Per primi si distaccarono da un sistema che Giorello definisce “la fabbrica dei cieli aristotelico-tolemaica”, si tratta della teoria geocentrica. Una rivoluzione cosciente nella mente di entrambi gli scienziati, che avrebbe sconvolto l’ordine stesso delle credenze alla base della società del tempo. Anche secondo Kant, Copernico avrebbe avviato una rivoluzione scientifica così potente da innescare la modernità, osservando, contrariamente ai sensi, non già i corpi celesti che aveva di fronte, ma il rapporto con il loro spettatore. Ecco come questo straordinario cambio di prospettiva diviene base della razionalità scientifica e filosofica moderna. Il dialogo prosegue ed è lecito chiedersi se le rivoluzioni scientifiche possano avere delle affinità con quelle politiche. Entrambe sono “trasformazioni delle idee”, ma modificano anche la prassi: sono insomma sia teoriche che pratiche. In fondo, fa notare Giorello, il termine rivoluzione, in senso politico e scientifico, deriva dal latino revolutio, letteralmente “movimento ciclico”, che ne evidenzia l’originario significato astronomico. Questo termine esprimerebbe il processo di restaurazione di un ordine che è stato corrotto o sovvertito nel tempo. In ambito politico questo senso del termine è storicamente evidente, in quello scientifico meno. Ad esempio, il problema che ha spinto Copernico a cercare una teoria migliore era il seguente: il sistema aristotelico-tolemaico cozzava con le osservazioni e, pur di mantenere intatta la tesi dello geocentrismo, era diventato nel tempo un “mostro” di matematica e di calcolo. Il vecchio sistema dunque non funzionava, era troppo pesante, serviva qualcosa di più puro a livello teorico, di più semplice e snello, una sorta di ritorno alla semplicità dell’osservazione di sapore classico. I temi della purezza e del ritorno ad un passato non corrotto hanno spesso accompagnato gli ideali di rivoluzione, anche in senso politico.
L’etica del ribelle tocca i temi della conoscenza, della scienza, della politica e della storia. Quando si cerca di quadrare il cerchio su questi concetti è necessario ripercorre i passi della storia, non mancando di mettere in gioco protagonisti e osservatori: Einstein, Bohr, Popper, Khun, Lutero, Gauss, Feyerabend, solo per citarne alcuni.
Una discussione seria sul mondo della scienza e della sua storia, ragionata dal punto di vista della riflessione filosofica.

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