Alberi e clima: non sempre un buon sodalizio

La scoperta di alcuni ricercatori dell’Università dello Utah fa emergere un tratto inaspettato della natura: non sempre si comporta in modo parsimonioso, anzi. Alcuni alberi, infatti, hanno strategie molto vicine a quelle umane: in caso di siccità, esauriscono tutta l’umidità a disposizione per mantenersi fresche.
Giulia Negri, 01 Luglio 2019
Micron
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Comunicatrice della scienza

L’immaginario comune tende a dipingere la natura come parsimoniosa, come se ogni risorsa venisse utilizzata solo nella quantità necessaria, in un fragile ma efficace equilibrio. Ma sarà sempre così? Dalla scoperta pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) sembrerebbe di no. Una nuova ricerca condotta dai biologi dell’Università dello Utah William Anderegg, Anna Trugman e David Bowling ha rivelato che alcuni alberi e piante hanno le mani… ops, le foglie “bucate” in condizioni di siccità, spendendo senza remore la preziosa acqua presente nel suolo per raffreddarsi e, così facendo, rendono la siccità ancora più intensa.
«Noi mostriamo come l’effettiva fisiologia delle piante sia importante», ha spiegato Anderegg. «Il modo in cui le piante assorbono, trasportano e fanno evaporare l’acqua può influenzare eventi estremi importanti per tutta la società, come una grave siccità, che può colpire persone e intere città». Anderegg studia come le caratteristiche degli alberi influenzino l’efficienza con cui le foreste riescono a gestire le condizioni di caldo e secco. Alcune piante hanno un sistema idraulico interno che rallenta il movimento dell’acqua, cosa che le aiuta a minimizzarne le perdite quando la situazione è avversa. Ma altre hanno un sistema più adatto a trasportare grandi quantità di vapore acqueo nell’aria: aperture più grandi sulle foglie, una maggior capacità di spostare l’acqua all’interno dell’organismo…
Le passate ricerche di Anderegg si sono focalizzate sull’osservazione di come queste caratteristiche determinino quanto le piante siano in grado di superare senza problemi la siccità. Ma questo studio poneva un diverso interrogativo: come questi tratti sono capaci di influenzare la siccità stessa?
«Sappiamo da molto tempo che le piante possono influenzare l’atmosfera e il clima», ha sottolineato Anderegg.
Le foreste assorbono l’acqua dal suolo e la emettono nell’atmosfera, modificando il bilancio di acqua e calore sulla superficie del pianeta. In alcuni casi, come nella Foresta Amazzonica, tutta quest’acqua può dare inizio alle precipitazioni, mentre la deforestazione può colpire il tempo delle regioni sottovento, lasciandole più asciutte rispetto a prima.
Anderegg e i suoi colleghi hanno utilizzato informazioni provenienti da 40 siti in tutto il mondo, dal Canada all’Australia.
In ogni luogo gli strumenti raccoglievano dati sui flussi di calore, acqua e carbonio nell’aria, così come su quali specie arboree erano presenti nei dintorni della strumentazione. Confrontare questi dati con un database di caratteristiche delle piante ha permesso ai ricercatori di trarre conclusioni su quali tratti fossero correlati con un’intensificazione della siccità.
Sono emerse due caratteristiche: il massimo tasso di scambio gassoso delle foglie e il trasporto dell’acqua. Il primo si riferisce alla velocità alla quale le foglie possono immettere vapore acqueo nell’aria, mentre il secondo descrive quanta acqua l’albero può trasferire a livello delle foglie.
I risultati hanno mostrato che nelle regioni fresche le piante rallentano il loro utilizzo d’acqua in risposta alla diminuzione di umidità del terreno. Al contrario, nei climi caldi, alcuni alberi con le due caratteristiche sopracitate più elevate perdevano sempre più acqua nel tentativo di portare a termine la fotosintesi e mantenersi freschi, esaurendo tutta la poca umidità rimasta nel suolo che già stava seccando.
È vero che le regioni calde e secche tendono ad avere un maggior numero di piante che si sono adattate a queste condizioni, ma nonostante il clima alcune specie caratterizzate da tratti di consumo intensivo d’acqua, come la quercia nei climi mediterranei, possono inasprire la siccità. Secondo Anderegg è d’importanza cruciale riuscire a capire la relazione tra le caratteristiche degli alberi e le condizioni di siccità per poter aiutare i climatologi e i politici locali a elaborare piani migliori per gli effetti che le siccità future avranno sulle comunità.
Non tenerne conto porterebbe a previsioni meno precise, soprattutto considerando il cambiamento climatico in atto, che renderà le condizioni di siccità più frequenti in alcune regioni.

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