Babbo Natale? Per la scienza, una meravigliosa bugia

Attenzione, se siete genitori di bambini piccoli, e avete intenzione di leggere questa storia, chiudetevi in camera, o aspettate che i vostri figli vadano a letto, perché questa storia contiene informazioni sulla vera natura di Babbo Natale.
Tina Simoniello, 24 Dicembre 2016


Micron
Giornalista freelance

Attenzione, se siete genitori di bambini piccoli, e avete intenzione di leggere questa storia, chiudetevi in camera, o aspettate che i vostri figli vadano a letto, perché questa storia contiene informazioni sulla vera natura di Babbo Natale.
Stiamo parlando di un articolo, solo qualche settimana fa, pubblicato su Lancet Psychiatry, una rivista che non è nota per ospitare racconti di fantasia, ma storie rigorosamente basate su evidenze. Su prove. Verità. E quella di Babbo Natale come si sa è una bugia, una meravigliosa bugia.
A wonderful lie è il titolo dell’intervento ospitato sulle prestigiose colonne della rivista britannica e firmato da Christopher Boyle e Kathy McKay, entrambi psicologi, il primo dell’università inglese di Exeter e la seconda dell’Università del New England in Australia. “La ragione per la quale abbiamo fatto questo lavoro – hanno dichiarato i due – è stata di esaminare il tipo di conversazioni che si hanno con i bambini, di analizzare il perché mentiamo e cosa significano quelle bugie.”
Secondo Boyle e McKay, che con la loro pubblicazione si inseriscono di fatto nella nutritissima letteratura (in questo caso scientifica) su Babbo Natale, non è affatto certo che a raccontare la storia di un vecchio con la barba bianca, che vive al Polo Nord dove gestisce una grande fabbrica di giocattoli, che porta regali ai bambini in cambio solo di un paio di biscottini sotto un albero pieno di luci e di qualche buona azione, si faccia poi del bene ai propri figli o nipoti.
”Se un genitore riesce a mentire su qualcosa di così speciale e magico, come può continuare ad essere considerato il guardiano della verità?” Si chiedono i due psicologi. Che non contenti della domanda definiscono “terrificante” “l’Agenzia di Sicurezza Nazionale del Polo Nord”, una specie di Cia in grado di scoprire, non si sa come, se un bambino si è comportato bene o no, se è stato buono o cattivonel corso dell’anno. La questione, secondo loro, è che tutto questo mentire prima o poi arriva al pettine, cioè al “giorno in cui i bambini scopriranno la verità”. E la verità è che “i genitori hanno mentito per anni”. E quando scopri che mamma e papà sono stati cosi bravi a mentirti per così tanto tempo come potrai fidarti di loro?
Molti bambini – hanno dichiarato i due autori – scoprono la verità su Babbo Natale “all’interno di un processo di crescita e di maturazione, ma alcuni perché c’è qualcuno che glielo dice. In questo caso (la scoperta) potrebbe avvenire in un contesto nel quale il bambino rischia di venire ridicolizzato”, e sarebbe “davvero doloroso”.
Non è tanto la preoccupazione su Babbo Natale quindi a muovere gli autori, ma “è la preoccupazione su come i bambini scoprono che non è reale e come vengono supportati se vengono sconvolti quando lo scoprono”.
La questione sollevata sulle colonne di Lancet non è allora soltanto un problema di etica della verità, per così dire (che comunque alle nostre latitudini avrebbe poca presa). La questione è anche un’altra: gli effetti pratici, qualche volta anche negativi, di una lunga e ben architettata, benché meravigliosa, menzogna.
Ma c’è poi un terzo tema: alcuni genitori – dicono gli esperti – utilizzano Babbo Natale “come strumento di controllo quando sono un po’ sotto pressione” e si sta avvicinando il Natale. E questo secondo Boyle “non è (…) il miglior metodo di genitorialità. Si sta parlando di un essere mitico che deve decidere se (un bambino) sta per ricevere regali oppure no”.

CHI HA BISOGNO DI BABBO NATALE?
Ma come è possibile che la favola di Babbo Natale o come dicono loro la “menzogna collettiva su scala globale” persista da secoli? (Secoli, sì, perché già nel Medio Evo San Nicola, Santa Klaus, portava doni ai bambini buoni). In primo luogo, gli esseri umani hanno una forte tendenza a conformarsi, anche a un comportamento irrazionale, dicono. In secondo luogo, tutte le evidenze suggerirebbero che anche gli adulti hanno un forte bisogno di sfuggire alla realtà attraverso la finzione, utilizzando la fantasia. “Cerchiamo di rifarci ai nostri giorni di gloria come i bambini”, ha dichiarato Boyle. Insomma la meravigliosa bugia su Babbo Natale funziona un po’ per imitazione: tutti fanno cosi, quindi anche noi…. E un po’ perché, gli adulti, noi, abbiamo bisogno di crederci.
Ora: se anche tutto questo fosse vero? Se i figli a un certo punto della loro vita scoprissero che i genitori non sono i depositari della verità. Se anche fosse vero che gli adulti mentono perché un po’ hanno bisogno di fuggire dalla realtà e per una sera l’anno volessero rivivere i momenti di gloria dell’infanzia, qual è il problema, ci chiediamo. Tutti prima o poi scopriamo che i nostri genitori ci hanno mentito, e continuiamo a non avercela con loro (o comunque non a causa di Babbo Natale, si spera). E poi, se gli adulti desiderano rivivere la magia del vecchio lappone produttore di giocattoli, il ricordo della scoperta della verità su di lui non deve essere poi così terribile.
Il titolo di Lancet Psychiatry diceva la verità: la bugia, questa bugia, è davvero meravigliosa.

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