Bambini, antibiotici e l’impatto dell’iper-prescrizione

25 cicli di antibiotici di media assunti nei primi cinque anni di vita. Vanno così le cose nei paesi a basso e medio reddito del mondo. Con ricadute sulla salute globale e sulla quella dei singoli bambini che abusano di antibatterici. A fare luce sull’eccesso prescrittivo e sull’effetto non solo a livello mondiale dell’abuso di antibiotici in età pediatrica nei paesi non ricchi è uno studio pubblicato su The Lancet.
Tina Simoniello, 24 Dicembre 2019
Micron
Micron
Giornalista freelance

La resistenza dei microrganismi ai farmaci, un fenomeno dovuto soprattutto all’uso eccessivo e non appropriato di antibiotici, non solo in ambito umano è una delle più grosse minacce per la salute e lo sviluppo globali. Qualche numero? Ogni anno solo in Europa si verificano più di 670mila infezioni da batteri contro i quali non possediamo più armi efficaci e 33mila decessi come conseguenza diretta di queste infezioni, 10mila in Italia. Tra il 2015 e il 2050 quasi due milioni e mezzo di persone potrebbero perdere la vita solo in Europa, Nord America e Australia a causa dell’antibiotico-resistenza, con un impatto economico notevole: nell’ipotesi peggiore la resistenza antimicrobica potrebbe avere nel 2050 ripercussioni più drammatiche di quelle provocate dalla crisi finanziaria del 2008-2009.

RISULTATI ALLARMANTI
“Sapevamo che i bambini dei paesi a basso-medio reddito si ammalano spesso e sapevamo che i tassi di prescrizione degli antibiotici sono molto alti in tanti paesi. Quello che invece non conoscevamo era come questi due elementi si traducono in termini di esposizione agli antibiotici, e i risultati sono piuttosto allarmanti”, ha detto Günther Fink, primo autore di uno studio appena pubblicato sulla rivista The Lancet.
L’indagine ha riguardato otto paesi: Haiti, Kenya, Malawi, Namibia, Nepal, Senegal, Tanzania e Uganda e i dati raccolti sono relativi al decennio 2007-2017. È la prima ricerca del suo genere, visto che nessuno studio precedente sull’abuso di antibiotici nei paesi poveri – sostengono gli autori – aveva combinato informazioni rilasciate dalle famiglie con quelle registrate dagli operatori sanitari che si occupano di salute pediatrica. Gli autori hanno scoperto che ai bambini dei paesi coinvolti dall’indagine sono stati prescritti mediamente 25 cicli di antibiotici dalla nascita ai 5 anni di età: una quantità “notevole”, hanno detto i ricercatori. E notevole è senza dubbio l’espressione giusta, visto che in molti contesti ad alto reddito sono considerate eccessive già due prescrizioni di antibiotici all’anno.

LE MALATTIE RESPIRATORIE PRIMA CAUSA DI PRESCRIZIONE
I farmaci sono stati somministrati nell’81% dei casi a bambini affetti da malattie respiratorie, nel 50% da diarrea e nel 28% a bambini ammalati di malaria. Un dato molto indicativo della tendenza all’eccesso prescrittivo è quello della Tanzania dove, come è emerso in studi precedenti, viene consigliato un antibiotico al 90% dei bambini che accedono a una struttura sanitaria, sebbene solo 20 volte su cento il trattamento sia necessario.

TUTTI ECCEDONO, MA OGNUNO A MODO SUO
Gli autori hanno rilevato che il numero di prescrizioni di antibiotici nella prima infanzia varia, anche molto, da paese a paese: mentre un bambino in Senegal nei primi cinque anni di vita riceve circa una prescrizione di antibiotico all’anno, a un bambino ugandese nello stesso arco di tempo è stato prescritto nell’antibiotico fino a 12 volte.
Per farsi un’idea delle differenze, può essere utile un confronto con l’Europa. Come vanno allora le cose qui da noi? Stando a dati già pubblicati in studi precedenti a questo, e come viene ricordato in una nota rilasciata da Harvard, i “nostri” bambini tra 0-5 anni ricevono mediamente meno di una prescrizione di antibiotici all’anno. I nostri pediatri sono dunque molto accorti? Potrebbero esserlo di più, “questo numero è ancora elevato”, ha dichiarato infatti Valérie D’Acremont, coautore dello studio e responsabile del gruppo Management of Fevers dello Swiss TPH. “Dato che – ha aggiunto – la stragrande maggioranza delle infezioni in questa fascia di età è di origine virale”, E, come è noto gli antibiotici, contro i virus, nulla possono.
“Le conseguenze dell’eccessiva prescrizione di antibiotici non solo rappresentano un’enorme minaccia per la salute globale, ma possono anche comportare un impatto sanitario concreto per questi bambini”, ha aggiunto D’Acremont. “L’uso eccessivo di antibiotici distrugge la flora intestinale naturale che è necessaria per combattere gli agenti patogeni. In svizzera, al TPH – ha aggiunto D’Acremont- è in corso un progetto di ricerca per comprendere meglio gli effetti sulla salute dei bambini dell’abuso di antibiotici. “Capire l’impatto concreto sui bambini è fondamentale per realizzare un cambiamento politico”, ha affermato Fink il cui gruppo di ricerca attualmente sta confrontando le politiche messe in atto dai diversi paesi per identificare quali sono le pratiche più efficaci a ridurre i tassi di prescrizione di antibiotici.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 + uno =

    X