Capolavori millenari

Scoperti migliaia di cumuli di terra alti due metri e mezzo che si stagliano a perdita d’occhio nel mezzo del Brasile. Gli artefici? Le termiti.
Francesca Buoninconti, 27 Novembre 2018
Micron
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Giornalista scientifica

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All’elenco delle costruzioni visibili dallo spazio se n’è aggiunta un’altra. Ha migliaia di anni, si estende per una regione grande quanto la Gran Bretagna e stavolta è opera di alcuni insetti: le termiti brasiliane. La scoperta annunciata sulle pagine di Current Biology è merito di un team di scienziati americani, inglesi e brasiliani, che non molto tempo fa si è trovato di fronte a un paesaggio “marziano”. Migliaia di cumuli di terra, alti in media due metri e mezzo e larghi nove, che si stagliavano a perdita d’occhio. Tutti distribuiti in modo molto regolare, quasi fossero opera di ingegneria umana.
Fino a quel momento quegli ammassi conici di terriccio erano rimasti coperti dalla caatinga, la foresta semiarida e spinosa tipica del Brasile nordorientale. Ma quando la “foresta grigia” – questo il significato del nome caatinga – è stata abbattuta nel corso dei decenni per far posto al pascolo, i cumuli sono usciti man mano allo scoperto.
Molte di queste strutture sono ancora nascoste nel folto della caatinga, ma secondo le stime dei ricercatori, i cumuli sarebbero circa 200 milioni, distribuiti su un’area di 230.000 chilometri quadrati: più della Gran Bretagna. Un immenso capolavoro architettonico osservabile persino dallo spazio. Non stiamo parlando, infatti, di avvistare queste costruzioni da distanze siderali, né dalla Luna, cosa per altro impossibile. Ma “solo” da qualche centinaio di chilometri sopra le nostre teste, alle quote dove orbitano i satelliti utilizzati da Google Earth o la Stazione Spaziale Internazionale. E la mano, o forse dovremmo dire le mandibole, capaci di tale ingegneria sono quelle della termite Syntermes dirus.
Questi isotteri sono famosi per essere eccellenti progettisti dei loro termitai. Ma questi cumuli non sono termitai. Non sono cioè nidi o case per gli isotteri che li hanno costruiti, né fanno parte di un sistema di ventilazione, perché sono completamente chiusi e non hanno una struttura interna. Fatta eccezione per un unico tunnel centrale, che sale in verticale. Cosa sono, allora? Sono solo un ammasso di materiali di scarto.
Le termiti Syntermes dirus, infatti, vivono sottoterra e trascorrono tutto il giorno scavando una miriade di gallerie sotterranee per mangiare le foglie morte in tutta sicurezza. Accedendovi direttamente dal sottosuolo della foresta. E proprio per costruire questa rete di gallerie interconnesse che fa impallidire la metropolitana di New York, hanno estratto oltre 10 chilometri cubi di terreno. L’equivalente in volume di 4.000 piramidi di Cheope, per intenderci. I cumuli quindi sono fatti del terriccio scavato dal sottosuolo e depositato in superficie.
Ma l’aspetto più eclatante è che questi ammassi di terra sono antichissimi: risalgono fino a 4.000 anni fa. Hanno in pratica quasi la stessa età delle piramidi. Per stabilirlo, i ricercatori hanno campionato undici di questi tumuli e hanno scoperto che hanno un’età compresa tra i 690 e i 3.820 anni.
Infine, la disposizione regolare di questi cumuli potrebbe essere il frutto non di complicati calcoli matematici, ma di semplice chimica. Per i ricercatori, infatti, sarebbe una mappa di feromoni a guidare le termiti nelle operazioni di deposito. Così che di volta in volta riescono a scegliere il cumulo più vicino dove depositare la terra, senza crearne di nuovi.
Resta però ancora qualche mistero da scoprire. Per esempio, non è ancora stata trovata nessuna camera reale: la “stanza” dove vive la regina, l’unica a riprodursi. E non si sa neanche come queste colonie di termiti siano strutturate.

[Immagini da: Current Biology]

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